JOHNNY MNEMONIC
– RECENSIONE –
( Johnny Mnemonic – 1995 TriStar Pictures )
INFO
Johnny Mnemonic è un film del 1995 diretto da Robert Longo e interpretato da Keanu Reeves. La pellicola è basata sull’omonimo racconto di fantascienza cyberpunk Johnny Mnemonico (Johnny Mnemonic) di William Gibson, che curò personalmente la sceneggiatura, in collaborazione con l’artista americano Robert Longo, al suo debutto come regista.
Una versione più lunga (103 minuti) del film è stata presentata in anteprima in Giappone il 15 aprile 1995, con la colonna sonora di Mychael Danna e più scene con Kitano. Il film è uscito negli Stati Uniti il 26 maggio 1995. Nel 2022 è stata pubblicata un’edizione in bianco e nero del film, intitolata Johnny Mnemonic: In Black and White , che Longo ha definito più vicina alla sua visione originale.
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JOHNNY MNEMONIC |
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| Titolo originale | Johnny Mnemonic |
| Lingua originale | INGLESE |
| Paese di produzione | USA |
| Anno | 1995 |
| Durata | 96/103 min |
| Genere | FANTASCIENZA |
| Regia | Robert Longo |
| Soggetto | William Gibson (racconto) |
| Sceneggiatura | William Gibson |
| Produttore |
Don Carmody |
| Montaggio | Ronald Sanders |
| Casa di produzione | TriStar Pictures,
Alliance Communications Corporation, Cinévision |
| Distribuzione in italiano | Columbia Tristar Films Italia |
| Fotografia | François Protat |
| Effetti Speciali |
Rory Cutler |
| Scenografia | Nilo Rodis-Jamero |
| Musiche | Brad Fiedel |
| Costumi | – |
| Trucco | – |
| Interpreti e personaggi | Doppiatori italiani |
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TRAMA
Nel ventunesimo secolo l’informatica è l’ultima frontiera del progresso e la minaccia più pericolosa è costituita dai pirati dei computer. La sola garanzia per la sicurezza dei dati sono i “corrieri informatici”, che prestano parti della loro memoria personale per far posto a segreti industriali (innestati su microchip). Johnny ha rinunciato ai ricordi della sua infanzia per poter trasportare dei dati preziosissimi, ma il carico è eccessivo per il suo cervello, che rischia di esplodere. A ciò si aggiunge la persecuzione di un’industria rivale che vuole impadronirsi della sua testa per rubare i dati.
AMBIENTAZIONE
Un futuro molto vicino in una società ipertecnologica ma afflitta da una malattia pandemica
COMMENTO
IL BUON MIGLIORA INVECCHIANDO
Ci sono molti film che sono a mio avviso sottostimati ed andrebbero rivalutati uno di questo e’ lo Sci-Fi Johnny Mnemonic con il solidissimo nonchè giovanissimo Keanu Reeves
E’ un film di fantascienza che tratta il tema delle pandemia ,il mondo è affetto dalla NAS (Nerve Attenuation Syndrome) ), ed i relativi business della multinazionali Pharma mescolati ad elementi cyberpunk futuristici come la cessione della propria memoria per far posto ai dati da trasportare ( la nuova frontiera dei corrieri) ovviamente non manca una buona dose di azione, morti sangue , ed umorismo nero come si addice a un film anni 90
Ringraziamo William Gibson
Dietro questo stratificato immaginario distopico e cibernetico c’è la mente di William Gibson. Non uno scrittore qualunque, anzi: lo statunitense è considerato uno dei padri del cyberpunk letterario e, fra le varie cose, è ricordato per aver inventato il termine cyberspazio. Autore di fantascienza fin dal 1977 (con l’inestimabile raccolta Frammenti Di Una Rosa Olografica), Gibson e le sue storie sono state costantemente (e inspiegabilmente) ignorate dagli sceneggiatori di Hollywood che, per il cinema di fantascienza, hanno sempre preferito attingere ai lavori di Philip K. Dick. Solo nel 1987 Gibson venne chiamato per contribuire allo script di Alien³ ma, a causa di uno sciopero degli sceneggiatori, la sua collaborazione venne bruscamente interrotta (il film, poi diretto da David Fincher, fu girato con altro materiale ben cinque anni dopo). Fu proprio Johnny Mnemonic ad aver rappresentato una delle poche (assieme a New Rose Hotel di Abel Ferrara) trasposizioni cinematografiche delle opere di Gibson, l’omonimo racconto contenuto ne La Notte Che Bruciammo Chrome. Un lavoro che mette in fila tutti gli elementi più visionari dell’immaginario futuristico dello scrittore e, in particolare, il rapporto tra uomo e tecnologia: nei corpi dei suoi personaggi sono innestati dispositivi cibernetici che diventano essi stessi delle estensioni della mente umana.
