Inaguriamo oggi una serie d’approfondimenti dedicati ai film commedia italiana un po trash ani 80 90 o giu di li. Preso in modo randomico parliamo di:
Fratelli d’Italia (1989)
| Fratelli d’Italia | |
|---|---|
| Paese di produzione | Italia |
| Anno | 1989 |
| Durata | 92 min |
| Rapporto | 1,66:1 |
| Genere | commedia |
| Regia | Neri Parenti |
| Soggetto | Enrico e Carlo Vanzina |
| Sceneggiatura | Enrico e Carlo Vanzina |
| Produttore | Achille Manzotti |
| Scenografia | Maria Stilde Ambruzzi |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Fratelli d’Italia è un film del 1989 diretto da Neri Parenti e interpretato da Christian De Sica , Jerry Calà e Massimo Boldi . È composto da tre episodi, slegati tra loro e con protagonisti diversi, con una Fiat Tipo a noleggio a fare da unico filo conduttore che, nel giro di tre giorni, è usata da tre clienti diversi.
Primo episodio
“Ma che te lavi i piedi ca a saponetta ar pecorino? (Cesare)”
“”AH! L’avevo capito subito che eri un sòla!” “E pure io avevo capito subito che eri ‘n frocio!” (Cesare)”

De Sica e Turchese 🙂
Cesare, commesso romano , è un giovane che sogna invano il jet set e la bella vita. Dopo aver programmato una vacanza in Sardegna assieme agli storici amici del quartiere, per un contrattempo non riesce a raggiungerli in tempo all’imbarco del traghetto .Tale disguido lo porta, tuttavia, a imbattersi fortuitamente in Turchese, giovane e bella ereditiera di un noto imprenditore , che per uno scambio di persona crede lo squattrinato Cesare il rampollo di un famoso industriale .
Il ragazzo approfitta della situazione e viene così ospitato a bordo di un grande panfilo , per un lussuoso fine settimana tra aristocratici in Costa Smeralda . Tra un impegno mondano e l’altro, Cesare incontra casualmente anche i suoi amici. Se dapprima se ne vergogna, cercando anche di evitarli per timore di essere smascherato, alla fine è ben lieto di ricongiungersi a loro, quando capisce che la sua condizione sociale di borgataro lo rende sì povero ma felice e spensierato, a dispetto dei tanti e grandi problemi che assillano qualsiasi altolocato.
Secondo episodio
Roberto, dongiovanni veronese , scommette coi suoi amici che riuscirà a sedurre Michela, la bella e procace moglie del suo datore di lavoro, il signor Sauli, il quale lo ha preso in simpatia e pensa perfino di promuoverlo. L’uomo riesce a convincere la donna, annoiata dal ménage matrimoniale, a vivere un’avventura extra-coniugale. Approfittando di un viaggio di lavoro del marito, i due si allontanano dalla città e raggiungono un hotel fuori mano dove, nei loro piani, nessuno potrebbe mai scoprirli.
Sul più bello arriva però una sgradita sorpresa: a causa di uno sciopero aereo, Sauli si ritrova casualmente con loro proprio nello stesso albergo. Costretto a rinunciare ai suoi piani, Roberto perde la scommessa coi suoi amici, pur se un nuovo e inaspettato incontro con Michela rinnova le speranze di conquista del playboy.
Terzo episodio
“Oh! Nun cachi, nun pisci, nun scureggi! Ma che c’hai su ‘a vescica, ‘n sampietrino? (Remo) “
Carlo, ragioniere milanese e acceso tifoso milanista , si reca in auto nella Capitale per seguire la trasferta del suo Milan sul campo della Roma . Durante il viaggio incappa, tuttavia, in due facinorosi ultras giallorossi , Romolo e Remo, appena usciti di prigione .
Carlo deve quindi fingersi controvoglia tifoso romanista, fino a quando, giunto ai cancelli dello stadio Olimpico , esterna la propria “fede” calcistica. Qui, una serie di equivoci lo porteranno a essere aggredito dalle opposte tifoserie e a finire in manette perché sorpreso a maneggiare un bazooka artigianale.
Colonna sonora
La tracklist che accompagna la pellicola presenta alcune delle canzoni pop di maggior successo del periodo. Tra di esse, Gringo e Sex di Sabrina Salerno , già tra i protagonisti del secondo episodio, oltreché Survivor e Y Mi Banda Toca El Rock di Belen Thomas , Look Around di Kate Farrow, Take Me Over delle Be Be Flame e Long Train Running dei Blue Gardenia.
