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BALDIOS – Il guerriero dello spazio

( 1980 - Ashi Productions, Kokusai Eigasha )

BALDIOS – Il guerriero dello spazio

( 1980 - Ashi Productions, Kokusai Eigasha )

di LittlePellizza
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Per noi che siamo giovani e crediamo negli eroi!

BALDIOS

( 1980 – Ashi Productions, Kokusai Eigasha )

– APPROFONDIMENTO –

INFO

Baldios – Il guerriero dello spazio (宇宙戦士 バルディオス,?, Uchū Senshi Barudiosu), è una serie televisiva anime di genere robotico, prodotto dalla Ashi Productions nel 1980. È l’unico anime giapponese anni ’80 in cui i terrestri non riescono a salvare la Terra dalla semi distruzione.

Kazuyuki Hirokawa, regista della serie, dichiara nel suo commento audio contenuto nel DVD-BOX nipponico, che la storia originale di questo lavoro è ispirata al film “Il pianeta delle scimmie “.

BALDIOS

Baldios – Il guerriero dello spazio

(宇宙戦士 バルディオス,?, Uchū Senshi Barudiosu),

Genere  Robot Fantascienza
Serie TV anime
Autore Akiyoshi Sakai
Regia Kazuyuki Hirokawa, Kazuya Miyazaki, Yuzo Yamada, Junji Nishimura
 Char. design / Soggetto Osamu Kamijo –  Hajime Kamegaki
Musiche Kentaro Haneda
 Studio  Ashi Productions, Kokusai Eigasha
Rete Family Gekijō
1ª TV 30 giugno 1980 – 25 gennaio 1981
Episodi 34(completa)
Durata ep. 25min
Rete it. Reti Private
1ª TV it. 23 novembre 1981
STORIA

In un futuro lontano, il pianeta Saul 1, chiamato dai suoi abitanti “S1” (in quanto primo pianeta del loro sistema solare) è al collasso a causa dell’inquinamento da radiazioni; gli abitanti sono costretti da tempo immemore a vivere nel sottosuolo ed anche quel rifugio comincia a divenire precario in quanto la mancanza di risorse e l’avanzare degli influssi radioattivi inizia a destabilizzare il fragile equilibrio politico e sociale del pianeta. Un gruppo di scienziati, guidati dal professor Reigan, è vicino alla soluzione che permetterebbe il ritorno alla superficie agli abitanti del pianeta ma incontra la crescente ostilità della fazione militare secondo la quale l’unica soluzione sarebbe quella di abbandonare il pianeta e di colonizzarne uno nuovo con qualsiasi mezzo, guerra compresa. Theo Gattler, il leader militare, dopo aver commissionato l’uccisione dell’imperatore di S-1, eseguita per mano di Afrodia, sua fedelissima luogotenente, auto proclamatosi dittatore e capo supremo, accusando gli scienziati di aver cospirato ai danni di S-1, ne decreta la condanna a morte.

Miran, fratello minore di Afrodia, a capo di una squadra di soldati guida l’assalto al laboratorio dove nel frattempo il professor Reigan ormai aveva trovato il sistema per decontaminare l’aria, uccidendo tutti e distruggendo i frutti di anni di ricerche; durante l’assalto, dopo aver ferito mortalmente il Prof. Reigan, viene a sua volta ucciso dal figlio di questi, Marin, che aveva aiutato il padre a perfezionare quella che avrebbe potuto essere l’ultima possibilità di salvezza per il popolo di S-1.

Gattler intanto, facendo leva sull’ormai inarrestabile malcontento popolare, dà inizio al progetto di abbandonare S-1; imbarcatosi su una enorme astronave “Argo”, sulla quale trovano rifugio 100 milioni di abitanti di S-1, inizia le operazioni per il salto nell’iperspazio. Durante i preparativi Afrodia dà la caccia a Marin con l’intento di vendicare suo fratello Miran; il giovane Reigan era fuggito dal laboratorio in fiamme a bordo di un jet sperimentale costruito dal padre, il “Pulser Burn”, ed Afrodia lo rintraccia. Proprio mentre lo scontro fra i due sta per concludersi, i reattori della nave Argo aprono uno squarcio nello spazio-tempo in cui vengono risucchiati la stessa Argo, la navicella di Afrodia ed il Pulser Burn.

Marin viene ritrovato con il suo mezzo sulla luna dai Blue Fixers, una squadra speciale al servizio delle Nazioni Unite terrestri e, grazie alle proprie conoscenze, diviene il pilota del Baldios, gigantesco robot umanoide, ultima difesa utile per la Terra, nonostante i suoi compagni e i terrestri lo guardino con sospetto e diffidenza, per via della sua origine. Dopo una lunga e inconcludente guerra, S-1 decide di utilizzare tutte le proprie risorse per sciogliere le calotte artiche, mettendo così i terrestri in ginocchio. In precedenza, la distruzione dei pianeti Mercurio e Venere aveva fatto sì che la Terra venisse ad occupare nel sistema solare la stessa posizione che aveva S-1 nel proprio: a questa analogia si aggiungono ora i disastri naturali successivi allo scioglimento dei ghiacciai operato dalle truppe di S-1, che rendono la superficie della Terra identica a quella di S-1.

Sulla terra sono ormai convinti che S-1 non sia altro che la Terra del futuro e che Gattler con le sue truppe abbiano solo viaggiato indietro nel tempo. Gattler invece rifiuta questa idea, pensa si tratti solo di una coincidenza e continua i suoi attacchi verso le basi terrestri rischiando di contaminare la Terra con le radiazioni. Il pericolo viene scampato grazie all’intervendo del Baldios ed al fatto che Afrodia sospenda gli attacchi, convinta da Marin che si tratti anche del bene di S-1 (fra i due, nel corso della serie, si svilupperà un rapporto di amore-odio).

Qui la serie animata si interrompe, priva di un finale vero e proprio, anche se le storie delle ultime quattro puntate erano quasi state completate. Su internet è possibile trovare una sintesi delle trame delle puntate inedite. Il finale seguente è quello del film di animazione del 1981 che, pur essendo simile alla sintesi delle puntate inedite, presenta diverse semplificazioni e differenze rispetto alla serie animata.

Anche Gattler si rende conto che S-1 non è altro che la Terra del futuro, ma un guasto alla nave “Argo” la costringe ad uscire dal sub-spazio, rendendola così visibile ai terrestri. Nell’assalto finale la base terrestre si schianta contro la “Argo” dando così possibilità al Baldios di entrare al suo interno e distruggere il reattore. Vistosi sconfitto un generale di S-1 attiva gli ordigni nucleari sulla terra, Gattler prova a fermarlo ma troppo tardi: la terra è ormai contaminata e diventata come S-1.

Gattler si salva insieme ai civili che erano in ibernazione; nel confronto finale con Marin riesce a convincerlo a non ucciderlo rivelando come lui sia l’unico che sia in grado di svegliare tutti quei civili fra 15 anni. Ricompare anche Afrodia che però invece di uccidere Marin e proseguire il viaggio nello spazio con Gattler gli spara, rimanendo ferita a sua volta.

Gattler fugge compiendo un balzo iperspaziale con i civili in ibernazione. Marin ritorna sulla terra con Afrodia che muore fra le sue braccia di fronte al faro che si era visto all’inizio del film.

PERSONAGGI

 

  • BLUE FIXER TEAM 

Il team composto da Jamie Hoshino, Raita Hokuto, Oliver Jack e Marin Reigan. Il nome Blue Fixer, traducibile come “riparatori del blu” assume un significato non solo dal contesto della storia, ma anche dal testo della sigla iniziale originale giapponese dell’anime in cui si menziona appunto il blu del cielo e del mare, i quali vanno preservati.

La Blue Fixer Base (ブルーフィクサー基地, Hepburn: Burū Fikusā Kichi) è una colossale portaerei spaziale stazionata in Sud America e costituisce il quartier generale della forza di difesa terrestre BFS (Blue Fixer Secret). La base mobile è l’unica completamente realizzata, una seconda Blue Fixer Base era infatti in costruzione in Amazzonia ma la Federazione Mondiale annullò il progetto e diede ordine di distruggerla. Comandata da Takeshi Tsukikage, la Blue Fixer Base ospita al suo interno 106 persone tra le quali la scienziata Era Queenstein (vice-comandante della base) e i piloti delle unità che vanno a formare il super-robot Baldios: Raita Hokuto, Jack Oliver e Marine Ragan. Lo studio del Pulser Burn di Marine ha permesso a Era Queenstein di poter evolvere l’apparato di propulsione della Blue Fixer Base, riuscendo così a riprodurre la medesima tecnologia di S-1 e poter muovere la base con il potente Deuterium Nuclear Engine. In seguito all’operazione della Aldebaron Army di Zeo Gattler che provocherà lo scioglimento delle calotte polari e la decimazione della popolazione terrestre, la Blue Fixer Base salperà per lo spazio dove tenterà disperatamente di opporsi alla colossale fortezza sub-spaziale Spirit Gattler. Il suo destino giungerà all’epilogo quando ormai pesantemente danneggiata andrà a schiantarsi contro la Spirit Gattler in un attacco suicida di Tsukikage.

  • MARIN REIGAN

Marin è l’unico figlio del professor Reigan, il responsabile delle ricerche scientifiche di S-1: non si hanno notizie del resto della famiglia. Nonostante la giovane età, Marin è già diplomato all’accademia imperiale. Presente per caso all’occupazione del laboratorio paterno da parte delle truppe di Afrodia durante il colpo di stato di Gattler, senza volerlo uccide Milan, fratello della stessa Afrodia. Salvatosi a stento ed a costo della vita del padre, fugge con il Pulser Burn e, inseguito da Afrodia, rimane intrappolato dalla distorsione creata dal balzo spazio-temporale della flotta di Gattler, contribuendo forse ad alterarlo. Schiantatosi sulla Luna, viene trovato dai piloti Blue Fixer e portato alla loro base, dove viene tenuto prigioniero finché non sarà necessario utilizzare la sua capacità di pilotare l’avanzatissimo Pulser Burn, e quindi in seguito il robot Baldios.

