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POLISTIL F1 PROFESSIONAL

di LittlePellizza

Broom Broom

Quando eravamo piccoli  non c’era internet, il computer era un lusso per pochi ed acerbo, le console grezze i giochi da tavola la facevamo da padrone nelle loro svariate forme.

Uno dei regali più ambiti per un ragazzino dell’epoca era le macchinine ed in particolare le piste telecomandate.

Quelle della Polistil la facevano a da padrone ed erano specializzati oltre che nella riproduzione dei modellini delle macchine, nelle piste di Formula 1

POLISTIL : LA STORIA

Tra gli anni 70/80 le ditte italiane la facevan da padrone in ogni campo, il mondo globalista era lontano ed i prodotti cinesi rarissimi. Tutti i giocattoli quindi eran veramente Made in Italy. Nel panorama giocattoli e miniature automobilistiche la Polistil la faceva da padrone.

La Polistil (in origine chiamata Politoys) è stata una azienda produttrice di giocattoli con centro direzionale a Milano, nel Quartiere di Quinto Romano, e stabilimento produttivo a Chiari, in provincia di Brescia.Policar è stato un marchio della APS-Politoys fondata nel 1955 con sede a Milano, che successivamente cambierà ragione sociale in Polistil, diventando via via il più grande produttore di giocattoli italiano fino a metà degli anni ’80.

Era specializzata in modellini in plastica e metallo, di tutte le dimensioni e produsse anche giocattoli, tra cui modelli di carri armati, bambole, action figure, robot e prodotti correlati a programmi TV. Dopo trentatré anni di attività e una collaborazione con Tonka, Polistil nel 1993 si ritirò dal commercio. Ora è solo uno dei tanti marchi (vedi anche Bburago) di cui è entrato in possesso il gruppo cinese May Cheong Group.L’azienda ha iniziato la propria attività nel 1955 a opera di Eugenio Agrati e Ennio Sala, con il nome Politoys APS, producendo modelli di automobili di plastica in scala 1:41. Seguendo la moda tracciata da altre aziende del settore come la Mercury (anch’essa azienda italiana), Corgi Toys, Dinky Toys, Norev e Solido, nel 1965 vi fu l’introduzione di modellini in metallo pressofuso.Nel 1974 il nome dell’azienda cambiò in Polistil; si suppone che questo cambiamento fu necessario per distinguere il proprio nome da quello molto simile dell’inglese Palitoy. Il centro principale di ricerca e progettazione aveva base a Milano dove erano prodotti anche i più voluminosi giocattoli per bambini, inclusi i camion e le bambole. La maggior parte dei veicoli era invece prodotta a Chiari (Brescia), in un centro specializzato nella creazione di veicoli pressofusi

Un’area in cui la Polistil si distinse fu quella delle auto da corsa con una scala diversa, e riproducevano principalmente i veicoli della Formula 1, caratterizzate da un prezzo al dettaglio molto contenuto. Le serie F e FK introdotte nel 1970 erano in scala 1:32, e furono prodotte per circa 10 anni. Caratteristica peculiare dei modelli: il design delle ruote cambiava con il passare degli anni in sintonia con i reali cambiamenti dei modelli originali. Le serie CE, in scala 1:41, fece la sua comparsa nel 1978; riproduceva, tra le altre, Renault, Ligier, Lotus, Brabham, Alfa Romeo e Williams. Stranamente, anche alcuni trattori fecero parte delle serie CE.

La serie RJ (Penny Series) riproduceva 45 macchine da Gran Premio e di Formula 1 in scala 1:55, mentre le serie TG e L erano in scala 1:16. Come molti altri team, la Tyrrell P34 a 6 ruote era riprodotta in due scale differenti.

Verso la fine degli anni ottanta la Polistil aveva prodotto più di 500 differenti veicoli di tutte le dimensioni. Sempre alla fine degli anni ottanta, i modelli in scala più grandi furono venduti sul mercato statunitense in associazione con Tonka. Apparentemente Tonka (che negli anni 80 creò una divisione italiana) aveva acquisito Polistil. Le scatole dei modellini pressofusi erano ancora di colore rosso ed etichettate come Polistil/Tonka. Tra questi modelli era inclusa la scala di auto più grande 1:14 mai prodotta. La competizione con la nascente Bburago e Maisto contribuì al declino della Polistil. Nel 1993 Tonka chiude le fabbriche italiane e non commercializza più prodotti con marchio Polistil, che sparisce quindi dal mercato.

Nel 2005 il solo marchio Polistil è stato acquistato dalla cinese May Cheong Group (proprietaria anche del marchio Maisto e Burago) con ciclo di produzione e sviluppo interamente cinese. Dal primo gennaio 2013 i marchi Bburago, Maisto e Polistil, sono distribuiti da MacDue Group, azienda brianzola fondatrice del brand Motorama.

I prodotti sulla confezione ora recano la dicitura “Manufactured by: Polistil International LTD, Hong Kong”, società fondata il 27-8-2013 ad Hong Kong oppure “Manufactured by: Most Success Trading LTD, Hong Kong”. Tra i nuovi prodotti si possono trovare sistemi di slot car, macchine telecomandate in diverse scale, modellini di camion, trattori, macchine da corsa, mezzi da lavoro, caricature di macchine ecc. Il marchio Polistil, insieme a Bburago, sono stati quindi fatti rivivere dal gigante asiatico dei giocattoli. Ovviamente ora i prodotti sono tutti “Made in China” e non più “Made in Italy” e nulla hanno a che vedere con i modelli italiani e tanto meno con i collezionisti italiani ed europei in genere che continuano a collezionare i modelli italiani.

