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LE VACANZE ESTIVE: DAL PASSATO AD OGGI

Stessa Spiaggia Stesso Mare

LE VACANZE ESTIVE: DAL PASSATO AD OGGI

Stessa Spiaggia Stesso Mare

di LittlePellizza
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LE VACANZE ESTIVE: DAL PASSATO AD OGGI

Stessa Spiaggia Stesso Mare

 

Le vacanze estive sono un must estivo, quasi un rito a cui nessuno o quasi vuole rinunciare a costo anche di indebitarsi pur di farle Le vacanze sono come uno status simbol che separa il povero dal ricco oltre che un momento di pausa dal lavoro

Ma nel corso dei decenni sono cambiate nella forma, nel modo e nello stile : 
I tempi in cui viviamo, di globalizzazione ma soprattutto della crisi economica che ha colpito tante delle famiglie italiane, ha cambiato molto la percezione delle vacanze. Un tempo tutto era diverso. Il boom economico a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 aveva visto migliorare il tenore di vita degli italiani. Le vacanze, prima lusso accessibile solo ai ricchi, passo a passo diventano anche disponibili al ceto medio, che prima di allora a fatica si poteva permettere qualche utilitaria, rigorosamente pagata a rate. 

C’era una volta la vacanza

Le vacanze di una volta, soprattutto le vacanze estive, erano caratterizzate da una durata più lunga, spesso di due o tre mesi, e da un’atmosfera di villeggiatura, con intere famiglie che si trasferivano in località marine, montane o di campagna. Si creavano legami sociali intensi, con amicizie che duravano nel tempo, e un forte senso di comunità con gli abitanti del luogo. Le vacanze erano un’occasione per ritrovarsi con parenti e amici, condividendo spazi e momenti di vita, e per staccare completamente dalla routine quotidiana, quasi come se si cambiasse casa. Tanto per capirci basta vedere “Sapore di Mare”
Ecco alcuni aspetti chiave delle vacanze di una volta:

Durata:
Le vacanze estive erano molto più lunghe rispetto ad oggi, spesso da inizio giugno a metà settembre, e comprendevano sia i bambini che gli adulti.  A volte i bambini venivano spediti nelle “COLONIE” ma questo è un altro tema

Villeggiatura:

Era diffusa l’abitudine di trasferirsi in località turistiche per tutta la stagione estiva, creando un senso di comunità e appartenenza a quel luogo. I luoghi più gettonati erano le riviere come romagna, toscana o lazio. Erano molto da ceto popolar La montagna in estate non era praticamente contemplata

Socialità:
Le vacanze favorivano la creazione di forti legami sociali, sia con i parenti che con le persone del luogo, che spesso duravano nel tempo. 
Ritmi lenti:
Le vacanze erano vissute a un ritmo più lento, con meno pressione e più tempo per la socializzazione e il relax. 
Organizzazione:
Le famiglie si organizzavano per trascorrere le vacanze insieme, spesso con più generazioni, condividendo spazi e creando ricordi indelebili. 

Trasporto:
Le automobili, come Fiat 500, 600, 127, erano il mezzo di trasporto principale per raggiungere le località di villeggiatura. Venivano stracaricate all infinito dato che ci si portava da casa il piu possibile comprese sedie tavoli e quanto di peggio
L’autostrada diventava un fiume lento di Fiat 500, 600, 127, 128, di 850, 1100, Maggiolini e Prinz, cariche di bagagli e speranze.
Chi aveva una BMW, una Mercedes o un’Audi non faceva notizia. Gli status symbol non contavano nulla. Era tutto più semplice. E più vero.

Ritorno :

La vacanza era talmente lunga che, a settembre, ti mancava persino la scuola. Ritrovare gli amici del quartiere era un evento, e al ritorno quasi non ricordavi più il citofono di casa.
I papà, che lavoravano in città, arrivavano il venerdì sera e ripartivano la domenica. Si viveva l’attesa del fine settimana come una festa. Si scrivevano cartoline — “Buone vacanze da…” — che magari arrivavano a ottobre, ma portavano con sé affetto e sorrisi.
Le tavolate a pranzo e a cena in spiaggia non avevano mai un numero fisso di commensali: si stringevano rapporti molto facilmente perché ogni famiglia aveva in media 3-4 figli e i gruppi di persone diventavano sempre più numerosi.

Ricordi

Ovviamente al mare niente panini e insalatone da mangiare velocemente come ora, ma pastasciutte cucinate a chili (“metti che poi si aggrega qualcuno”), fettine impanate, melanzane e zucchine fritte, teglie di pasta al forno e insalatiere di riso freddo che intrattenevano i commensali ore e ore.
Le urla delle mamme si facevano sentire spesso anche la sera, quando inevitabilmente si abbassavano ancora di più le temperature, visto che il gran caldo di adesso era sconosciuto e che al massimo si arrivava a 30 gradi per 3-4 giorni in 3 mesi, e ripetevano ai figli di coprirsi rincorrendoli con immancabili giacche di jeans in mano.
Ma giubbini e maglioncini facevano parte del bagaglio di ogni famiglia, visto che dopo Ferragosto arrivavano puntualmente le prime piogge e i primi temporali; ma, nonostante il tempo, i bambini continuavano a giocare in strada con il pallone e a fare giri in bicicletta.
Le giovani coppie che vivevano il loro primo amore continuavano a scambiarsi sfuggenti baci sulla spiaggia, resi ancora più dolci dal sapore di soave malinconia di fine estate con le promesse, a volte mantenute e a volte no, di scriversi una volta rientrati dalle vacanze.