E’ l’unico baluardo da contrapporre agli invasori provenienti da S-1.

 

  • JONATHAN BANNISTER

Responsabile comandante della base Blue Fixer per l’Unione Mondiale, con la quale però non ha un rapporto facile, i suoi superiori hanno spesso l’impressione che Bannister agisca in modo troppo indipendente. Da parte sua il comandante insiste per l’assoluto rispetto del rapporto gerarchico con i propri superiori. E’ un uomo duro, spesso inflessibile, che vede i sentimenti come una debolezza, ma ha anche un forte senso di giustizia. Ha una moglie ed un figlio piccolo che però vivono in Giappone e che non incontra da molto tempo.

 

  • HERA QUEENSTEIN

La professoressa è l’esperta di tecnologia e medicina della base, uno dei più eminenti e riconosciuti scienziati terrestri. Di origini tedesche, possiede vaste e approfondite conoscenze di fisica, astronomia e biologia, ma s’interessa inoltre sia di scienza teorica che di tecnica applicata; ha una personalità fredda e distaccata dietro cui cerca di nascondere un’anima ferita; è capace di mantenere la lucidità anche nelle situazioni più tese e disperate. È lei la prima a comprendere appieno che S-1 e la Terra sono nella realtà lo stesso pianeta e che sia Marin che gli invasori hanno viaggiato nel tempo e non attraverso lo spazio.

 

  • JAMIE HOSHINO

Figlia di una giovane studentessa restauratrice giapponese – di cui porta il cognome – e dell’allora erede al trono del piccolo Stato nordafricano di Lenia, è nata ai confini tra l’Italia e la Svizzera. Rappresenta l’unica presenza femminile attiva all’interno della squadra “Blue Fixer”; coraggiosa e volitiva, è dotata di un forte senso della giustizia che la porta a provare da subito una qual certa simpatia nei confronti di Marin, la quale si muta velocemente in aperta attrazione; è la prima a dimostrare un sentimento di vicinanza e di umana comprensione nei confronti dell'”alieno”. Oliver ne è segretamente innamorato, pur tuttavia non corrisposto. Possiede una personalità positiva e ottimista.

entile ed in apparenza delicata, ma in realtà dotata di una volontà ferrea e di un forte senso di quello che è giusto. Jamie è l’unica ragazza della squadra Blue Fixer, e suscita un forte senso di protezione nei suoi compagni; Oliver ne è anzi segretamente innamorato, mentre a sua volta Jamie prova sentimenti teneri per il nuovo arrivato Marin. Jamie è nata in Italia da una studentessa giapponese e da Bard, re del piccolo stato di Lenia. I due si sono dovuti lasciare e Jamie porta perciò il cognome materno. Non ha una navicella propria da pilotare ed in genere si occupa della raccolta e gestione dei dati.

 

  • RAITA HOKUTO

Nativo della colonia lunare “Little Japan” (fondata nel 2030 con l’intento di cercare d’attenuare il problema della sovrappopolazione ed in seguito abbandonata per essere trasferita su Venere), di cui è l’unico superstite. Collerico ed impulsivo, è il più irruente ed emotivo del gruppo e diffida profondamente dell’alieno Marin; faticherà pertanto più di tutti gli altri nel riconoscerne le qualità e la sincerità. Nelle intenzioni dei progettisti della serie tv, è destinato a morire in un’azione kamikaze

 

  • OLIVER JACK

Nato in America, ha passato gli anni dell’infanzia in una situazione veramente difficile, la famiglia era infatti molto povera ed Oliver era costretto a mendicare ed a ricorrere al furto per poter mantenere la sorellina Emily. Non sappiamo quindi in quale occasione sia stata presa la foto di famiglia che lo ritrae con i genitori e con anche un fratello minore, di cui evidentemente ha perso le tracce. Il suo grande segreto è l’amore che prova per Jamie, di cui custodisce una fotografia nascosta nella Bibbia che tiene in stanza. E’ un abile pilota ed è capace di interpretare bene le situazioni tattiche. Non ha un carattere facile, ma nonostante tutto si trova spesso a mediare tra Marin e Raita, perchè gli altri due Blue Fixer sono praticamente incompatibili. è uno dei piloti principali della squadra “Blue Fixer”, finisce presto con l’accettare e sostenere Marin.

 

  • TECNICI

E’ il personale tecnico della base.

 

  • MORGAN

E’ il capo dell’ Unione Mondiale, a volte si trova in contrasto con i Blue Fixer in quanto secondo lui sono dotati di troppa autonomia


ABITANTI DI S1

  • IMPERATORE DI S-1 TRIMINIAS III

L’imperatore Trismas del pianeta S-1. Pacifista e lungimirante, è all’oscuro delle trame e delle mire di conquista di Gattler.

 

  • IL PROFESSOR RAIGAN [Raigan Hakase]

Il padre di Marin. Scienziato di S1 che progetta il Pulser Burn. Cerca di opporsi alle mire di Gattler ma viene ucciso da Milan, fratello di Afrodia ma permetterà al figlio di fuggire a bordo della sua creazione.

 

  • THEO GATTLER

Tiranno del futuro a capo dell’esercito di Aldebaran del pianeta S-1 che intende conquistare la Terra per farne la nuova patria del suo popolo.
Dopo aver fallito nel tentativo e aver provocato morte e distruzione sulla Terra, fuggirà alla ricerca di un nuovo pianeta da conquistare.

La figura del Dittatore Gattler ricorda parecchio quella del nostro Giulio Cesare, dittatore di Roma.

 

  • ROSA APHRODIA

Comandante supremo dell’esercito di S-1. Odia Marin dal giorno in cui questi uccise suo fratello Miran (Miran, a sua volta, aveva appena ucciso il padre di Marin), e come se non bastasse, la sua abnegazione e assoluta fedeltà al regime la spinge a considerarlo un traditore di S-1.
Gli eventi porteranno ripetutamente i due giovani uno di fronte all’altro, gettando però Aphrodia in una crisi di identità alla quale reagirà in modo estremo.
Ma i sentimenti contrastanti di Aphrodia sono dovuti principalmente al carisma ipnotico di Gattler (terzo vertice di questo inconsueto rapporto triangolare).
Facendo credere che si fosse trattato di un incidente, Gattler aveva fatto sopprimere i genitori di Aphrodia, suoi avversari politici, quando lei e Miran erano ancora bambini. I due vengono però adottati proprio dall’assassino dei loro genitori, e Aphrodia cresce completamente plagiata da Gattler.
Da un’allegorica sequenza, sappiamo che il dittatore si è imposto su di lei anche deflorandola, un evento che ha traumatizzato la ragazza, ma che allo stesso tempo sembra essersi rivelato decisivo per la sottomissione al suo padre-padrone e creatore. Aphrodia si è così trasformata in una fedelissima succube di Gattler, al quale obbedisce ciecamente. E lui, consapevole che i suoi ufficiali non aspettano altro che rovesciarlo, l’ha nominata comandante supremo dell’ esercito Aldebaran. Aphrodia è orgogliosa della sua carica, e arriva a dichiarare di aver rinunciato ad essere donna nel momento in cui ha indossato l’uniforme.
Verso la fine della storia i sentimenti verso Marin fanno vacillare la sua sicurezza e il suo ruolo: per questo verrà destituita.
Dopo essere stata catturata dai terrestri nella sua fuga riesce a fuggire con una navetta ma viene abbattuta da un soldato di S-1.

Morirà fra le braccia di Mari

 

  • MIRAN

Fratello di Afrodia. è ufficiale dell’esercito di Aldebaran che uccide il prof. Marin, figlio del professore, si vendica uccidendolo. Per questo motivo Afrodia odierà Marin con tutto il suo cuore.

 

  • ESERCITO & CAPITANI

Esercito del pianeta S-1 agli ordini del supremo Gattler. La restante popolazione di S-1 è stata ibernata in capsule criogeniche affinchè Gattler con il suo esercito abbia il tempo di trovare un pianeta abitabile per la numerosa popolazione.

I capitani guidano le missioni 

 

BALDIOS : IL SUPER ROBOT

Modificando il Pulser Burn di Marine Reigan, la dottoressa Ella Quinstein riesce a creare un robot nato dall’unione del velivolo insieme al Baldi Prize e il Cutter Ranger. Nasce così il super robot Baldios (バルディオス, Hepburn: Barudiosu), super robot in grado di essere pilotato soltanto da Marine poichè l’unico in grado di riuscire a gestire l’avanzata tecnologia di S-1 (David Wayne, pilota designato per sostituire Marine infatti troverà grosse difficoltà vedendosi così costretto a cedere il suo posto al legittimo possessore del New Pulser Burn) e in particolar modo l’utilizzo dell’unità nel subspazio. L’operazione “Baldios Charge Up” trasforma il New Pulser Burn nella parte superiore del robot, dal quale fuoriesce la testa, mentre il New Baldi Prize di Jack Oliver e il New Cutter Ranger di Raita Hokuto vanno a costituire le gambe del robot. Alto ben 100 metri, Baldios ha la caratteristica di riuscire ad entrare e uscire dal subspazio, grazie ai tre propulsori di cui è dotato. La sua autonomia all’interno del subspazio e di soli cinque minuti, lasso di tempo in cui l’unità non è rintracciabile dai radar della Blue Fixer Base. Dotato di un vasto armamento con un elevato potenziale offensivo, Baldios ha i suoi punti di forza nello Akūkan Beam (亜空間ビーム, Hepburn: Akūkan Bīmu, trad.: Raggio subspaziale, denominato anche Bal Beam), nel potente Shoulder Cannon durante gli attacchi sulla lunga distanza e nella spada Pulsaber utilizzata per i combattimenti corpo a corpo. Il suo massimo potenziale viene espresso col Baldi Rose, capace di mandare al massimo regime tutti e tre i propulsori installati sul Baldios. Dopo il suo potenziamento, il super robot sarà inoltre capace di muoversi sfruttando l’energia psichica di Marine, traendone vantaggio anche nell’utilizzo del suo armamento. Il suo ciclo di vita terminerà nelle fasi finali della guerra contro S-1, quando il New Cutter Ranger di Raita andrà distrutto nell’attacco suicida di quest’ultimo (evento narrato nell’episodio 38, mai prodotto e differente dalla sceneggiatura del lungometraggio).