Le piste di F1

Una delle produzioni più belle erano le piste di formula 1.Prodotte in tante varianti con nomi diversi : F1 Professional, F1 Professional Turbo, F1 Professional Junion,F1 Professional Speed Programmer, F1 Professional Energy Control, F1 Professional Champion  e tante altre,  eran essenzialmente un assemblaggio in plastica di un percorso in genere a ottovolante di formula 1 elettrificato dove si poggiavano 2 macchine di F1 in vari colori e si gareggiava con un amico o in solitaria.

La differenza dei vari modelli consisteva essenzialmente nella lunghezza del percorso e nella sua forma ( la più ambita la champion 90) , nella forma e colore delle macchinine e nei dettagli del controller ( che poteva esser una semplice joypad a riproduzione di pedaliere ed altro)

Una delle cose piu’ belle e’ che potendo assemblare pezzo per pezzo la pista comprando diversi kit si potevan creare percorsi  piu lunghi o di forme diverse.L’unico limite era la potenza dell’elettrificazione sulla pista. Troppo lunga rischiavi che le macchine si bloccassero a meta percorso. Del resto parliamo di un prodotto per bambini, mica potevan rischiare che un bimbo si fulminasse giocando.Tutto funzionava a pile

Qui sotto il video catalogo polistil

Ma non solo F1!

Polistil produsse piste ispirate a LE MANS e super eroi come Superman e Batman!

CONCORRENTI:

C’era un concorrente della Polistil anche se non specializzato in F1 era l’ARCOFALL . Qui sotto lo spot con il mitico Nigell Mansell


F1 : Quando la Polistil scese in pista per davvero

All’inizio degli anni ’70 la Polistil – azienda di giocattoli specializzata nella produzione di modellini, slot car e piste elettriche – stava vivendo un periodo d’oro: i suoi prodotti erano l’oggetto del desiderio di ogni bambino e i profitti erano alle stelle.

Un momento fantastico per la società lombarda, che nel 1972 prese addirittura parte ad un Gran Premio nel Mondiale F1 (quello di Gran Bretagna) con una propria monoposto: la Politoys FX3. Scopriamo insieme la breve storia della Polistil in F1.

L’avventura della Polistil in F1 inizia nel 1971 quando il marchio Politoys viene usato per sponsorizzare le March schierate dalla scuderia di un certo Frank Williams.

L’anno seguente – grazie proprio al sostegno finanziario dell’azienda di giocattoli lombarda – Frank Williams (desideroso di dimostrare al Circus di essere un vero costruttore e non un semplice gestore di team) riesce a creare la sua prima monoposto.

La Politoys FX3

La scuderia Williams debutterà ufficialmente nel 1975 ma la Politoys FX3, nata nel 1972 e chiamata così per sottolineare il supporto della Polistil, può essere considerata la prima F1 di Frank Williams.

Progettata dal britannico Len Bailey (all’esordio su una Formula 1 e noto per il suo lavoro sulle Ford GT40 da corsa nella seconda metà degli anni ’60), monta un motore 3.0 V8 Ford Cosworth abbinato ad un cambio Hewland a cinque marce.

Polistil in F1: l’unico GP iridato disputato

La Politoys FX3 viene iscritta dal Team Williams Motul al GP di Gran Bretagna del 1972 e affidata al pilota francese Henri Pescarolo (reduce dal successo alla 24 Ore di Le Mans il mese prima).

Nelle qualifiche del 14 luglio sul circuito di Brands Hatch la monoposto britannica marchiata Polistil si rivela lenta (26° in qualifica) e il 15 luglio in gara – dopo essere scattata dalla griglia in ultima posizione – è costretta al ritiro dopo soli sette giri a causa di un incidente dovuto alla rottura dello sterzo.

Polistil in F1: l’ultima corsa

La Politoys FX3 torna in pista il 22 ottobre 1972 – sempre sul circuito di Brands Hatch – in una gara di F1 non valida per il Mondiale. Il neozelandese Chris Amon può fare ben poco con una vettura lenta e poco affidabile: 20° in qualifica e ritirato dopo soli 20 giri per un guasto al motore.

Alla fine della stagione Polistil rompe il contratto di sponsorizzazione con Frank Williams e la Politoys FX3 torna in pista con un altro nome – Iso-Marlboro FX3B – nelle prime gare del Mondiale 1973

Tornando alla Polistil

E’ innegabile che il gioco fosse quanto di più si avvicinasse a una simulazione di F1 casalinga . I computer ai tempi eran per pochi ed giochi di F1 li trovavi solo in sala giochi  ( ed in forma rozza).La sfida a due era divertente, non dovevi solo premere il tasto d’accelerazione e basta : dovevi dosare la velocità altrimenti nelle curve la macchina finiva fuori pista.

Il gioco era tanto semplice e quanto divertente , l’alternativa erano i trenini della mitica Lima ma eran costosi e solitari.Oggi giorni esistono ancora le piste di F1 Made in china, ma non sono la stessa cosa, il mondo è cambiato e se le regali a un bimbo massimo 5minuti poi te fa prender la polvere.Il mercato però fortunatamente non si rivolge (solo) a loro, motivo dell’esistenza e’ per i nostalgici adulti che vogliono rivivere i momenti felici e spensierati dell’infanzia.Ci sono poi amatori che han costruito vere e propie piste giganti grandi quanto una stanza…roba che trascende l’umana bellezza e che ho potuto ammirare alla Fiera PLAY! di modena ed un altra manifestazione Nerd. Il mio consiglio è sempre quello, non regalate solo computer o cellulari…ma regalate giochi manuali…sono importanti e regalano qualcosa d’impagabile.Non vanno dimenticati, non lasciate che siano dimenticati.

 

 

UNA GALLERIA DI PISTE

Alcuni video

E qui i video di chi ha deciso di trasformare casa in una pista

E tante altre le trovate su youtube

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