Il Futuro è vicino , è tecnologico ma anche spietato
Keanu Reeves (recentemente reduce dal film d’azione di successo Speed dell’anno precedente) interpreta il protagonista Johnny Mnemonic, un corriere di dati che trasporta dati informatici in un chip di memoria impiantato nel suo cervello.
La sua capacità di memoria è di 80 GB (una quantità enorme all’epoca in cui fu realizzato), che può raddoppiare per un breve periodo a 160 GB. Sfortunatamente per Johnny, il suo ultimo incarico lo vede impegnato a trasportare 320 GB di dati, cosa che può fare solo per un brevissimo periodo prima di essere ucciso.
Disperato e alla ricerca di soldi per pagare una procedura che gli rimuoverà il chip di memoria e gli restituirà i ricordi d’infanzia che hanno dovuto essere cancellati per fargli spazio, Johnny accetta il lavoro di trasportatore di dati, ignaro del fatto che contenga la cura per la sindrome da attenuazione nervosa (una patologia che colpisce metà della popolazione mondiale).
La Pharmakom Industries, supportata dalla Yakuza, cerca di catturarlo per recuperare le informazioni prima che vengano divulgate a tutti tramite Internet, e farà di tutto per fermarlo.
Con solo le sue abilità di corriere su cui fare affidamento, una guardia del corpo fisicamente potenziata (Jane – Dina Meyer ) e l’aiuto di un gruppo low-tech guidato da J-Bone ( Ice-T ), che vuole decifrare il codice e distribuirlo liberamente alla gente, Johnny ha una bomba a orologeria nella sua testa che deve essere rimossa prima che lo conduca a una fine prematura (e dolorosa).
Johnny Mnemonic, nonostante sia incentrato su avvenimenti futuristici ad alta tecnologia, ha un aspetto decisamente low-tech (e a basso budget) che mi ha ricordato molto i film della PM Entertainment degli anni ’90 ( Impatto finale, Maximum Force etc..… ) il che, detto da me, è un grande complimento, perché adoro quei film.
Senza mai annoiare lo spettatore, la narrazione procede spedita da una scena folle all’altra… con Dolph Lundgren nei panni di un predicatore di strada che è uno dei miei preferiti ogni volta che appare sullo schermo, così come Udo Kier che interpreta un altro personaggio di cui sai già di non poterti fidare, non importa cosa dica.

Johnny Mnemonic non può competere con i film odierni pieni di CGI ad alto budget, ma di sicuro offre un’esperienza visiva che si imprime nella mente con la stessa sicurezza dei dati che Johnny porta con sé. È divertente, spensierato e come un giro da brivido su una fiera locale itinerante: sai che ci sono esperienze migliori, ma questa è stata molto divertente e ne è valsa decisamente la pena.