SCHEDA TECNICA

ALTEZZA

100 mt
PESO
900 t
ALIMENTAZIONE
Deuterium Nuclear Reactor
PROPULSIONE
Anti-Gravity Engine
Deuterium Nuclear Engine
Subspace Propulsion Engine
VELOCITÀ MASSIMA
Mach 25
(Atmosfera)
Velocità sub-luce al 30%
(Spazio)
MATERIALE DI RIVESTIMENTO DELL’ARMATURA
Sconosciuto
SISTEMA DI DIFESA
Baldi Guard
FUNZIONI STANDARD
Sub-Space Entry System
FUNZIONI OPZIONALI
PARTI STANDARD
PARTI OPZIONALI
UNITÀ
Baldi Prize → New Baldi Prize
Cutter Ranger → New Cutter Ranger
New Pulser Burn
SVILUPPATORE
Ella Quinstein
(エラ・クインシュタイン, Era Kuinshutain)
PRODUTTORE
Federazione Mondiale
(世界連盟, Sekai renmei)
FAZIONE
BFS (Blue Fixer Secret)
(ブルーフィクサー・シークレット, Burū Fikusā Shīkuretto)
PILOTA PRINCIPALE
Marine Reigan
(マリン・レイガン, Marin Reigan)
SUB-PILOTI
Raita Hokuto
(北斗雷太, Hokuto Raita)
Jack Oliver
(ジャック・オリバー, Jakku Oribā)
Jamie Hoshino
(ジェミー・星野, Jemī Hoshino)
ALTRI PILOTI CONOSCIUTI
David Wayne
(デビット・ウェイン, Debitto Wein)
MECHA DESIGNER
Gen Satō
(佐藤 元, Satō Gen )
Hajime Kamegaki
(亀垣 一, Kamegaki Hajime)

ABILITA & ARMI

Subspace Beam(亜空間ビーム, Akūkan Bīmu, trad.: Raggio subspaziale)
Arma a lungo raggio denominata anche Baldi Beam, il Raggio Subspaziale convoglia l’energia proveniente dal subspazio nel cristallo situato sul diadema del Baldios per poi spararlo contro il robot nemico. Nell’episodio 27 sotto forma di anelli a raggi. Nel romanzo edito da Cobalt Bunkoban viene spiegato che il suo utilizzo deve essere limitato a causa del suo elevato consumo energetico.
 
Subspace Shower
Akūkan Shower (亜空間シャワー, Akūkan Shawā, trad.: Trasmissione subspaziale)
 
Raggio che non ha potere distruttivo, permette il trasferimento in andata e ritorno della materia all’interno del subspazio. È installato anche nel Mini Pulser Burn e nel Jamie Mecha. La sua creazione è ispirata al classico raggio traente presente nei romanzi di Sci-Fi, il cui nome venne coniato dallo scrittore Edward Elmer “Doc” Smith.
 
Baldi Cluster
(バルディクラスター, Barudi Kurasutā)
 
Arma da lancio generalmente riposta sul fianco sinistro del Super Robot. È una sorta di mazza ferrata costituita da un catena collegata a un peso dall’estetica simile a quella di un diamante.
 
Baldi Cutter
(バルディカッター, Barudi Kattā)
 
Lame taglienti attaccate sugli stinchi del Super Robot. Possono essere lanciate ad altissima velocità e hanno la capacità di poter lacerare una lastra di metallo spessa 10 metri.
 
Baldi Missile
(バルディミサイル, Barudi Misairu)
 
Missili installati nelle porzioni laterali di entrambi gli stinchi.
 
Baldi Rose
(バルディロイザー, Barudi Roizā)
 
È l’arma più potente e pericolosa del Baldios. Tutta l’energia all’interno del robot viene convogliata e rilasciata trasformando il Super Robot in una sfera di energia che sferra un attacco di sfondamento. Il nemico viene fatto a pezzi durante il Charge-Off obbligatorio e la conseguente separazione delle tre unità. Il nome trae ispirazione dalle scie di luce lasciate che ricordano i petali di una rosa che danzano nel vento. Non è presente nella serie televisiva, in quanto il suo debutto era previsto per l’episodio 38 dove verrà impiegato per distruggere la Spirit Gattler grazie al sacrificio di Jack. Le uniche presenze documentate di quest’arma sono nel romanzo Sonorama e nel 2007 in Super Robot Wars Z, titolo che ha visto debuttare Baldios nel celebre JRPG.
 
Burst Saucer
(バーストソーサー, Bāsuto Sōsā)
 
È un cannone di grandi dimensioni che viene lanciato dalla Blue Fixer Base e utilizzato nei momenti di carenza energetica del Baldios. Una volta connesso al Super Robot, le sue ali vengono utilizzate come maniglie. Non ha mai fatto il suo debutto nella serie animata ma è stato illustatrato in un artwork del singolo “Tate! Baldios”.
 
Cross Saucer
(クロスソーサー, Kurosu Sōsā)
 
Lame taglienti dalla forma discoidale che vengono lanciate dal Burst Saucer. Anch’esse non hanno fatto la loro apparizione nell’opera animata ma soltanto come illustrazione.
 
Hand Cutter
(ハンドカッター, Hando Kattā)
 
Una coppia di spade laser che fuoriescono dagli avanbracci del robot. Inedite nella serie animata sono state introdotte sottoforma di illustrazione.
 
Laser Bowgun
(レーザー・ボウガン, Rēzā Bougan)
 
È una fionda dalla forma di diamante che fuoriesce dal braccio destro. Inedita nella serie animata, è stata poi inserita nelle armi opzionali degli action figure prodotti da BRAVE Gōkin e POSE+METAL Series.
 
Nunchaku
(ヌンチャク)
 
Una coppia di nunchaku che nascono dalla fuoriuscita dei due emblemi piazzati sulle gambe del Baldios. Anch’essi inediti nella serie animata, sono visibili soltanto tramite illustrazione.
 
Pulsaber
(パルサーベル, Parusāberu)
 
Arma principale del Baldios è una lama che fuoriesce da sotto l’emblema sul petto. La caratteristica principale della Pulsaber è la sua tripla configurazione che gli permette di trasformarsi in una spada, una lancia o un giavellotto. Nell’episodio 15 viene utilizzata anche come boomerang mentre negli episodi 19 e 25 Marine la utilizza come arma da lancio.
 
Shoulder Cannon
(ショルダーキャノン, Shorudā Kyanon)
 
Una coppia di cannoni montati all’interno delle spalle del Baldios. Compaiono dopo l’apertura delle stesse e sono in grado di sparare missili o raggi laser. Arma a lunga gittata, viene generalmente utilizzata come arma di contenimento in quanto il posizionamento sulle spalle diminuisce i parametri di stabilità e mobilità del Baldios.
 
Thunder Flash
(サンダーフラッシュ, Sandā Furasshu)
 
Una potentissima arma al plasma caratterizzara da una luce bianca sparata dall’emblema sul petto del Baldios. Come il Raggio Subspaziale sfrutta la Pulsar Energy proveniente dal subspazio e si combina gli atomi di idrogeno e altri elementi chimici. Il suo utilizzo è molto limitato a causa del suo elevato consumo di energia.
 
Tonfa
(トンファ)
 
Una coppia di Tonfa Laser custoditi nei due box posizionati sull’anca del Baldios. Arma inedita nella serie animata è apparsa solo in forma in forma illustrata.
 
Pulaxe
(パルアックス, Paruakkusu)
 
Un’ascia mai inserita nella serie animata ma resa disponibile per lo Action Figure del Baldios prodotto nel 1980 per la linea Sentō gattai TRIPLE CROSS (戦闘合体トリプルクロス, Sentō gattai Toripuru Kurosu).
 
Shuriken a croce
(十字手裏剣, Jūji shuriken)
 
Un set di shuriken a croce mai inseriti nella serie animata ma resi disponibili per lo Action Figure del Baldios prodotto nel 1980 per la linea Sentō gattai TRIPLE CROSS.
 
Shuriken a sei direzioni
(六方手裏剣, Roppō shuriken)
 
Un set di shuriken a sei punte mai inseriti nella serie animata ma resi disponibili per lo Action Figure del Baldios prodotto nel 1980 per la linea Sentō gattai TRIPLE CROSS.
 
Punch Missile
(パンチミサイル, Panchi Misairu)
 
I pugni del Baldios partono a razzo dagli avanbracci. Mai inseriti nella serie animata sono apparsi nello Action Figure del Baldios prodotto nel 1980 per la linea Sentō gattai TRIPLE CROSS.
 

 

3D Baldi(スリーディバルディ, Surī Di Barudi)  
Attacco che debutta nell’episodio 26 della serie televisiva insieme al Dringing. Permette al Baldios di sfruttare il subspazio e creare delle copie illusorie del Super Robot che attaccano contemporaneamente il nemico.
 
Best Ringer
(ベストリンガー, Besutoringā)
 
Tecnica d’attacco che nasce dall’utilizzo combinato del 3D Baldi e del Dringing. Fa il suo debutto dopo il Power Up del Baldios.
 
Pulsaber Dringing
(パルサーベル・ドリンギング, Hepburn: Parusāberu・Doringingu)
 
Attacco che nasce dalla connessione di due Pulsaber. La spada a due lame inizia a roteare ad altissima velocità e finisce per fare a pezzi il robot nemico. Appare dopo il potenziamento del Baldios.
 