Accoglienza
Incassi
Il film si rivelò un successo commerciale con 950 000 000 di lire di incasso
Critica
“Una commedia per un terzetto di sicuro divertimento: Jerry Calà, Christian De Sica e Massimo Boldi. Lo schema è sempre di quello episodico da film televisivo, per una buona parte lasciato alla improvvisazione degli attori.” (‘Teletutto’)
“Dopo aver saccheggiato ogni genere di argomento al servizio di Paolo Villaggio, Neri Parenti con l’aiuto della ditta Vanzina & company ha cucito insieme tre episodi per permettere ai tre attori di non darsi troppo fastidio.” (Laura e Morando Morandini Telesette)
“Il risultato è tremendo: mazzate al buon gusto, grevità a mitraglia, recitazioni disomogenee. È puro cinema gastronomico che in questo contesto può essere visto e persino apprezzato. […] Ma se si è sensibili al fascino della suburra, se si sa ridere davanti alla volgarità (volontaria o meno), questo film è impeccabile e ottiene senz’altro lo scopo che si è prefissato».(‘Ciak si Gira’)
Che ne penso?
Nonostante il film avesse ottenuto i favori del pubblico, la critica lo stroncò. È un film per la massa come i cine panettoni, infatti ai tempi aveva incassato un sacco di soldi.
E’ carino, divertente e spensierato in cui ho ritrovato tutti i tratti salienti della commedia all’italiana di quegli anni.
Gli equivoci negli hotel, il povero che si finge ricco, chi si finge l’opposto di quello che è, le scommesse con gli amici, la fuga dalle finestre dei bagni dell’autogrill, le figuracce col capo, le belle donne sono i leitmotiv che animano i film di quegli anni.
Commedie che all’epoca sembravano un po’ tutte uguali e prevedibili, che facevano ridere comunque e che oggi sono diventate un cult perché lo stile cinematografico è decisamente cambiato.
C’era già tutto quel che caraterizzerà i cine panettoni nel film Fratelli d’Italia: elegantemente stroncato dalla critica intellettuale e campionissimo di incassi, con la cifra record di 950 milioni di lire. Una frattura tra mente e corpo che sarebbe diventata non solo sempre più profonda ma anche vasta e trasversale. Enorme come quella parte di popolo eternamente sconfitta e poi anche abbandonata dalle sinistre. L’automobile, deus ex machina in prestito, è una Fiat Tipo prima serie, eletta auto dell’anno 1989 per le sue innovazioni tecnologiche. Versatile, slanciata, con la carrozzeria zincata, disponibile anche nella versione a 92 cavalli turbo. Nazional popolare in assetto da corsa, piede sulla frizione, mano destra sulla leva del cambio e via in avanti a bruciare l’asfalto liscio dell’autostrada, finestrini abbassati, capelli al vento.
Il comico è sempre uguale in ogni parte del mondo, solitamente punta al basso, alla pancia e volentieri anche più giù. E sappiamo quanto il cinepa nettone sia la summa del lubrico, un compendio di tutto il gretto. In questo caso in un episodio si tratta dell’annosa disputa tra giovani e vecchi. Sarà proprio il vitale Marcolin a poter soddisfare le voglie troppo a lungo sopite? Già sappiamo che questa eventualità non succederà mai, il basso comico deve rimanere incompiuto, il bello è vedere perché.In un altro la differenza tra nord e sud.
Il film e’ un unico grande stereotipo, con battute volutamente volgari e frivole nonchè zero political correct.Non so quante ne han fatte sui gay in questo film.Una cosa del genere oggi grazie alla sinistra buonista non sarebbe ammessa.Il film sarebbe andato al rogo.Ma hai tempi a nessuno importava, faceva ridere e finiva li.Nessuna sega mentale come ora.Il che mi fa pensare a che brutta società stiamo costruendo.Del resto se nei film non compare un nero, un trans e un gay non si possono fare.Anzi peggio se mancano asiatici casca il mondoBsta vedere le ultime polemiche su Friends o sulla serie tv del signore anelli ( ma davvero volete un gandalf nero???? ma per favor….) ..Detto ciò è un film da guardare con amici, per una serata leggerissima e poco impegnativa.Nessuna pretesa di capolavoro o altro se non quello di strappare risate facili.E devo dire che nel complesso mi ha fatto ridere
Errori nel film (Bloppers)
errori nel film “FRATELLI D’ITALIA”

