Billy : l’unico succo naturale senza frutta aggiunta 🙂
- Il contenitore: È stato uno dei primissimi a sdoganare in Italia il formato in Tetrapak da 200 ml, piccolo, leggero e compatto.
- La cannuccia pieghevole: Incollata sul retro del brik, la cannuccia bianca e rossa con il gomito a soffietto era una novità assoluta per l’epoca. Permetteva di bere ovunque senza bisogno di bicchieri
Billy era l’apoteosi del succo di frutta anni 80, spacciato come naturale era quanto di piu lontano esistesse ma era dannatamente amato dai bambini
Il packaging innovativo
Negli anni ’80, Billy – distribuito da Fonti Levissima – rappresentava per il comparto succhi di frutta ciò che la Coca-Cola
rappresentava (e continua a rappresentare) per quello delle bibite gassate: in pratica, Billy – prodotto nei gusti arancia, mela e pompelmo – era sinonimo di succo di frutta in brick.Sarà stato un caso che Zuegg, negli stessi anni, abbia iniziato a produrre un succo d’arancia in brick il cui packaging ricordava non poco quello del Billy (anche la cannuccia aveva gli stessi colori, rosso e bianco; la cannuccia del Billy, però, si piegava).
Era innovativo, in quanto rendeva il prodotto adatto a essere consumato ovunque (“Billy è dove sei” recitava un claim),
grazie al pratico brick “tascabile” da 20 cl e alla cannuccia applicata a ogni confezione;riconoscibile a colpo d’occhio, per via della vivacità dei colori; ben mirato rispetto al target dei ragazzi: sul brick campeggiava un simpatico frutto paragonabile a un’odierna emoji sorridente.
Chi si è occupato della comunicazione del Billy ha giocato su concetti ben più vicini al mondo dei ragazzini: la novità, il brio, il divertimento :
“Bevi nuovo, bevi Billy!”, “Allegria da bere!” erano alcuni slogan utilizzati. Se guardi questo spot dell’85
capisci subito qual era lo stile seguito e qual era il messaggio tra le righe: “Se bevi Billy, sei cool!”. Tant’è che anche la cintura
PortaBilly (che si riceveva con una raccolta punti) era un must have!

A completare l’ubriacatura sintetica c’erano gli spot innovativi per l’epoca (per dire, non era arrivato nemmeno il tè Lipton di Dan Peterson da Chattanooga, Tennessee), con un’enorme cannuccia che si infilava nel mare e il sole che prendeva la forma di un’arancia; belle ragazze in spiaggia o in piscina che si abbronzavano e bevevano Billy estraendolo dalla stessa vaschetta col ghiaccio in cui di solito si tiene lo champagne. E lo slogan: “Se la bevi, sei cool”. Che si prestava a facili giochi di parole, ma era come bersi l’America: finta, colorata e tremendamente attraente.
- La mascotte: Una simpatica arancia antropomorfa a forma di smile stampata sul cartone, che a sua volta beveva un succo con la cannuccia. [1, 2]
- I gusti: Il re indiscusso era l’arancia, seguito da mela e pompelmo. Verso la fine del decennio fu introdotta anche la variante all’ananas. [1, 2, 3]
- La portabilità: Gli spot martellavano sullo slogan “Billy è dove sei”, mostrando ragazzi che lo bevevano facendo sport, in spiaggia o a
Tutto questo ha decretato il successo del Billy, che però è scomparso negli anni ’90 per motivi oggi non chiari.
C’è chi dice contenesse sostanze non in linea con le normative UE (”(era l’epoca in cui vennero banditi tanti coloranti tipo E122)
Ps. Vi svelo un segreto..Billy non conteneva frutta…era un miscuglio di aromi e chimica…( forse 4% di concentrato).. non scherzo
Il Billy, infatti, non ha costruito la sua fortuna veicolando il concetto di qualità (d’altronde non era neanche un vero e proprio succo di frutta, ma una bibita alla frutta, che è diverso). Sono state seguite altre strade, strade che l’hanno portato dritto nelle case degli italiani per parecchi anni. In questo articolo provo a ripercorrerle.
Oggi il Billy non esiste più nei supermercati, ma è rimasto impresso nella memoria collettiva come uno dei simboli nostalgici più forti di una generazione
MA attenzione forse sta tornando : https://www.succobilly.it/