Thunder Flash Full Power
(サンダーフラッシュ・フルパワー, Sandā Furasshu Furu Pawā)
 
Attacco simultaneo delle principali armi del Baldios: Raggio Subspaziale, Baldi Missile Shoulder Cannon e Pulsaber. Dopo essere entrato nel subspazio per pochi secondi, il Baldios ricompare nella nostra dimensione a pochi metri dal robot nemico e viene travolto dal Thunder Flash alla massima potenza. Questo attacco non appare nella serie animata ma è stato inserito in Super Robot Wars Z ed è visibile nel video di apertura del secondo capitolo della saga.
GRAZIE BIBLIOMECHA
PER LA SCHEDA TECNICA
 

Base dei Blue Fixer

Apparentemente si tratta di un edificio inamovibile, ma è in realtà un’immensa struttura in grado di muoversi su cingoli, di potersi spostare sul mare sia in superficie che in immersione, e di prendere il volo. La base ospita gli hangar per le navicelle della squadra Blue Fixer, che prendono il volo da aperture al di sotto della torre di comando; le zone di amministrazione e comando, situate nella torre; i laboratori della dottoressa Quinstein che comprendono camere di test per le navicelle; i quartieri per l’equipaggio, con aree individuali e comuni; le sale motori. L’ampia superficie davanti all’uscita per le navicelle è attrezzata come pista di lancio: quando la base è in movimento vi si aprono ampie vetrate. La struttura comprende un corpo principale e due laterali, che cambiano parzialmente assetto per il decollo.

Pulser Burn

Navicella con cui Marin fugge dal pianeta S-1 e giunge fortunosamente nel Sistema Solare. Come tutte le astronavi di S-1 è in grado di muoversi sia nello spazio normale che in quello interdimensionale ed è dotata di reattori di disegno differente da quello terrestre, capaci di imprimere maggiore potenza. Il Pulser Burn viene modificato dalla dottoressa Quinstein in modo da poter partecipare alla composizione del Baldios, che Marin può subito pilotare senza ulteriore addestramento. Il Pulser Burn è lungo 50 m, pesa 400.000 Kg e può raggiungere la velocità massima di mach 20.

Baldy Prize

Navicella progettata in toto dalla dottoressa Quinstein, ha come suoi punti forti maneggiabilità e versatilità. Lo scopo per cui era stata progettata era diverso da quello che sarà poi l’impiego definitivo, la grande cabina di pilotaggio, che può ospitare molto più della intera squadra Blue Fixer, fanno pensare ad un centro di comando mobile più che ad una navicella da caccia, ma essendo il Baldy Prize parte del Baldios, di cui forma la gamba destra, non è più possibile utilizzarlo in questo modo. Il Baldy Prize è lungo 40 m, pesa 250.000 kg e può raggiungere la velocità di mach 18 in aria e 180 nodi in acqua.

Cater Ranger

Anche questa navicella è stata progettata in toto dalla dottoressa Quinstein sfruttando le tecnologie aliene del Pulser Burn. Si pone in netto contrasto con il Baldy Prize in quanto la priorità non viene data alla manovrabilità ma alla robustezza e all’affidabilità. Date le esigenze del suo ruolo come parte del Baldios, è vistosamente asimmetrico. Il Cater Ranger è particolarmente indicato per l’uso sul terreno, dove raggiunge notevoli velocità ed è particolarmente stabile. Il sistema di pilotaggio non prevede l’uso di cloche o volante ed è gestito tramite leve laterali. Il Cater Ranger è lungo 40 m, pesa 250.000 kg e può raggiungere una velocità massima di mach 15 in aria e 250 km/h a terra.

Nave di Queenstain

Ha la forma di un volatile, viene utilizzata da Jamie durante una missione nello spazio

ARMI NEMICI

Nave Argor

La Argor è una immensa nave, quasi una città spaziale, con cui Gattler e le sue truppe, assieme ad un cospicuo numero di civili ibernati, sono partiti da S-1 con l’Operazione Warp. Su S-1 era ancorata a terra e si confondeva tra i normali edifici della città. Dotata di potentissimi motori che le permettono di decollare, ora staziona in orbita attorno alla Terra in un punto non identificato e in un’altra dimensione, in modo da non poter essere intercettata dai terrestri. Stazionando in un’altra dimensione, dai suoi finestrini non si vede nulla, ne’ stelle ne’ pianeti, ma solo un una sorta di spazio a macchie colorate, è come se galleggiasse in un limbo. La nave contiene anche una città dove vivono civili e militari, ma praticamente nella serie vediamo quasi solo la zona di comando di Gattler e poche altre stanze. Sappiamo esserci un’enorme cucina che fabbrica cibo artificiale e una sala dove sono messe le persone ibernate. Al suo interno alloggiano: le navicelle da attacco e le varie ammiraglie con cui si muovono all’attacco della Terra; la sala di comando di Gattler, rialzata e completamente vetrata, a cui si accede attraverso una sorta di ascensore trasparente e da cui il tiranno domina gli uomini che pilotano e controllano la nave in una grande sala. Al suo interno sono inoltre contenute tutte le forze nemiche, dalle grosse navi da guerra ai piccoli dischi trasparenti, fino ai robot di nuova costruzione.

Nave ammiraglia

La nave ammiraglia di Afrodia, di colore rosso, impiegata per condurre la battaglia. Oltre ad Afrodia vi sono a bordo gli alti ufficiali dell’esercito di Aldebaran. La vediamo praticamente in tutti gli episodi, a volte attaccano direttamente a volte lanciano le navicelle bianche. Ne esiste una versione più piccola leggermente diversa, lunga 171 metri con equipaggio da 22 persone e del peso di 200 tonnellate.

Navetta di Afrodia

E’ la navetta di Afrodia, ingaggia il primo compattimento aereo contro il Pulsr Burn di Marin quando quest’ultimo stava fuggendo dal pianeta S1, il suo armamento consiste in raggi laser sparati da dei cannoni dalla parte anterire della nane.

Minidischi volanti

Navette in grado di muoversi attraverso il subspazio pronti a comparire direttamente sul luogo della battaglia. Sono di colore bianco, quasi trasparente, il più delle volte sono solo loro ad attaccare facendo forza con il numero di velivoli. Sono armate solo di due laser che escono dalle due fessure rosse poste nella parte anteriore.

Grazie japananimerobot per le schede armi

 

DOPPIAGGIO
Personaggio Doppiatore giapponese Doppiatore italiano
Episodi da 1 a 32 Episodi da 33 a 34 Film
Marin Reigan Kaneto Shiozawa Stefano Onofri Renato Novara Luca Sandri
Prof. Reigan Masato Yamanōchi Mauro Bosco   Marco Balbi
Jonathan Bannister   Mario Chiocchio Oliviero Corbetta Natale Ciravolo
Theo Gattler Shibata Hidekatsu Riccardo Garrone Dario Oppido Carlo Bonomi
Aphrodia Toda Keiko Stefania Giacarelli   Elda Olivieri
Jamie Hoshino Toda Keiko Claudia Razzi LauraBrambilla Marina Massironi
Oliver Jack Tanaka Hideyuki Giuliano Santi Luca Bottale Claudio Beccari
Raita Ryu Hokuto Tesshō Genda Sergio Graziani Diego Sabre Fabio Mazzari
Hera Queenstein Yoshino Ohtori Claudia Ricatti Silvana Fantini Silvana Fantini
Roy Yūji Mitsuya Vittorio Guerrieri Marcello Cortese  
John Yuji Mitsuya Renzo Stacchi    
Narratore Takkou Ishimori Pieraldo Ferrante Claudio Ridolfo Maurizio Trombini
Staff dei doppiaggi italiani
LISTA EPISODI

Questa è la lista degli episodi dell’anime giapponese Baldios – Il guerriero dello spazio. In Giappone la serie è andata in onda in gran parte su TV Tokyo dal 30 giugno 1980 al 25 gennaio 1981, inizialmente ogni lunedì alle 18:45 o 19:00 e poi ogni domenica alle 7:00 a partire dall’episodio 19: tuttavia l’episodio 31 venne saltato e la serie fu interrotta dopo l’episodio 32 sui 39 previsti. Solo in seguito vennero recuperati gli episodi 31, 33 e 34 prodotti ma non trasmessi. In Italia la serie fu importata fino all’episodio 32 dalla V.I.D., e trasmessa per la prima volta su Bim bum bam (all’epoca in onda su Antenna Nord ed altre emittenti locali) dal 23 novembre al 23 dicembre 1981. Gli episodi 33 e 34, già inclusi nelle edizioni VHS e DVD, andarono in onda nella replica su Hiro di marzo/aprile 2009.

