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CALIPPO STORY

Il gelato piu ambiguo della storia

di LittlePellizza

“Il primo, inimitabile ghiacciolo “nel tubo”, nel più classico dei gusti: fresco e dissetante limone da assaporare piano piano, fino in fondo, per un’immediata sensazione di benessere anche sotto il sole più incalzante.”

 

Penso che chi ha vissuto gli anni 80/90 abbia memoria del CALIPPO!

 

 

Il Calippo è una linea di gelati prodotto dalla  Unilever  sotto il marchio Heartbrand. In  Italia  viene prodotto dalla  Unilever  sotto il marchio  Algida .Inizialmente in  Italia  il Calippo fu distribuito (sotto il nome ‘’Lippo’’) dalla Toseroni, poi diventata  Eldorado  già dalla prima metà degli  anni ottanta . In seguito la Eldorado fu assorbita dalla Algida.

Il Calippo è un  ghiacciolo  dalla forma cilindrica, contenuto in un involucro che una volta premuto nella sua parte bassa (al vertice del quasi-cono) fa fuoriuscire il ghiacciolo da un’apertura superiore. I gusti distribuiti in Italia sono  limone ,  cola ,  fragola ,  arancia  e frutta tropicale, mentre in altre nazioni sono distribuite anche altre varianti. Per alcuni anni fu prodotta anche la variante Calippo Fizz.

Inizialmente il Calippo era denominato Al Lime, come appariva nelle plance di presentazione dell’epoca. Tuttavia il fatto che nell’involucro il gelato apparisse con il nome di Calippo (prima di essere chiamato Calippo, si chiamava Lippo ed era Toseroni) fece dimenticare in breve tempo il primo nome in favore del secondo.

Il Calippo in versione Fizz fu ritirato dal mercato perché i pezzettini frizzanti furono considerati cancerogeni. Non ci si pronunciò, invece, sui coloranti del Dalek.

Tutta roba sanissima a quei tempi come il “BILLY” ( l’unico succo di futta che non contiene frutta)

 

 

Prima di tutto perche’ permetteva di ciucciellare un ghiacciolo senza bagnarsi, ma sopratutto la forma.Ai tempi che furono il political scorrect era normale ( mica come ora) e i creativi dell’eldorado (Ex toseroni) pensarono bene ( nel dubbio senza malizia) di giocare sul doppio senso ( come spesso andava all’epoca).E tirarono fuori sto ghiacciolone che si consumava a mo di fellazio.La forma e le modalità lo rendevano perfetto ed assimilabile a questa pratica.Del resto da li a poco il termine “calippo” fu utilizzato per indicare l’ammenicolo maschile.E via di frasi “vuoi il mio calippo?” ” lecchi/succhi il mio calippo” “il mio calippo e’ grande” e cosi via.Nelle intenzioni del pronunciante piu che volgarizzare era stigmatizzare “la”richiesta rendendola piu o meno leggera e diretta.

 Calippo è nato come rilancio in chiave allusiva del vecchio ghiacciolo. Immagino i briefing frenetici di allora dei pubblicitari: (“Dobbiamo proprio farlo uscire fuori dal cilindro?” “Certo, così non sporca e perde tutta la sua connotazione di gelato che se lo vedevano appioppare perchè era quello che costava meno – e magari sognavano la coppa Smeralda – e poi si squagliava e finiva per metà nella sabbia… Ora il ghiacciolo è sexy, vogliamo che le donne lo desiderino come desiderano un amante, vogliamo che accarezzino voluttuosamente il ghiacciolo laddove prima buttavano via l’incarto tutto appiccicoso. ” Era la metà degli anni ’80, e si cominciava ad “adultizzare” merci fino ad allora concepite per un pubblico infantile. ora nei supermercati si vedono ultraquarantenni poggiare sui nastri trasportatori delle casse merendine e bibite, e sono soli.

Alcuni esempi di utilizzo ambiguo

Ci hanno provato un pò tutti a gustare il Calippo in modi alternativi, meno “osè”, ma alla fine ci siamo dovuti rassegnare: bisogna farlo uscire poco alla volta e succhiarlo! 🍡 🍡 🍡 🍡 🍡 

 

 

 

Un gelato per adolescenti dai 10 ai 17 anni ma che fu adultizzato 

 

 

Lungi da me dal voler esser bacchettone/psicoanalista ma solo farvi capire come era diversa la realta’ di allora, un analisi spot sotto dosi massicce di Drink cacao

Lo spot del calippo del 1988 trasferisce l’allusione sessuale che esiste sempre nei ragazzi e ragazze , ed ai possibili sviluppi (come dimostra questa immagine nella quale lui e lei, entrambi con il calippo in mano), sublimando il consumo del sesso attraverso il  gelato

 

Evidente inoltre che lo spot rimane ad uso e consumo dei maschietti etero (figuriamoci se a quell’epoca potevan esserci 2 ragazzi che flirtavano) tranne per la concessione di un esotico giovane effeminato con top rosa , a riprova del preconcetto Sudamericani = ambigui

 

E’ per loro che le ragazze ballano col Calippo in mano portandoselo alla bocca a ritmo di musica e con gesto coreografato. 

