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Il cinghiale e le pringles

di Elettra Dotti
Ho appena lanciato Pringles a un cinghiale. Bene.

Il cinghiale, forse lo sapete ma ho deciso di dirlo ugualmente, ha questo: che cammina, serafico, a cuore intatto, poi tu gli fai un verso, tenti un richiamo, e quello si mette prima immobile, come se qualcuno avesse urlato “UN DUE TRE STELLA!”. Con le zampe come le aveva prima, come se si fosse del tutto scaricato, qualche giro di molla e riparte, magari. Invece poi no: di scatto, in modo assolutamente imprevedibile, volta la testa nella tua direzione. Precisamente su di te, anzi. Il muso lungo puntato al tuo odore, gli occhi che di istinto trovano i tuoi e ti inchiodano alle tue responsabilità, cose che arrivano da lontano. E ti senti come nel sangue un richiamo, ti senti scalzo, coperto più che vestito, pronto a tanto, a tutto mai.
Il cinghiale è ancestrale e sublime.

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