Lista episodi

Titolo italiano
Giapponese 「Kanji」 – Rōmaji – Traduzione letterale
In onda
Giapponese Italiano
1 Il guerriero dello spazio
「孤独の追跡者」 – kodoku no tsuiseki mono – “La solitudine dell’inseguitore”
30 giugno 1980 1981
2 Il segreto del Pulser Burn
「パルサバーンの秘密」 – parusabān no himitsu – “Il segreto del Pulser Burn”
7 luglio 1980 1981
3 Spionaggio spaziale
「スパイの烙印」 – supai no rakuin – “Il marchio della spia”
14 luglio 1980 1981
4 Al di là del tridimensionale
「亜空間突入の日」 – akuukan totsunyuu no nichi – “Inseguimento subspaziale”
21 luglio 1980 1981
5 Vendetta nel cosmo
「甦える復讐者」 – Yomigae eru fukushū-sha – “Vendetta nel cosmo”
28 luglio 1980 1981
6 Probabilità di vita: 1 per cento
「灼熱の決死圏」 – shakunetsu no kesshi ken – “Disperati in un mondo di fiamme”
4 agosto 1980 1981
7 Amore nello spazio
「愛の墓標」 – ai no bohyou – “La tomba dell’amore”
11 agosto 1980 1981
8 All’ultimo sangue
「ヒマラー山脈の決闘」 – Himarā sanmyaku no kettō – “La battaglia sui monti Himalaya”
18 agosto 1980 1981
9 Incontro e addio
「めぐり逢い、そして…」 – Meguri ai, soshite… – “L’ultimo incontro, e poi…”
25 agosto 1980 1981
10 Caduto nello spazio
「我が友 亜空間に散る」 – waga tomo akuukan ni chiru – “L’amico caduto nel subspazio”
1º settembre 1980 1981
11 Legge senza pietà
「情無用の戒律」 – jou muyou no kairitsu – “Ordini non necessari”
8 settembre 1980 1981
12 L’uomo venuto dall’Unione Mondiale
「世界連盟から来た男」 – sekai renmei kara kita otoko – “L’uomo venuto dalla Federazione Mondiale”
15 settembre 1980 1981
13 Little Japan
「想い出のリトルジャパン」 – omoide no ritorujapan – “Ricordi di Little Japan”
22 settembre 1980 1981
14 Addio, cara sorella
「さらば愛しの妹よ」 – saraba itoshi no imouto yo – “Addio, mia amata sorella”
29 settembre 1980 1981
15 Pace nella galassia
「いつわりの平和会議」 – itsuwarino heiwa kaigi – “Una falsa conferenza di pace”
6 ottobre 1980 1981
16 I fuggitivi
「悪夢からの脱出」 – akumu karano dasshutsu – “Fuga da un incubo”
13 ottobre 1980 1981
17 Guerra spaziale
「裏切りと暗殺の旅路(前編)」 – uragiri to ansatsu no tabiji (zenpen) – “Il viaggio del tradimento e dell’assassinio (parte 1)”
20 ottobre 1980 1981
18 Esplosione nello spazio
「裏切りと暗殺の旅路(後編)」 – uragiri to ansatsu no tabiji (kouhen) – “Il viaggio del tradimento e dell’assassinio (parte 2)”
27 ottobre 1980 1981
19 Il ponte sulla terza dimensione
「亜空間に架ける橋」 – akuukan ni kake ru hashi – “Il ponte sul subspazio”
3 novembre 1980 1981
20 Il demone dello spazio (prima parte)
「甦った悪魔(前編)」 – Yomigaetta akuma (zenpen) – “Il demone ribelle (parte 1)”
10 novembre 1980 1981
21 Il demone dello spazio (seconda parte)
「甦った悪魔(後編)」 – Yomigaetta akuma (kouhen) – “Il demone ribelle (parte 2)”
17 novembre 1980 1981
22 La sfida del Broliler
「特攻メカ・ブロリラーの挑戦」 – tokkou meka – burorirā no chousen – “Suicidio – La sfida del Brawler”
24 novembre 1980 1981
23 Marin salva il Giappone
「マリン、日本を救え!」 – marin, nippon wo sukue! – “Marin, salva il Giappone!”
1º dicembre 1980 1981
24 Baldios l’invincibile
「バルディオス・パワーアップ!」 – barudeiosu – pawā appu! – “Baldios – Power up!”
8 dicembre 1980 1981
25 Il complotto
「ガットラー暗殺計画」 – Gattorā ansatsu keikaku – “La congiura di Guttler”
14 dicembre 1980 1981
26 Il misterioso essere spaziale
「謎の宇宙生命体」 – nazo no uchuu seimeitai – “La misteriosa forma di vita aliena”
21 dicembre 1980 1981
27 Tradimento!
「私が信じたスパイ」 – watashi ga shinji ta supai – “L’uomo che credemmo spia”
28 dicembre 1980 1981
28 Incontro con la morte
「決死のランデブー飛行」 – kesshi no randebū hikou – “L’incontro disperato”
4 gennaio 1981 1981
29 Operazione Era Glaciale-Terra
「地球氷河期作戦」 – chikyuu hyougaki sakusen – “Operazione “Terra: Era Glaciale””
11 gennaio 1981 1981
30 Il giorno della Terra arida
「地球不毛の日」 – chikyuu fumou no nichi – “Il giorno in cui la Terra si inaridì”
18 gennaio 1981 1981
31 Il pianeta perduto
「失われた惑星」 – ushinawa reta wakusei – “Il pianeta perduto”
1981
32 Canto di battaglia
「破滅への序曲(前編)」 – hametsu heno jokyoku (zenpen) – “L’inizio della fine – parte 1”
25 gennaio 1981 1981
33 Preludio alla catastrofe[1]
「破滅への序曲(後編)」 – hametsu heno jokyoku (kouhen) – “L’inizio della fine – parte 2”
2009
34 Il lungo meriggio della Terra
「地球の長い午後」 – chikyuu no nagai gogo – “(Il lungo meriggio della Terra)”
2009
Episodi mai completati
35 Fiori per Aphrodia (Parte 1)
「アフロディアに花束を (前)」 – Afrodia ni hanabata – “Un bouquet per Aphrodia (prima)”

Gattler teme che se popolazione scoprisse che la Terra e S-1 sono lo stesso pianeta questo comprometterebbe il piano di occupazione. Negulos, che odia Afrodia incolpandola della morte di suo fratello, decide di sfruttare la situazione e ricatta Gattler: se non lo nominerà comandante supremo al posto di Aphrodia, renderà pubblica la verità. Gattler destituisce Afrodia in favore di Negulos. Il vero obiettivo di Negulos è in realtà quello di prendere il posto di Gattler, colpendolo nel suo punto più debole: Afrodia. Il nuovo comandante supremo non perde tempo, e fa imprigionare la ragazza. Nella fortezza Argor, Afrodia imprigionata è furente: se Negulos avrà carta bianca, la Terra verrà ridotta come S-1. Ma il piano di Negulos deve ancora completarsi: permette ad Afrodia di scappare dalla cella, in modo da poter dare l’ordine di sparare sulla fuggitiva. Afrodia si dirige sulla Terra con la sua Aphrocar, ma viene inseguita e colpita dai caccia di Aldebaran. Costretta a un atterraggio di fortuna su una spiaggia, viene salvata dall’arrivo dei Blue Fixer.

36 Fiori per Aphrodia (Parte 2)
「アフロディアに花束を (後)」 – Afrodia ni hanabata – “Un bouquet per Aphrodia (seconda)”

Dopo la cattura di Afrodia, la dottoressa Queenstein ordina di sottoporre la prigioniera allo scanner encefalico, al fine di ottenere utili informazioni. Mentre Afrodia viene scortata verso la sala interrogatori, Aran, un ex soldato di Aldebaran che vuole vendicarsi per essere stato messo in ibernazione assalta il gruppo. Aran spara ma colpisce Marin. Nella colluttazione che ne segue Afrodia si appropria di una pistola e uccide Aran. Aphrodia ha preso in ostaggio Marin e Jamie, e comunica a Gattler la posizione dei Blue Fixer. Jamie capisce però che le coordinate rivelate non sono quelle giuste. Afrodia scappa sulla Afrocar dirigendosi sul luogo delle false coordinate, dove intanto è giunto anche Negulos. Mentre Aphrodia e Negulos si combattono tra loro, Jamie informa Marin del sacrificio volontario di Afrodia. Marin la raggiunge, ma la Afrocar è già a terra, in flamme. Afrodia ferita sulla spiaggia, dopo l’atterraggio di fortuna piange e, mentre il sole tramonta, si spegne tra le braccia di Marin. Gattler, informato da Negulos, si chiude in una solitaria tristezza.

37 L’ultimo giorno della fortezza sub-spaziale
「亜空間要塞最後の日」 – Akukan yosai saigo no hi – “L’ultimo giorno della fortezza sub-spaziale”

La dottoressa Queenstein cerca di individuare in quale punto si materializzerà la Argor. La scienziata ha notato che nel sistema di S-1 non esiste un pianeta che corrisponda a Saturno, se la Terra è il passato di S-1, su Saturno deve essere successo qualcosa che ha portato alla sua scomparsa. La Base Blue Fixer decolla verso Saturno. Jamie decide di esprimere i propri sentimenti a Marin che però la respinge a causa del suo amore per la scomparsa Afrodia. Anche Oliver si decide a dichiarare il proprio amore per Jamie, e la ragazza, ancora depressa per il rifluto di Marin, è colpita dall’inaspettata serietà di Oliver, nel quale ha forse trovato un nuovo compagno. Un’avaria dell’impianto di alimentazione sub-spaziale costringe la Argor a tornare nella terza dimensione potendo così essere attaccata dai Blue Fixer. Il comandante supremo Negulos attacca a bordo dell’astronave Galger. La Base Blue Fixer fa concentrare su di se gli attacchi di Aldebaran, mentre il Baldios, con a bordo anche Jamie e Quinstein, entrerà nel sub-spazio per poi attaccare la Argor dall’interno. Queenstein suggerisce di fare reagire il propellente con l’ammoniaca di Saturno. Nei violenti scontri la Base Blue Fixer viene distrutta, così come la nave di Negulos. Il Baldios si materializza all’interno dell’Argor, e dopo aver aperto il reattore con la balsaber, vi riversa dentro l’ammoniaca di Saturno. La reazione provoca un’immane esplosione, che spazza via la Argor e il pianeta. Gattler si salva con la Spirit Gattler II, portando con sé diecimila soldati ibernati.

38 Raita salva il domani!! (Spirit Gattler II)
「雷太よ 明日を救え!!」 – Raita yo ashita o sukue! – “Raita, salva il domani!!”

I Blue Fixer si ricordano che Gattler controlla ancora quattro basi missilistiche terrestri, provviste di ordigni all’idrogeno. Per disarmarle contemporaneamente il Baldios è costretto a scomporsi: Raita con il “Cater Ranger”, Oliver e Janiie sul “Baldiprize”, Marin e Quinstein sul “Pulser Burn”. Il primo che terminerà il suo compito si dirigerà verso la quarta base missilistica. Gattler, approfitta di questa separazione, e invia la Spirit Gattier II ad attaccare il “Cater Ranger”. Nonostante la violenza degli attacchi, Raita non interrompe l’operazione di disinnesco, ma quando i suoi compagni giungono in suo soccorso è ormai pieno di ferite, allo stremo delle forze e non più in grado di pilotare. Procedono così all’aggancio manuale del Baldios, ma la Spirit Gattler II non desiste, e il Baldios è costretto ad abbandonare la battaglia e rifugiarsi nel sub-spazio, inseguito dalla Spirit Gattler II. Al Baldios non è rimasta che una sola arma, tanto potente da essere in grado di danneggiare se stesso: il baldioroizer. La Spirit Gattier II si trasforma in una palla di fuoco, e mentre Gattler tenta disperatamente di tornare nella terza dimensione, spinge inavvertitamente i comandi che controllano i missili nucleari. Il Baldios usa nuovamente il baldioroizer mandando in pezzi la Spirit Gattier II, ma subendo a sua volta danni irreparabili. Gattler riesce ad allontanarsi, mentre sulla Terra iniziano a esplodere le testate nucleari. Il “Pulser Burn” riesce a sganciarsi dal Baldios in fiamme, portando in salvo Oliver e Jamie. Ma Raita non è più in grado di muoversi: “Mi dispiace, ma credo che mi prenderò un po’ di riposo”, sono le sue ultime parole, mentre esplode con il Baldiprize e il Cater Ranger. Gattler, a bordo di una capsula di salvataggio, osserva la Terra devastata da rosse nubi radioattive e capisce: “Sono stato io”.