Un classico agostano erano le insegne dei negozi chiusi per un mese. Tanto che i servizi in tv parlavano di come sopravvivere se restavi in citta.
Eppure, nonostante quei 90 giorni di ferie, l’Italia era la terza potenza economica mondiale. Le persone avevano valori solidi, il mare era limpido e la gente felice. Si giocava insieme. Non c’erano differenze: dove mangiavano in quattro, si faceva posto per cinque, sei, anche sette. Nessuno studiava d’estate, e i veri problemi erano non bucare il pallone, non rompere la bici o non sbucciarsi le ginocchia — altrimenti, tornavi a casa e prendevi anche il resto.
Il tempo era un orologio naturale: fino al 15 agosto, sole garantito, il 16 il primo temporale, e la sera spuntava il primo maglioncino. Oggi e’ gia tanto se l’estate non continua a settembre
Poi arrivava settembre, e tornava la normalità. Si rientrava a scuola, la vita riprendeva, l’Italia cresceva. E il primo tema era sempre lo stesso:
“Racconta le tue vacanze estive.”

EVOLUZIONE

Negli anni ’80, con l’arrivo dei tour operator e i pacchetti all-inclusive, le vacanze diventano sempre più internazionali. Gli italiani cambiano le loro abitudini, le vacanze di un mese si dimezzano a due settimane, da passare in qualche villaggio, o struttura alberghiera. Le mete italiane, sempre amate e scelte sia dai personaggi noti che dalla gente ‘normale’, vengono ampliate, ma non sostituite, con quelle estere. 
Gli anni ’90 invece diventano portavoce delle vacanze low-cost, della durata variabile, e che vedranno sempre più italiani scegliere le località straniere. I giovani scoprono, con almeno 30 anni di ritardo rispetto agli altri europei, Ibiza – località nota per il divertimento che ha sempre attratto i turisti stranieri.
Il nuovo millennio ha dato una nuova luce al modo di vedere e vivere le vacanze. L’attacco alle Torri Gemelle, che ha messo in discussione la sicurezza dei viaggiatori, e la grande crisi economica che ha colpito il mondo,  sono state le principali cause per i quali l’84 degli italiani oggi preferiscono la vacanza tra i confini domestici.
Oggi è tutto diverso. Gradualmente le vacanze sono diventate piu brevi, a volte talmente fugaci che quando torni non sai nemmeno se sei partito o l’hai solo sognato. Se non vai a Sharm, ai Caraibi o a Ibiza, sembri fuori dal mondo. Oppure hai così tanto da fare che forse è meglio non partire affatto, così almeno ti stressi di meno.
Il mare non è piu la meta ambita. Grazie alla globalizzazione si viaggia in tutto il mondo ed anche andare in montagna non è piu un rito riservato alla stagione invernale

In sintesi, le vacanze di una volta erano un’esperienza più intensa, prolungata e socialmente coinvolgente, che lasciava un’impronta profonda nella memoria e nei legami delle persone. 

Le 10 regole del mare

1- Il bagno si fa 3 ore dopo aver mangiato. Non importa se hai morso una pesca o divorato un bufalo ripieno. 3 ore è il tempo minimo per la digestione;
2 -Quando i polpastrelli delle dita si raggrinziscono è un segno inequivocabile che è ora di uscire dall’acqua;
3 -E’ fondamentale trovare al più presto bambine e bambini con cui fare amicizia; si può scegliere fra morire di vergogna chiedendo a qualcuno se vuole giocare con te o peggio, lasciare che lo facciano i grandi;
4- quando il sole è allo zenit si va via dalla spiaggia, si fa una passeggiata ai giardini o sotto gli alberi, comunque all’ombra;
5- Ogni tot ore bisogna rimettere la crema solare, non importa cosa stai facendo, la mano spalmatrice ti raggiungerà;
06- Se, appoggiando un dito sulla pelle resta il segno bianco, vuol dire che bisogna smettere di stare al sole;
07- Il gelato è consentito, meglio se sorbetto, ma o subito dopo aver mangiato o proprio a merenda, non con la digestione in corso;
08- Ogni tanto si può mangiare anche un gelato confezionato, un cuore di panna, un gelato-biscotto o un ghiacciolo, meglio se al limone;
09- Il coccobello o il krapfen venduti in spiaggia sono la vera trasgressione, da gustare una volta ogni tanto, scegliere bene quando;
10- Bisogna fare qualche compito, di solito dopo pranzo, tanto si torna in spiaggia alle 5, ma nessuno ci crede davvero. Le vacanze sono vacans, vuoto per tutti. Questa regola in fondo è la più preziosa, basta che in quella pausa si impari a leggere, si entri nelle storie e ci si innamori dei libri.

Sono ormai un ricordo sbiadito anche le lunghe vacanze al mare con la famiglia, le due settimane di villeggiatura da passare nello stesso posto anno dopo anno, la celebre canzone “Stessa spiaggia, stesso mare” è dimenticata. Accanto alle destinazioni esotiche e lontane, che restano sempre un must per chi si può permettere un periodo di ferie prolungato, si sviluppano sempre di più le formule di short break, pensate per staccare la spina per qualche giorno e magari per più volte nell’arco dell’anno. La motivazione prende il sopravvento rispetto alla destinazione stessa nella pianificazione di un viaggio e la vacanza assume un connotato fortemente emozionale e diventa l’occasione per vivere esperienze uniche che nella vita di tutti i giorni non ci si sognerebbe di provare.

Il mondo cambia ed anche le vacanze sono cambiate


 

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