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PETRONILLA

il forno magico di una volta

PETRONILLA

il forno magico di una volta

di LittlePellizza

PETRONILLA

il forno magico di una volta


Data uscita Anni 30 circa
Materiale Alluminio
Tipologia Forno elettrico
Consumo Infinito
Durata Immortale
storia

Amalia Moretti Foggia della Rovere alias Petronilla, medico, cuoca e giornalista che ha dispensato i suoi consigli culinari alle donne degli anni Quaranta

*QUANDO IL LATTE STA PER INACIDIRE*

Quando, scarseggiando il latte si è costrette a trattenere mezza
porzione della giornata per il “caffè e latte” del mattino appresso, può
darsi che – sebbene serbato coperto e al fresco – fiutandolo, prima di
farlo bollire, se ne avverta un tantin acido l’odore. /

///In tale non rara eventualità, la massaia scrupolosa ben si guarda dal
mettere tale e quale il suo latte a fuoco giacché sa, per esperienza,
come così facendo correrebbe il brutto rischio di vederselo, di colpo,
tutto raggrumarsi. /

/Ma ella, che vuol godere inalterato il suo poco ma prezioso latte, ad
esso aggiunge (se si tratta di mezzo litro) mezzo cucchiaino di
bicarbonato, nella certezza che questo innocuo e potente alcalino,
neutralizzando di colpo l’incipiente acidità del latte, le permetterà di
farlo impunemente bollire e di poterlo così presentare intatto. /

Buon appetito!

Il fornetto o pentola Petronilla, nota anche come pentola o fornetto Versilia, prende il nome da una figura importante di giornalista-cuoca, *Petronilla* appunto, *alias Amalia Moretti Foggia della Rovere* (Mantova 1872-Milano 1947) *medico e giornalista italiana*.

Si laurea in Scienze naturali a Padova nel 1895 e in Medicina e Chirurgia nel 1898 a Bologna: è tra le prime in Italia.

Vive a Milano con il marito, il professor Della Rovere, anatomopatologo, dove dirigerà per quarant’anni la sezione pediatrica del poliambulatorio di Porta Venezia.

Inizia a collaborare con la Domenica del Corriere nel 1929*, l’anno in cui iniziano le pubblicazioni della rivista La Cucina Italiana, ancor oggi in edicola.

Agli inizi, con lo pseudonimo di “Dottor Amal” tiene una *rubrica settimanale di consigli di dietetica e di educazione alimentare*.

Il successo è immediato tanto che decidono di affidarle, dal 1930, una *seconda rubrica intitolata “Tra i fornelli”*: *decide di firmarsi* con il nome di un personaggio dei fumetti, *Petronilla*, creato dal disegnatore americano G. McManus e che raccontava le avventure della coppia Jiggs e Maggie.

In Italia i due personaggi verranno chiamati Arcibaldo e Petronilla e le loro avventure vengono pubblicate dal Corriere dei Piccoli, giornale a cui Amalia collaborerà firmando anche qui delle rubriche.

Così, di settimana in settimana, fino alla vigilia della morte, Petronilla, oltre a consigli medici, distribuirà i suoi saperi culinari (oltre 800 ricette e consigli) a un mondo femminile, le casalinghe, destinato a interpretare un ruolo fondamentale all’interno dell’ideologia e del regime fascista.

Il cibo veniva visto dal regime come identità di una nazione, la più genuina, la più tradizionale a cui ancorarsi, soprattutto dopo lesanzioni, sancite dalla Società delle Nazioni dopo l’aggressionedell’Italia all’Etiopia.

Petronilla

«Io non sono una professorona che parla dall’alto di una cattedra
cucinaria; io sono semplicemente una qualunque donnetta
che dalla modestissima tavola della sua borghesissima cucina dice quali
piatti ella riserbi per le sue colazioni e i suoi pranzetti»

In questo momento di crisi e di ripiegamento questa la sua missione: convincere le signore della buona borghesia che *anche senza materie prime si possono preparare “pranzetti deliziosi”*: maionese senza olio, gelatina senza carne, dolci senza zucchero, cioccolato senza cacao, caffè senza caffè.

Sarà il suo un successo a macchia d’olio: una /blogger ante litteram/ capace di costruire una comunità femminile ampia e diversa per estrazione sociale.

Il format delle sue ricette era chiaro: svelto a fare, gustoso e di basso costo

Bisognava diversificare proposte e gusti tenendo sotto controllo la spesa e senza passare giornate ai fornelli.

E questo sarà pressante, dopo le sanzioni, in *tempi di ristrettezze economiche, di scarsa disponibilità di materia prima, di poca o nessuna servitù e di donne che magari lavoravano.

Altro obiettivo, consono alla cultura della famiglia del tempo: non solo sfamare figli famelici, ma tenersi ben stretto anche il marito,
“…se non si vuole che il marito rimpianga la lunga lista dei piatti che gli veniva presentata alla trattoria” .

In questo modo si governavano e si aggiustavano le relazioni familiari a tavola. Lo stoccafisso in umido è piatto capace “persino a spianare la fronte del marito quand’è corrugata per l’arrivo o della bolletta del gas, o della nuova cartella delle tasse, o di un conto salato della sarta”.

Il tutto con un linguaggio e un tono colloquiale e una forma semplice.

Analisi

Petronilla, non è solo una pentola!