39 Partenza per l’eternità
「永遠への旅立ち」 – Eien e no tabidachi – “Partenza per l’eternità”

Marin, Quinstein, Oliver e Jamie tornano sulla Terra contaminata dalle radiazioni, dirigendosi verso l’unico rifugio federale rimasto; devono provare a radunare i sopravvissuti e costruire un dispositivo in grado di sintetizzare gli alimenti, in modo da garantire un futuro al genere umano. Nel rifugio si festeggia la fine della guerra, ma il radar ha individuato una parte della Argor nella fascia di asteroidi. Queenstein ordina che la scoperta non venga divulgata per evitare il panico, ma Marin vuole portare a termine la sua missione: uccidere Gattler e parte così per la cintura di asteroidi. Sul relitto, Gattler tenta invano di risvegliare i suoi diecimila soldati ibernati. Il dittatore non è affatto sorpreso dell’arrivo di Marin: “Ti aspettavo: dopotutto, non hai più nessun posto dove tornare”. Alle accuse di Marin, Gattler risponde che il destino non può essere cambiato, è un cerchio senza uscita: la Terra è condannata a essere contaminata. Marin sta per sparare a Gattler, ma questi gli ricorda che ora si trova davanti al pannello di controllo delle capsule criogene: sparando, potrebbe uccidere diecimila persone in una volta sola. Marin si sente impotente e frustrato; Gattler, dopo avergli addirittura offerto di andare con lui, compie un nuovo balzo iperspaziale, alla ricerca di un nuovo pianeta che soddisfi le sue ambizioni. Sulla Terra, i radar segnalano la scomparsa della nave di Gattler, e tutti pregano per il ritorno di Marin. lì Pulser Burn, ormai provato da tante battaglie, torna verso la Terra, incendiandosi nell’atmosfera e tracciando nella notte una scia luminosa come una stella cadente. Marin non reagisce: nulla sembra avere più un senso. Il relitto del Pulser Burn giace abbandonato sulla spiaggia, sotto un cielo tinto di rosso. Marin si risveglia colpito dalle onde: “Sono… tornato”. Mentre cammina sulla battigia, si apre un panorama di rovine. Ritornano i volti di Bannister, Raita, il padre, e di tutti i compagni morti in battaglia; infine colei che più di ogni altro vorrebbe incontrare di nuovo: Afrodia, che gli sorride con un velo di tristezza. Poi, su una parete di roccia, co

PRODUZIONE

La serie è composta da 34 episodi: ne erano stati programmati 39, ma a causa degli scarsi ascolti, la serie venne interrotta all’ ep. 31 quando gli ultimi 8 episodi erano già in cantiere. Successivamente, grazie al sostegno dei fan e delle riviste di animazione, nel 1981 viene prodotto un lungometraggio cinematografico di 117 minuti (distribuito dalla Toei) che dà il sospirato finale alla serie, anche se con alcune differenze rispetto alla serie animata. In Giappone furono trasmessi in televisione 31 dei primi 32 episodi della serie: l’episodio 31 infatti venne saltato e gli episodi 33 e 34, gli unici già completati al momento dell’interruzione della serie, non furono mai trasmessi.

In Italia furono importati dalla VID (Video International Distributors) i primi 32 episodi, compreso quindi l’episodio 31 inedito in Giappone, che andarono in onda dall’autunno 1981 sulle televisioni locali con il titolo BaldiosLa prima TV avvenne verosimilmente sul contenitore Bim Bum Bam, all’epoca in onda sulle emittenti di proprietà dell’editore Rusconi;[senza fonte] in seguito la serie fu replicata su molti altri circuiti e canali, tra cui anche Telecapodistria.Nel 2000 la Yamato Video ha pubblicato l’intera serie su VHS includendo anche gli episodi 33 e 34 in lingua originale con sottotitoli in italiano. Nel 2007, sempre a cura della Yamato Video, è uscita l’edizione in DVD con tutti gli episodi doppiati in italiano; i primi 32 episodi hanno l’audio storico, gli episodi 33 e 34 invece sono stati doppiati per l’occasione con voci diverse.

COLONNA SONORA

Le sigle originali sono Ashita ni ikiro Baldios (apertura) e Marin ~ Inochi no tabi (chiusura), entrambe cantate da Kōichi Ise. Queste sono state utilizzate in Italia per l’edizione DVD e per la trasmissione su Hiro fino all’episodio 31.

È stata creata anche una sigla italiana, chiamata Baldios e cantata da Il coro di Baldios. Questa è stata sempre utilizzata sia come sigla d’apertura che di chiusura, mantenendo i video delle sigle originali. È stata trasmessa dalla prima visione fino alla replica di Italia Teen Television[senza fonte], mentre è stata utilizzata da Hiro solo per i tre episodi inediti finali.

Il brano portante della serie è Tate Baldios (立て!バルディオス?Tate Barudiusu).

Il brano Baldios era la sigla dell’anime omonimo, scritto da Andrea Lo Vecchio su musica e arrangiamento di Francesco Delfino, Giuseppe Damele e Miriam Casali.

Marine è un brano strumentale scritto da Detto Mariano, ispirato all’omonimo personaggio della serie (in realtà il nome corretto del personaggio è Marin).

Il brano non viene ufficialmente attribuito ad alcun esecutore.

La base musicale è la stessa di Bright, lato B di Gundam.

I ragazzini del coro sono Luca Maccoppi, Gabriele Carabotto e Riccardo Varese. Entrambi i brani sono stati inseriti nella compilation Le sigle d’oro dei cartoni animati e in numerose raccolte.

Lato A

Lato B

SIGLA JAPAN

Lato A: Ashita Ni Ikiro Baldios 3:04
Lato B: Inochi No Tabi 3:11
Scritto da: Hotomi Kougo
Musica: Haneda Kentaro
Cantata da: Ise Kouichi

 

SIGLA ITALIANA

SIGLA GIAPPONESE OPENING

SIGLA GIAPPONESE ENDING

 

Per noi che siamo giovani
  e crediamo negli eroi;
  per chi ama l’avventura
  e sogna che non finisca mai;
  per chi crede nel bene
  alla fine vincera`:
  un nuovo campione
  a cui volere bene ora c’e`!!!
  
  Baldios Robot, Baldios Robot
  Baldios Robot, Baldios Robot
  
  Baldios l’invincibile
  lo seguiremo finche` ci sara`
  Baldios l’indistruttibile
  per il bene dell’umanita`
  
  Baldios Robot, Baldios Robot
  Baldios Robot, Baldios Robot
  
  Per chi ama giocare
  ma usando tanta fantasia;
  per chi pensa che un mondo
  nello spazio ci sara`;
  per chi non vuol restare
  sempre e solo qua:
  un nuovo campione
  a cui volere bene ora c’e`!!!
  
  Baldios Robot, Baldios Robot
  Baldios Robot, Baldios Robot
  
  Baldios l’invincibile,
  Baldios, indistruttibile,
  Baldios, intergalattico,
  baluardo della civilta`.
  
  Baldios l’invincibile
  lo seguiremo finche` ci sara`
  Baldios l’indistruttibile
  per il bene dell’umanita`
  
  Baldios Robot, Baldios Robot
  Baldios Robot, Baldios Robot
  
  Baldios l’invincibile
  lo seguiremo finche` ci sara`
  Baldios l’indistruttibile
  per il bene dell’umanita`
  
  Baldios Robot, Baldios Robot
  Baldios Robot, Baldios Robot
  
  Baldios l’invincibile
  lo seguiremo finche` ci sara`
  Baldios l’indistruttibile
  per il bene dell’umanita`…

Yasashii kaze ga atsumatte
Sora no Buruu ni narundesu
Hageshii nami ga kasanatte
Umi no Buruu ni narundesu
Bokura no inochi mo
Mienai keredo
Chikyuu o mamoru inori de michireba
Chichihaha minna ga akogarete kita
Kibou no Buruu ga
Yomigaeru deshou
Buruu, Buruu, Buruu Fikusaa
Ashita o sukue, Barudiosu!

 

 

Hi ga kageru
mata hitotsu
yume ga shinu…

Sore demo yuku no ka MARIN
sore demo yuku no sa MARIN

Dareka no inochi no hanabira ga
kaze ni furuete iru kagiri
Nikushimi no sabaku wo norikoete
Ai no OASIS sagasu no sa

Damatte yuku no ka MARIN
dammate yuku no sa MARIN
Otoko dakara…

Chi ga sawagu
mata hitotsu
hoshi ga chiru…

Hatenaku yuku no ka MARIN
hatenaku yuku no sa MARIN

Dokoka de midori no wakai ha ga
asa wo shijite iru kagiri
Kurushimi no unabara norikoete
ai no kojima wo sagasu no sa

Waratte yuku no ka MARIN
warate yuku no sa MARIN
Otoko dakara…

CURIOSITA’
  • Riguardo al nome Baldios dato al robot, in spagnolo la parola “baldìo” significa desolato, riferibile per esempio ad un “terreno desolato”. La desolazione è appunto quanto accade al pianeta terra a seguito della distruzione narrata nella storia.R iguardo al nome Cattaranger, il mezzo pilotato da Raita, esso è con molta probabilità composto dalla composizione delle parole inglesi caterpillar e ranger.
BALDIOS THE MOVIE

Baldios: The Movie arriva in Giappone nel 1981 e riassume i fatti dell’anime, modificandoli in alcuni aspetti, a partire dalla morte del villain. Abbiamo visto che nella serie animata Gattler muore nell’esplosione della sua grande navicella spaziale, ma non accade lo stesso nel film che dà invece l’occasione al villain e al nostro eroe di avere uno scontro faccia a faccia. Ovviamente anche in questo caso c’è la vittoria di Marin.