Ho trovato interessante guardare un film che descrive un periodo storico e come quel periodo non sia stato come previsto. Anche se potrebbe non essersi svolto esattamente come nel film, sento che ci sono aspetti che abbiamo nel mondo reale oggi. Ad esempio, c’è un riferimento nel film in cui un personaggio dice che l’Internet virtuale è un veleno per la mente. Per me, questo rimanda al mondo reale in cui viviamo ora, dove la socializzazione è passata principalmente dal contatto fisico all’incontro online. Questo crea spesso ambienti tossici e non è lo stesso tipo di coinvolgimento. I social network e lo scrolling apocalittico ne sono un ottimo esempio. Potremmo anche andare oltre per quanto riguarda il riferimento del film a quella che chiamano “sindrome da attenuazione nervosa” (NAS), che si verifica quando si usa troppo l’Internet virtuale. Non è molto simile a chi soffre di disturbo d’ansia da separazione quando un cellulare viene smarrito o rotto? Un altro esempio può essere quello delle persone dipendenti dalla dopamina che ricevono quando utilizzano i social media o app che sfruttano questo effetto.
Un’altra correlazione che ho notato nel film con il mondo reale è quella che il film definisce “Megacorporazioni” che controllano gran parte del mondo. Questo è più vero che mai nel mondo reale, e ho la sensazione che molte persone non ne siano entusiaste.
I gadget tecnologici mostrati nel film erano piuttosto interessanti e, pur sapendo il contrario, li ho comunque trovati in qualche modo credibili. Il delfino, invece, era un po’ inquietante. Mi è piaciuto il modo in cui le immagini casuali venivano usate come chiavi di crittografia, anche se, a mio parere, non sarebbe un approccio molto sicuro.
Adattato da William GIBSON dal suo racconto del 1981, Johnny Mnemonic trasforma la sua visione della techno-decadenza in scenografie, costumi ed effetti speciali. Ci sono alcuni trucchi ingegnosi, tra cui una frusta monofilamento luminosa che affetta le persone come sushi. E i voli animati in computer grafica attraverso il cyberspazio sono spettacolari
Anche se ammetto che il film non è all’altezza di quanto avrebbe potuto essere, ho comunque trovato divertente e interessante vedere tutte le correlazioni con il mondo reale. Cercando il film, ho scoperto che ne era stato creato un altro, intitolato Johnny Mnemonic: In Black and White, che si suppone fosse più adatto alla storia delle origini. Non l’ho mai visto e spero di riuscire a trovarne una copia da guardare per vedere come i due si confrontano.
L’insuccesso 🙁
Il problema, forse, è che il mondo che aveva in testa Gibson per Johnny Mnemonic è cambiato in fase di produzione e post-produzione, tanto che molti si sono chiesti per quale motivo la regia di una produzione così ambiziosa fu affidata ad un regista di videoclip, Robert Longo (che dopo quel debutto è sparito dalla circolazione). Dopo un buon equilibrio iniziale la narrazione diventa estenuante, con un susseguirsi di personaggi secondari (alcuni assolutamente grotteschi, come quello del reverendo) che incastrano la storia in sequenze identiche a se stesse che non valorizzano l’impianto visionario di Gibson ma, anzi, lo riducono ad una macchietta poco credibile. Su tante altre cose invece la pellicola funziona benissimo: Takeshi Kitano e Keanu Reeves sono in realtà molto bravi nel loro tormento esistenziale e le scene in cui fa capolino la realtà virtuale sono inserti davvero originali ed innovativi per quei tempi. Però alla fine sono suggestioni che rimangono isolate: infatti Johnny Mnemonic, più che diventare un film di successo, è servito ad ispirare altri immaginari cinematografici molto più riusciti come Matrix ma anche Cypher di Vincenzo Natali (senza considerare il Nirvana del nostro Gabriele Salvatores, che ha saccheggiato a piene mani l’immaginario neuromante di Gibson).