Ai tempi in cui ero giovane non c’erano le comodità odierne e quando abitavi in campagna men che meno.La prima stufa forno che ricordo era a legna! successivamente subentrò la mitica Petronilla!

Questa pentola-forno er in alluminio a forma di pentolone con la resistenza del calore sotto il coperchio.Ne esistevano vadi modelli ma tutti erano senza vetro.Era corredata dal librettino di istruzioni che è munito anche di ricette e di consigli per un suo corretto utilizzo, anche perchè non in molti modelli non c’era il timer ne la regolazione temperatura

“La pentola – forno PETRONILLA è fabbricata da più di 20 anni: centinaia di migliaia di questi appareccchi aiutano ogni giorno altrettante intelligenti massaie nel loro lavoro….! E’ questa la nostra migliore reclame!”

La petronilla consta  di due pentole inserite l’una nell’altra e di un coperchio porta resistenza. (che tenerezza…..!ndr)

La pentola interna ha una capienza leggermente inferiore a quella esterna, che è munita di due comodi manici. Nell’intercapedine tra le due pentole staziona, ad apparecchio in funzione, aria calda.
Il coperchio è formato da una parte superiore e da una inferiore, fissate tra loro mediante speciali viti forate attraverso le quali sfoga l’umidità che si produce all’interno.
Nel bordo ingrossato della parte inferiore del coperchio trova adeguata sistemazione la parte elettrica composta, nel formato piccolo, da una resistenza,negli altri, da due.
Un disco di vetro temperato, collocato al centro del coperchio, permette il controllo delle cotture: si evita così di scoperchiare la pentola e di disperdere calore.
Dal lato tecnico questo forno offre condizioni vantaggiosissime, essendo utilizzato totalmente il calore fornito dalla corrente elettrica, mediante lo sfruttamento dell’irradiazione, della coducibilità dei metalli e della riflessione del calore dovuta allle superfici lucide. Pentole e coperchio, a bordo quadro per ottenere una più immediata diffusione del calore, giocano in modo da compensare le dilatazioni subite dall’alluminio per effetto del forte calore. L’apparecchio non è quindi a chiusura ermetica. Non vi sono pericoli di scoppi.
Non essendovi fuoco diretto ma calore uniformemente diffuso, gli alimenti non bruciano, non attaccano al fondo (e neanche occorre mescolarli o rivoltarli), e cuociono gradatamente in ogni loro parte, mantenendosi nel loro aspetto migliore e conservando l’efficacia dei componenti vitaminici nonchè gli aromi che coi comuni mezzi di cottura vengono dispersi. Infine i grassi, non bruciati dal contatto diretto col fuoco, sono sfruttati al massimo, cosicchè ne basta una terza parte di quella normalmente necessaria.
Appare chiaro quindi come l’uso di questo apparecchio sia economico e pratico insieme. Ai vantaggi del minor consumo di energia e di grassi e del miglior rendimento, va aggiunta la praticità del forno, che non richiede continua assistenza. La massaia, regolato il calore necessario alla cottura dei diversi cibi, può liberamente attendere ad altri lavori mentre la PETRONILLA prepara per lei le vivande più profumate e fragranti.”

L’unico neo eran che i fili eran sopra il coperchio  , e con il calore le giunte non erano il massimo.Quindi alla lunga il rischio di scossa o di corto circuito c’era

Petronilla oggi

La petronilla anche se nessuno lo sa e’ ancora in produzione ad opera di una piccola ditta chiamata petronilla . trovate tutto sul sito  http://www.pentolapetronilla.it/

Pentola Petronilla
IDEALE IN casa, barca, camper, campeggio ecc…
Corredata di griglia, tortiera, ricettario con oltre 170 ricette e manuale d’uso. Basso consumo energetico (900W) e garanzia 2 anni!

Petronilla è ottima per grigliate di pesce, carne e verdura, zuppe, pizze, pane, biscotti, arrosti, bolliti, sformati, torte e molto altro.Il cibo non attacca e favorisce cotture dietetiche evitando l’uso di grassi.Dimensioni: 0 cm 32 – h cm 20Peso: kg 3,55Alimentazione: 230 V-900 W

 

 

 

Disponibile con il coperchio colorato nelle tonalità Rosso lucidoBlu lucido e Oro, che si affiancano al tradizionale Argento:

Corredata di griglia, tortiera, ricettario con oltre 170 ricette e manuale d’uso:

La griglia e la teglia antiaderente sono inclusi nella confezione. L’oblò in vetro del forno – pentola Petronilla permette di controllare la cottura del cibo a forno chiuso, senza dispersioni di calore. Termostato graduato per la programmazione della cottura. Raggiunta la temperatura ideale continua la cottura con il calore accumulatosi, evitando sprechi di energia. Nell’intercapedine si forma aria calda fino a oltre 300 gradi e all’interno il cibo cuoce con il minimo uso di condimenti, non essendoci contatto diretto con la fiamma e, grazie al calore umido uniformemente diffuso, non occorre mescolare o rivoltare. Il ricco ricettario incluso, offre un’ampia scelta di vivande (circa 170 piatti diversi, dagli antipasti ai primi, da secondi ai contorni, dal pane ai dolci e ancora grigliate, salse, sughi, verdure cotte, creme ed altro) e dettagliati consigli per l’uso del forno – pentola Petronilla.
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