Il film però punta l’attenzione e approfondisce il rapporto odio-amore tra Marin e Afrodia che, alla fine, non trova il lieto fine che sembrano auspicare le immagini della sigla. Afrodia, infatti, muore tra le braccia dell’uomo che, suo malgrado, ama.

 Per gli spettatori italiani fu una vera manna: finalmente era possibile sapere com’era andato a finire il robottone più atipico della sua generazione! 

Yoshiyuki Tomino, al momento della realizzazione del film di Gundam, mentì alla produzione. Riassumendo solo i primi 13 episodi invece di tutta la serie come promesso e obbligandola a realizzare altri due seguiti, visto il travolgente successo. È un testamento alla genialità della sceneggiatura di Baldios che il film sembri comunque un capolavoro. Anche se non lo è! Perché riesce comunque a annientare lo spettatore con la rivelazione del segreto rapporto tra S-1 e la terra. Con la conclusione della storia d’amore tra Marin e Afrodia. E soprattutto con l’iconica scena finale di Marin che guarda il mare inquinato tenendo tra le braccia Afrodia morente.

 

 

ACTION FIGURE GALLERY

 

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CONSIDERAZIONI

Dal progetto ‘Big Burn’ alla nascita di Baldios : la lunga, e travagliata, parabola di un cult atipico dei primissimi anni ’80 

Baldios è una serie tv di robottoni che nonostante in Italia non abbia riscosso un grande successo ( in verità neanche in giappone almeno all’inizio ), ha un nutrito gruppo di suppoters. Quando sono andato in procinto di scrivere questo approfondimento non mi aspettavo di vedere già cosi tanti articoli in giro.

Baldios, il guerriero dello spazio (titolo originale: Uchū senshi Barudiosu) è una serie animata, di genere robotico, prodotta dalla Ashi Pro. e trasmessa in Giappone dal giugno 1980 al gennaio 1981. Ideata da Akiyoshi Sakai e diretta da Kazuyuki Hirokawa, avrebbe dovuto contare originariamente 39 episodi ma, a causa di alterne vicende, la produzione venne interrotta al 34° episodio, lasciando la narrazione parzialmente incompleta: su richiesta dei (pochi) seguaci che l’anime era riuscito a guadagnarsi, lo staff che aveva lavorato alla serie tv produsse un lungometraggio di quasi due ore (proiettato nei cinema alla fine del 1981) che pur rielaborando in parte la trama ed il finale ‘originale’ dava alla vicenda un epilogo completo.

La serie viene immessa sul mercato in un momento cruciale per il genere dei robottoni , ovvero a meno di un anno dalla messa in onda di Gundam 0079, serie destinata a rivoluzionare il genere robotico scientifico in nome di un maggiore realismo sia in termini di trama che di design. Scelta non felicissima dato che  Baldios si inserisce in una fase di esaurimento e transizione del genere che lascia segni evidenti sulla serie. Sakai mette assieme un’opera che attinge a piene mani ad un vasto repertorio di schemi e personaggi ampiamente consolidati:

L’eroe extraterreste(o comunque ‘diverso’) che difende l’umanità (come Yanosh in Astrorobot Contatto Ypsilon, Actarus in Goldrake o Kyashan nell’opera omonima);
Il team di supporto  composto da: il rude, il solitario e una ‘lei’ invaghita dell’eroe (manca solo il bambino prodigio per uno squadrone in stile Combattler)
Il mecha robot  composto da tre velivoli (in stile Getter Robot);
Lo scienziato e il generale/capo dalle base;
I nemici alieni, malvagi e spietati, guidati da un leader carismatico seguito da una pletora di generali mai troppo acuti.

Non il brilla neppure il mecha design che risente in maniera piuttosto pesante dell’influsso di opere di poco precedenti: Zambot 3, Daitarn 3 e Daikengo (serie creata qualche anno prima dallo stesso Sakai) rappresentano i modelli d’ispirazione più evidenti Stesso discorso per il character design che oscilla vorticosamente tra quello in stile Ginguiser di Torao Arai e quello alla Gotriniton degli artisti dello Studio Z5 (tra i quali figura un giovane Hideyuki Motoashi).

Il plot e buona parte delle caratteristiche  di ‘Uchū Senshi Barudiosu‘ sono già presenti in un libricino (kikaku settei-cho) di 21 pagine prodotto dalla Ashi Production a presentazione di un soggetto intitolato Akūkan senshi Big Burn (Il guerriero subspaziale Big Burn).

Protagonista di questo space drama è Hayato Arthur (21 anni) che assieme a Jack Oliver, Ryu Hokuto e Jamie Hoshino forma lo squadrone Space Comando, di stanza presso una base segreta (SCS). Oltre a quello del futuro Marin Raygan -che in questa fase ricorda moltissimo Yanosh di Astrorobot- cambia anche il nome di Afrodia (Bellbaran); per fortuna, l’infelice crasi nippo-medioevale venne sostituita da un nome che meglio rispecchia l’indole ‘ecologica’ dell’eroe della serie, legata al mare 

Baldios deve lottar fin da subito per conquistarsi il proprio spazio sulle frequenze televisive giapponesi già affollate di robottini. I primi 13 episodi vanno in onda tra il 30 giugno e il 22 settembre del 1980, in fascia pre serale (18.45-19.15) tra una puntata de Il mago pancione e una di Manga no kuni (serie inedita in Italia).

Gli episodi dal 14 al 18, trasmessi tra 29 settembre e il 27 ottobre, vanno in onda nella fascia oraria compresa tra le 19.00 e le 19.30.  Questa ‘promozione’ in una fascia teoricamente più propizia non salva Baldios da un inesorabile declino (prima qualitativo, poi in termini di ascolto), sancito dall’ultimo, definitivo, spostamento in palinsesto: pur di non cancellare la serie, la rete decide di spostarla alla domenica, alle 7.00 di mattina, dandole di fatti il colpo di grazia.

La tormentata esistenza  di Uchū Senshi Baldios ebbe proprio nel palinsesto uno dei suoi peggiori nemici, tanto quanto la concorrenza spietata; negli stessi orari in cui andava in onda, infatti, Nippon Television trasmise prima la seconda serie di Lupin III (l’ultimo episodio, il 155°, viene trasmesso il 6 ottobre 1980) e poi Rocky Joe 2, al via il 13 ottobre.

Ovviamente, per Baldios, fu quasi impossibile tener testa a due titoli di così consolidata tradizione; gli ascolti ne risentirono e il parziale accantonamento domenicale fu solo un palliativo che non salvò la serie da un’ingloriosa interruzione.

Pur essendo un prodotto tutt’altro che originale, Baldios conserva intatto un  fascino drammatico, quasi apocalittico. Fin dal primo episodio, infatti, morte e distruzione incombono sul destino dei protagonisti: Marin perde suo padre, Afrodia suo fratello ed S1 è sull’orlo dell’estinzione. Le sfumature catastrofiche delle prime puntate riflettono quella che era l’impostazione originale concepita dagli autori: un’opera ‘spaziale’ in grado di veicolare istanze ecologiche ed ambientaliste incarnate da Marin.
L’onomastica protagonista merita attenzione. Non essendo un nome  giapponese, Marin Reigan non può fregiarsi di nome e cognome che traccino in qualche modo la direttrice due suo agire: non è un Koji Kabuto (Kabuto=elmetto) né un Kento Tate (Tate=scudo). “Marin” però è un palese riferimento al mare (‘umi‘ in giapponese). Il legame tra il pilota del Pulser Burn ed il mare è molto forte e viene evidenziato fin dal primo episodio, quando Marin ammira le acque (ancora azzurre) del mare terrestre dalla cella in cui è stato rinchiuso. Lo spartito ecologista su cui si dipana Baldios viene espanso dalla sua struttura circolare e ricorsiva per cui, a causa di una distorsione spazio-temporale, la Terra si rivela essere in realtà S-1. Lo scontro tra terrestri e alieni palesa quindi tutta la sua drammaticità nel momento in cui se ne scopre la vera natura: una catastrofe fratricida tra antenati e discendenti.

Al fianco di quella ‘ambientalista’, Baldios sviluppa un tema a carattere politico . La Terra di un futuro non troppo lontano viene immaginata come un pianeta governato dalla Federazione Mondiale (sekai renmei) che agisce su di un binario parallelo a quello dei Blue Fixer, tant’è che la Federazione arriva a costruire un proprio robot gigante (l’improponibile ‘Granger’) pur di affrancarsi dagli interventi (brevi ma salvifici) del Baldios. Anche nell’asse narrativo Federazione-Blue Fixer, Marin è il principale protagonista: le sue origini aliene suscitano la costante indifferenza dall’alta gerarchia federale, che finisce per esautorare perfino Bannister, inviando alla Base il capitano Arman (episodio 12, «L’uomo venuto dall’unione mondiale»). Anche in questa prospettiva, Baldios sviluppa accenti fortemente pessimistici, laddove la Federazione si profila come un coacervo di dirigenti ottusi ed ingessati alla facile mercé di decisioni impulsive e deleterie che tradiscono il misero egoismo degli uomini.

Ciò che però ha realmente infuso in Baldios il succitato ‘fascino drammatico’ è a mio avviso l’intreccio di amore e morte tra Marin e Afrodia. L’intreccio, in realtà, si rivela essere fin da subito un triangolo (Theo Gattler ne è il terzo vertice), per mezzo del quale la serie esplora con buon profitto le potenzialità narrative del torbido rapporto tra il dittatore di S-1 e la sua integerrima subalterna. Una breve sequenza della sigla finale della serie TV (oltre che ad una particolare sequenza disegnata ex novo nel film) fa capire come Gattler abbia usato violenza su Afrodia, oltre a plagiarla dopo averne ucciso i genitori. Questo risvolto narrativo, che nella serie viene fatalmente trascurato, o meglio, dispiegato con colpevole ritardo, si trasformerà nell’asse portante della riscrittura realizzata nel film.

In altri termini, la relazione triangolare Marin-Afrodia-Gattler è ciò che salva Baldios da una sterile e deprimente mediocrità: gli esiti apocalittici degli ultimi episodi furono quasi un vezzo dello staff che realizzò un finale al grido di “take no prisoners” a sfregio dell’oblio in cui era precipitata la loro creazione. 