IN SINTESI
Insomma, diciamo che Johnny Mnemonic è uno di quei film destinati ad essere apprezzati solo con il tempo. Quando uscì, infatti, venne stroncato sia dalla critica che dal pubblico e bollato come uno dei peggiori film di quell’anno. Incasso? 19 milioni di dollari. Ne era costato 26. Nonostante si proponesse come il titolo che avrebbe riportato alla ribalta (meritata) il cyberpunk, tra fantascienza e distopia, i piani non andarono come previsto – tanto che Robert Longo, dopo questa prova alla regia, sparì dal cinema e tornò all’arte – e sarebbe toccato al celebre Matrix quattro anni dopo ritentare la fortuna. Oggi Johnny Mnemonic rimane un film dimenticato, ma è diventato terribilmente attuale. Alla distopia di fine Novecento piaceva guardare al futuro, immaginare come avrebbe vissuto l’umanità, ed è il caso di dire che questa volta ci hanno visto fin troppo bene. Profetico.
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Johnny Mnemonic, è un capitolo importante della non corposissima filmografia cyberpunk. Un’opera distopica che – ancor più se vista oggi – presenta un futuro dal sapore vintage nonostante tratti argomenti ancora di grande attualità, e che è da poco disponibile in una nuova edizione home video per il nostro paese grazie a CG Entertainment e a Mustang Entertainment. |
NOTE AGGIUNTIVE
CURIOSITA
- I Wachowski hanno utilizzato Johnny Mnemonic come modello per descrivere Matrix agli investitori, e il videogioco del 2011 Deus Ex: Human Revolution è stato influenzato da Johnny Mnemonic .
- Gli oggetti di scena del film sono stati trasformati in sculture dall’artista Dora Budor per la sua mostra personale del 2015, Spring
PRODUZIONE
La sceneggiatura fu sviluppata dallo scrittore William Gibson a partire dal proprio racconto omonimo del 1981, in collaborazione con l’artista americano Robert Longo, qui al debutto come regista.
Le riprese principali si tennero tra il gennaio e l’aprile 1994 a Toronto, che sostituì Newark per gli esterni, e a Montréal, dove furono ricostruiti alcuni set di Pechino.
Il budget previsto in origine per un film indipendente di 1,5 milioni di dollari crebbe fino a circa 26-30 milioni dopo l’ingresso di Keanu Reeves e del produttore Robert Lantos.
Il montaggio consegnato da Longo durava 120 minuti; la TriStar Pictures impose tagli e rimontaggi, riducendo la versione uscita in sala a 96 minuti
DISTRIBUZIONE
La pellicola fu distribuita negli Stati Uniti dalla TriStar il 26 maggio 1995.In Canada uscì nello stesso fine settimana tramite Alliance Communications,mentre in Italia debuttò il 27 ottobre 1995 a cura di Columbia Tristar Films Italia
ACCOGLIENZA
Il film fu un grave insuccesso al botteghino: costato circa 26 milioni di dollari, incassò 7,4 milioni nel primo fine-settimana e 19,0 milioni complessivi nel mercato statunitense.Le stime disponibili fissano il totale mondiale a circa 19,1 milioni di dollari, risultato inferiore ai costi di produzione
CRITICA
Fantafilm scrive che sono “numerosi gli atout di questa pellicola, dal grande uso della computer grafica, alle molte trovate originali, al cast davvero importante”, tuttavia la critica alla sua uscita giudicò negativamente il film, anzitutto per la sceneggiatura, anche se furono apprezzate le scenografie di Nilo Rodis-Jamero e la colonna sonora.
Kenneth Turan del Los Angeles Times scrisse che il film «mette un eroe vuoto in un universo cyberpunk che i suoi autori non sembrano comprendere appieno».Roger Ebert gli dedicò due stelle su quattro, definendolo «goffo, ma visivamente affascinante in modo bizzarro».