L’erotizzazione di un oggetto non è una novità in pubblicità naturalmente ma stavolta non c’è transfert ma identità tra simbolo e oggetto di consumo/vendita: Va consumato portandolo alla bocca, leccandolo, succhiandolo, più raramente mordendolo proprio come in una fellatio.

I ruoli sessuali sessisti qui non vengono messi in discussione, sono le donne a danzare e a consumare il calippo 

 

Solo nello spot sud americano si vedono ragazzi consumarlo

Insomma un doppio senso talmente ineludibile da poter essere mostrato senza scandalo alcuno. Il Calippo dimostra certe leggi fisiche per le quali tutti gli oggetti cilindrici e rigidi dentro una guaina funziona allo stesso modo.

Il Calippo mostra il proprio interno proprio come fa il glande in un pene con buona pace dei genitori e dei moralisti cattolici…

 Basta pensare poi come spunta dal ghiaccio, novello fiore turgido, a inzio spot.

 

   

Un gesto rotatorio (masturbatorio) sul corpo del Calippo mostra come si deve fare per scaldarlo un po’ e favorirne l’uscita dal suo contenitore. 

Insomma posso dire che quella del Calippo è una pubblicità del cazzo senza tema di smentita.

Molto interessante invece la versione sudamericana dello stesso spot probabilmente di qualche anno dopo, nel quale sono riprese e rielaborate le stesse idee dello spot precedente in una chiave più disinvolta.

Intanto ragazzi e ragazze sono insieme, vicini, alludendo a una se(n)sualità già consumata e non da consumare, in atto, non in potenza. 
Una sessualità talmente a proprio agio con se stessa che ragazzi e ragazze consumano il Calippo, da soli o insieme. Più che la sublimazione dell’atto sessuale il consumo del Calippo ne è una anticipazione o un refrigerio post sesso.

 

  

 

 
 
 
 

Una maggiore consapevolezza di sé, del proprio corpo e della propria sessualità, che permette dimostrare il ragazzo alle prese col calippo\glande prima meravigliarsi e poi consumandolo tranquillamente.

Una sessualità meno allusa e più consumata, come il calippo che diventa un accessorio ben meno imbarazzante dello spot precedente e dove l’allusione. Il doppio senso, superato da una realtà fatuale dove il sesso in tutti i suoi orientamenti sessuali è consumato traquillamente.

Qui il Calippo diventa un utensile, una propaggine culturale (in senso antropologico) da gustare tecnologicamente parlando. Niente sesso. Solo giovane e pratica efficienza.

Concludiamo con le pubblicità del CALIPPO FIZZ anche se più morigerata è sempre la ragazza che ingolla tutto 🙂

 

 

 

Esisteva anche una modalità segreta per consumarlo, I piu coraggiosi ed impavidi , non leccavano ne succhiavano ma lo facevano sciogliere lentamente per poi spappolarlo all’interno della sua confezione, riducendolo  a misto ghiaccio sciolto shakerandolo per poi ingoiarlo tutto di un colpo… con annesi crampi allo stomaco

Il gusto universalmente più consumato è quello Cola..

Dopo un breve sondaggio personale dove viene ribadito che il gusto preferito è  Cola, mi è stato fatto rilevare che nessuno aveva mai pensato alle connotazioni sessuali del gelato ( fonte S.G e E.C).Altri tempi

 

 

Incredilmente e’ sopravissuto anche se nessuno se lo fila come un tempo ( non vedrai mai orde di donzelle con il calippo in mano).Lo si trova in confezioni da 6 al supermarket ed ancora in qualche bar

I gusti rimasti : Arancia ,Cola, Fragola,Limone e Lime

INGREDIENTI (ATTUALI)

 

 

CALIPPO SLUSH

Non e’ altro che una granita con il nome calippo uscita intorno al 2015

La cosa interessante è che nei bar era prodotto da appositi macchinari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicita dell’epoca

 

 

 

Inevitabili i cloni cito solo quelli alcolici

Più rinfrescante di un cocktail ghiacciato: Spritz e Mojito in versione “Calippo“, ma anche Prosecco, Champagne, Bellini, Cuba libre e Moscow Mule, tutti in formato ghiacciolo nel “tubo”. È la novità ghiacciata , lanciata da diverse aziende, anche in Italia.

Sempre in Gran Bretagna sono nati i ghiaccioli in stile Calippo con gusti “Gin & Lime“, Prosecco & Pesca o Champagne, e i sorbetti al gusto “Espresso Martini” o Whisky e arancia. Li produce  Pops , azienda che ha questo motto: “goodies for grown-ups”, cioè prelibatezze e delizie per chi ormai è cresciuto.

In Italia sono stati lanciati i ghiaccioli in versione cocktail: Capiroska, Mojito, Cubalibre, Caipirinha, prodotti da Giuntoli Gelati , azienda nata nel 1955, con sede a Montignoso, in provincia di Massa Carrara. La stessa azienda ha lanciato anche i cocktail in versione “Calippo”: i “ Movida in tubo “.

 

 

 

 

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