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Cattedrali di periferia

di Elettra Dotti
E datecele, allora, queste cattedrali di periferia, questi paradisi in disperanti suburbie, dateci qualcosa e ce ne andremo, lasceremo sgombri i vostri centri, vuoti, lasceremo i semafori a lampeggiare per i fogli di giornale, per le bolle di sapone che vi raggiungeranno dai margini, dai bambini stropicciati spinti via, coi cappellini a metà sugli occhi bigi a colorare. Tenetevi questi centri, teneteli vuoti, infantasmateli, fate un po’ come vi pare. Capirete poi che ci stavate bene a causa nostra, che noi eravamo l’esperienza che volevate fare, noi l’attrazione, la cellula elementare, noi sguaiati, noi a sgolare.
Dei vostri muri puliti non saprete cosa fare, i muri saranno muri soli, non fogli di giornale.
E ci rimpiangerete, ma noi avremo ormai altri posti da guardare.

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