Afrodia inizia a sviluppare dei sentimenti per Marin. Quello che si svilupperò tra loro sarà un rapporto di amore-odio, sentimento al quale Afrodia alla fine dovrà arrendersi. La donna ascolterà sul finale le parole di Marin e compirà una mossa necessaria per far cessare la guerra tra le due fazioni.

Unica eccezione è la professoressa Era Queenstein, personaggio maturo da ogni punto di vista, dotato di una tridimensionalità sorprendente a dispetto degli spazi angusti riservatele dagli sceneggiatori. Brillante scienziato in grado di imporre il proprio carisma, sembra quasi censurare la propria femminilità, tramortita da un amore infelice. E’ l’episodio 28 a sanzionare lo spessore del personaggio, rivelandone tratti di insospettabile femminilità e fragilità. A mettere a nudo l’animo dell’austera paladina della Base di S-1 è David, un suo ex alunno che arriva alla base per imparare a pilotare il Pulser Burn ed essere a tutti gli effetti il vice di Marin. David è ancora innamorato della sua ex insegnante e trova il modo di dichiararsi, aprendo uno squarcio nella corazza che la scienziata ha indossato fin lì: non a caso l’episodio (forse il migliore in assoluto) è l’unico in cui si vede la Queenstein con i capelli sciolti e, assecondando un cliché voyeuristico in ascesa che sarà di gran moda negli anni Ottanta, mentre fa la doccia.

La donne in Baldios

La serie di Baldios dona un grande spazio ai personaggi femminili. Maggiore di quanto si fosse mai visto prima in una serie robotica, paragonabile soltanto al contemporaneo Ideon, che pure in questo senso è eccezionalmente innovativo. Un rapido conto ci dice che 7 episodi sono dedicati interamente a Afrodia. 5-6 episodi sono dedicati alla dottoressa Quinstein, 4 episodi a Jamie e uno alla capo-cronista Emy Latin.

In pratica circa la metà della serie è a componente principalmente femminile. Togliendo lo spazio dedicato a Marin, che è il protagonista, tutti gli episodi dedicati ai comprimari maschili Raita, Oliver e Tsukikage messi insieme non arrivano neanche alla metà dello spazio dedicato ai comprimari femminili. Si tratta di una cosa inaudita.

C’è da dire che sia la società terrestre dell’anno 2100 che quella di S-1 non sono molto diverse dalla società giapponese del 1980. In Baldios se una donna vuole fare carriera deve abbandonare l’idea di farsi una famiglia. Così è per Afrodia, che ha rinunciato del tutto alla sua femminilità; così è per la Dottoressa Quinstein, che si è dedicata interamente alla scienza.

La società militarista di S-1 è palesemente maschilista e Afrodia viene ostacolata in tutti i modi per il suo essere donna. Più e più volte nel corso della serie il suo ruolo viene messo in discussione dai suoi colleghi maschi. Frasi come “Gattler non avrebbe dovuto affidare il comando dell’esercito ad una donna”, “la guerra va male perché Afrodia è solo una donna” e simili sono all’ordine del giorno. Gattler, colui che ha dato fiducia ad Afrodia, alla fine si pente e ammette con sé stesso che “dopotutto, Afrodia è solo una donna”.

La famiglia

Uno dei grandi punti di forza del robotico classico è l’attenzione rivolta alla famiglia. Per questo il robotico classico richiede un’interpretazione più psicoanalitica che sociologica. Baldios si discosta molto da questa tradizione. Non c’è dubbio che i Blue Fixer si possano considerare una grande famiglia. Con il comandante Tsukikage nel ruolo del padre, esempio di rettitudine morale. La dottoressa Quinstein nel ruolo di saggia madre. Raita e Oliver nel ruolo dei fratelli maggiori di Marin e Jamie nel ruolo della sorellina. Ma le dinamiche familiari in Baldios sono molto diverse da quanto visto in precedenza.

La tragedia

Alla fine dei 34 episodi di Baldios arriva un colpo di scena. Il pianeta Terra viene più volte attaccato da Gattler che arriva addirittura a sciogliere le calotte artiche, facendo inondare il pianeta. Dopo i vari attacchi e disastri che la colpiscono, la Terra assume le stesse sembianze di S1, il pianeta da cui provengono Gattler e Marin. Si arriva così alla conclusione che la Terra non è altro che il pianeta S1 nel passato e che quello di Marin e Gattler non è stato un viaggio nello spazio ma nel tempo. I due, dunque, sarebbero tornati nel passato.

C’è un’ultima differenza che va sottolineata tra questo anime e altri di genere mecha già affrontati nelle nostri precedenti appuntamenti ed è l’assenza di un lieto fine per le sorti del pianeta. Nonostante gli sforzi di Marin e della sua squadra, il pianeta viene semi-distrutto da una serie di catastrofi naturali che vengono però causate dall’uomo, Gattler in questo caso. Lo scenario che si presenta infatti sul finale è quello di una Terra fortemente prostrata, che ha perso per sempre il suo splendore iniziale.

Il finale di Baldios, caso unico nella storia degli anime, toglie la speranza del futuro. Altre serie uccidono i protagonisti: Baldios uccide la speranza. È per questo che Baldios rimane indimenticabile ed è il finale quello che ha confermato l’opera nel suo stato di cult per tutti questi anni. 

Baldios chiude ufficialmente i battenti domenica 25 gennaio 1981, quando va in onda l’episodio intitolato Hametsu he no jokyoku zenpen («Preludio alla catastrofe, parte prima»), l’ultimo della serie trasmesso in TV. Si tratta della 32esima puntata, trasmessa subito dopo l’episodio 30 saltando il numero 31. La produzione ha già pronti altri due episodi (‘Preludio alla catastrofe, parte due’ e ‘Il lungo meriggio della Terra’), che però non andranno mai in onda in TV, ma verranno successivamente inclusi nelle edizioni in VHS, DVD e Blu Ray. E’ il canto del cigno dell’opera che, in origine, avrebbe dovuto contare in tutto 39 episodi: dei cinque che non videro mai la luce esistono sceneggiature, storyboard e titoli:

35-Un bouquet di fiori per Afrodia (parte I), scritto da Akiyoshi Sakai;
36-Un bouquet di fiori per Afrodia (parte II), scritto da T. Tsutsui;
37-L’ultimo giorno della Fortezza Subspaziale, scritto da Takeshi Shudo
38-Raita, salva il domani!, scritto da T. Shudo
39-Partenza verso l’eternità, scritto da A. Sakai e K. Hirokawa

Scarsi ascolti, pochi giocattoli venduti, palinsesto. Sembrerebbero queste le cause che determinarono l’interruzione anticipata della produzione e messa in onda di Baldios. Vero, ma fino ad un certo punto…

 «L’interruzione della serie non fu dovuta al suo contenuto o agli ascolti, non abbiamo rimpianti in tal senso. Il giocattolo stesso di Baldios veniva venduto ma all’epoca lo sponsor  precipitò in una grave crisi e le trasmissioni vennero interrotte.

Queste parole, tradotte da questo articolo edito da hmv.co.jp, appartengono a Toshihiko Sato, produttore all’epoca della serie tv di Baldios e presidente della Ashi Production: sono state rilasciate in occasione di un evento per i 35 anni della serie (e il lancio di un’edizione in Blu Ray). Anche Akiyoshi Sakai, intervenuto nel corso dello stesso evento, ha espresso il suo rammarico per l’interruzione della serie: «Dal momento che la storia di Marin e Afrodia era stata portata avanti, fu un peccato non poterla aggiungere alla serie tv». 

Dopo la trasmissione dell’ultima puntata di Baldios (in cui la Terra viene sommersa da un maremoto, liquidando in maniera frettolosa tutti gli spunti narrativi ancora in ballo) ci fu una veemente reazione da parte del pubblico che si era affezionato alla serie. I fans (non tantissimi a dire il vero) di Baldios chiesero che la serie fosse completata, bombardando la sede della Ashi Pro. di lettere e telefonate.

 Dopo l’interruzione, le riviste di animazione pubblicano i riassunti degli episodi non trasmessi, mentre allo studio arrivano più di mille lettere di sostegno. Si decide così di non sospendere il progetto di un lussuosissimo libro cartonato che raccolga tutto ciò che riguarda Baldios, una sorta di riscatto per non sentire vanificato il proprio lavoro. E mentre lo staff si concentra su questo progetto editoriale (che uscirà nell’aprile 198) qualcuno inizia a suggerire l’idea di un lungometraggio cinematografico. La proposta viene inizialmente accolta con scetticismo, ma lo staff non sembra disposto a rimanere come una macchia nera nella storia dell’animazione, e del resto il sostegno dei fan e delle riviste sembra confortante. Una trionfale celebrazione del ritorno di Baldios, tenutasi a Osaka il 12 luglio 1981 in presenza di centinaia di appassionati, stabilisce l’avvio ufficiale del progetto cinematografico*.

ALLA FINE

Il messaggio di Baldios è chiaro ed inequivocabile , nessuna speranza :  I buoni possono essere perfetti, impegnarsi allo stremo, realizzare le imprese più difficili ma alla fine sarà tutto inutile. Il male è destinato a vincere per un senso di fatalità cosmica. E questo messaggio verrà portato coerentemente avanti per tutte le puntate fino all’inesorabile finale. Un messaggio del genere non si era mai visto prima nel robotico. Nelle serie nagaiane o di Nagahama i personaggi destinati a una fine tragica erano i nemici. O personaggi che si erano comunque macchiati di qualche delitto, fosse anche solo la stupidità di lasciarsi ingannare dai nemici. In Baldios invece gli eroi sono intelligenti, moralmente perfetti e inappuntabili, eppure ugualmente condannati alla sconfitta.

Finale a parte Baldios non è originale ma merita comunque d’esser guardato e rivalutato  .Un grande potenziale sprecato ma che nonostante tutto riesce a conservar il fascino della Robot mania anni 80

Un anime mecha che si allontana dai canoni del genere e punta l’attenzione sui sentimenti dei suoi protagonisti

 

 

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