Su Rotten Tomatoes il film detiene il 13% di recensioni positive su 55 valutazioni, con voto medio 3,9/10. Metacritic assegna un punteggio di 36/100 basato su 25 recensioni
USCITA HOME VIDEO
Il film è uscito in vhs , dvd e recentemente Blu Ray in edizione limitata . Nessuna edizione 4k per l’Italia
MUSICHE
La colonna sonora Johnny Mnemonic – Music from the Motion Picture fu pubblicata da Columbia Records il 23 maggio 1995 su CD e musicassetta (cat. COL 66909). Contiene brani di Stabbing Westward, Helmet, Orbital, KMFDM, Rollins Band, Bono & The Edge, oltre a due tracce originali del compositore Brad Fiedel. Le musiche di Fiedel furono registrate ai Track Record Studios di North Hollywood utilizzando sintetizzatori digitali e campionatori Synclavier.
Full Track Listing:
- Lost – Stabbing Westward
- 3 AM Incident – Cop Shoot Cop
- Complete – Helmet
- Sad But True – Orbital
- Virus – KMFDM
- I See Through – Rollins Band
- No More Love – God Lives Underwater
- Alex Descends Into Hell For A Bottle Of Milk / Korova 1 – Bono And The Edge
- Nothing – Stabbing Westward
- Send It Out – Brad Fiedel
LA VERSIONE IN BIANCO & NERO
La Sony Pictures Home Entertainment ha distribuito Johnny Mnemonic: In Black and White in Blu-ray negli Stati Uniti il 16 agosto 2022.
Una versione in bianco e nero del montaggio cinematografico, l’edizione è stata sviluppata da Robert Longo. Pur non essendo una director’s cut, è comunque più vicina alla visione che Longo aveva per il film; avrebbe voluto girare in bianco e nero, ma gli fu negata l’opportunità. Inizialmente, per il 25° anniversario del film, Longo copiò una copia Blu-ray del film e ne creò lui stesso una versione in bianco e nero. Dopo aver contattato Don Carmody e averlo informato della sua intenzione di pubblicare la nuova versione del film su YouTube , Carmody chiese di vederla prima. Colpito, Carmody convinse Longo a contattare la Sony Pictures per una distribuzione ufficiale. La Sony Pictures accettò di fornire il girato del film a Longo per una conversione professionale, in modo da poter pubblicare la nuova versione in Blu-ray. Longo procedette a ricolorare il film in bianco e nero, con l’aiuto del colorista originale Cyrus Stowe. Longo ha dichiarato di essere “soddisfatto” della nuova versione del film, in quanto trae ispirazione da pellicole in bianco e nero come Alphaville e La Jetée . La nuova versione è stata presentata ai Tribeca e Rockaway Film Festival in una proiezione all’aperto, che ha registrato il tutto esaurito, nel 2021
IL RACCONTO
” Johnny Mnemonic ” è un racconto cyberpunk dello scrittore americano-canadese William Gibson . Apparve per la prima volta sulla rivista Omni nel maggio 1981, e fu successivamente incluso in Burning Chrome , una raccolta di racconti di Gibson del 1986. È ambientato nel mondo dei romanzi cyberpunk di Gibson , antecedenti di alcuni anni, e introduce il personaggio di Molly Millions , che ha un ruolo di primo piano nella trilogia di romanzi Sprawl .
Il racconto è servito come base per il film del 1995 Johnny Mnemonic , la cui trama utilizza la stessa premessa di base ma per il resto differisce considerevolmente. Una trasposizione letteraria della sceneggiatura di Gibson scritta da Terry Bisson è stata pubblicata nel 1995. Nel 1996, un’edizione del racconto originale di Gibson, collegata al film, è stata pubblicata come libro autonomo
Nel romanzo di Gibson del 1984 “Neuromancer” , il primo della trilogia “Sprawl”, Molly racconta il resto della storia di Johnny al protagonista, Case. Molly sostiene che, dopo aver raggiunto il successo, Johnny sia stato assassinato da un ninja yakuza cresciuto in una vasca.








