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JUDO BOY – APPROFONDIMENTO –

( 1969 @ Fuji TV - 紅三四郎, Kurenai Sanshirō, Sanshirō il rosso )

JUDO BOY – APPROFONDIMENTO –

( 1969 @ Fuji TV - 紅三四郎, Kurenai Sanshirō, Sanshirō il rosso )

di LittlePellizza
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JUDO BOY

( Judo Boy (紅三四郎Kurenai Sanshirō, Sanshirō il rosso – 1969 Fuji TV )

– APPROFONDIMENTO –

Seguire la vendetta

 

 


INFO

Judo Boy (紅三四郎Kurenai Sanshirō, Sanshirō il rosso) è un manga giapponese creato da Tatsuo Yoshida nel 1968 e pubblicato in patria dalla Shogakukan sulla rivista Weekly Shōnen Sunday. Dalla serie è stato tratto nello stesso anno un anime di 26 episodi prodotto da Tatsunoko e trasmesso da Fuji TV, giunto in Italia nel 1980 e trasmesso su TMC, Nickelodeon e GXT.

La serie tv è creata da Tatsuo Yoshida e diretta da suo fratello, Ippei Kuri (nome di nascita Toyoharu Yoshida). La serie andò in onda su Fuji TV dal 2 aprile 1969 al 24 settembre 1969, per un totale di 26 episodi. Sebbene originariamente basata su un manga di Kuri e Yutaka Arai, pubblicato da Shueisha nel 1961, la serie è stata seguita anche da due adattamenti manga, il primo scritto da Yoshida e illustrato da Mamoru Uchiyama pubblicato su Weekly Shōnen Sunday della Shogakukan dal 28 luglio al 17 novembre 1968, e una serie di quattro capitoli scritta e illustrata da Yoshida su Weekly Shōnen Jump della Shueisha dal 22 maggio al 10 luglio 1969.

La serie ha come protagonista un artista marziale adolescente di nome Sanshiro (doppiato da Ikuo Nishikawa ), addestrato nella scuola di Jiujitsu Kurenai e ruota attorno alla sua ricerca dell’assassino di suo padre . Ad accompagnare Sanshiro c’è un ragazzo orfano di nome Kenbo (doppiato da Kenbo Kaminarimon) e il suo cane Boke (doppiato da Hiroshi Otake ). L’unico indizio di Sanshiro sull’assassino di suo padre è un occhio di vetro lasciato sulla scena del crimine, il che suggerisce che l’assassino di suo padre fosse monocolo. Quindi molti dei cattivi che Sanshiro ha combattuto nel corso della serie erano monocoli o avevano un occhio nascosto da una benda.

La seconda sigla di apertura è stata cantata da Mitsuko Horie (la sua prima) quando aveva solo 12 anni.

JUDO BOY

Judo Boy (紅三四郎?Kurenai Sanshirō, Sanshirō il rosso  )

Genere Serie tv 
Titolo Internazionale  JUDO BOY
Autore Tatsuo Yoshida
Regia Ippei Kuri
 Char. design / Soggetto Jinzo Toriumi
Musiche Nobuyoshi Koshibe
 Studio  Tatsunoko
Rete Fuji TV
1ª TV 2 aprile – 24 settembre 1969
Episodi 26
Durata ep. 24min
Rete it. Doro TV Merchandising
1ª TV it. 1980
Titoli Esteri :
Kurenai Sanshiro (Japanese)
O Judoca (Portuguese)
Sam, el Rey del Judo (Spanish)
Scarlet Sanshiro
紅三四郎 (Japanese)
태풍소년 (Korean)
INFO AGGIUNTIVE

https://www.animenewsnetwork.com/encyclopedia/anime.php?id=291

Judo Boy official site

Doppiaggio

Personaggio Doppiatore giapponese Doppiatore italiano
Sanshiro Kurenai Ikuo Nishikawa Renzo Stacchi
Max e Frank   Giorgio Locuratolo
Luna   Liliana Sorrentino
Ken Azumato Kenbo Marco Guadagno
Riccardo Rossi
Mayuri   Rosalinda Galli
Tamir (Kamir nella versione italiana)   Vittorio Guerrieri
Vari personaggi   Vittorio Di Prima
Narratore Kenji Utsumi Antonia Forlan


STORIA

Sanshiro Kurenai è un ragazzo il cui padre, ammirato maestro di judo e fondatore della scuola nella quale anch’egli è stato allievo, viene un giorno ucciso durante un duello (o un agguato a sorpresa) da un nemico più esperto. Al suo arrivo il ragazzo trova il padre gravemente ferito, ormai senza più alcuna speranza di poter sopravvivere. Unico indizio che egli trova sul luogo del delitto è un occhio di vetro vicino al corpo del padre: ciò dimostrerebbe che l’assassino era un uomo con un occhio solo. Così, dopo aver superato un primo momento d’angoscia e sconforto, si mette in viaggio alla ricerca dell’ “uomo con un occhio solo” per vendicarsi. Alla guida della sua moto girerà il mondo, accompagnato da un orfanello di nome Ken e dal suo fedele cane Bobo.

Tutti gli episodi dell’anime ruotano attorno alla ricerca ossessiva da parte di Sanshiro. Molti degli avversari da lui affrontati nel corso della serie hanno un occhio solo oppure un occhio nascosto da una benda. Quando combatte, il protagonista indossa un keikogi, un vistoso kimono rosso fattogli dalla madre, che solleva vivacemente in aria prima di stringerlo in vita con una nera cintura e dar inizio ad ogni combattimento.

Quasi sempre Sanshiro incontra anche qualche bella ragazza che vorrebbe trattenerlo con sé, dopo essere stata da lui salvata: ma ognuna di esse lo lascerà andare, seppure a malincuore, convincendosi che il giovane deve seguire il suo destino senza dunque fermarsi o cedere alla tentazione di una vita ordinaria.

L’anime si conclude senza che si veda l’eroe raggiungere il suo scopo: nell’ultima puntata infatti Sanshiro si congeda per l’ennesima volta da una ragazza per continuare quindi la sua ricerca dell’ “uomo con un occhio solo”.


CONSIDERAZIONI

Vento…

che porta con sé le nubi…

nubi…

che ancora richiamano altro vento…

e ora…

qui nella radura del demonio…

un’aria di morte serpeggia…

un vento spietato spazza la prateria…

I vecchi anime come l’uomo tigre e questo Judo Boy si caratterizzano da due cose anzi 3 : Disegni molto grezzi  e spigolosi con colori molto opachi che personalmente apprezzo molto ed animazioni basilari. Tutt’oggi questo e’ improponibile nel bene e nel male – Storie crude e spesso piene di violenza, dove non si ride. Nessuna battuta stupida. E’ evidente come si rivolgessero a un pubblico maturo. – Le sigle italiane non centravano una mazza con quelle originale ma erano bellissime  a volte eseguite da cantautori famosi ( vedi Sam Il ragazzo del West cantata da Nico Fidenco )

Le arti marziali hanno fatto la loro comparse anche nelle animazioni e nella fattispecie negli anime. Chi non è giovanissimo come me ricorderà certamente il mitico Sanshiro Kurenai. Erroneamente forse , definito , Judo Boy o “ragazzo dello Judo” nel doppiaggio italiano in realtà Sanshiro dimostra notevoli abilità anche in altre tecniche di combattimento dato che sferra calci micidiali e usa come sua mossa specialità risolutiva una sorta di Shutò (colpo con taglio della mano) , con il quale talvolta termina il combattimento . La storia è abbastanza elementare. San trova il padre , un grandissimo lottatore di fama leggendaria ,moribondo , dopo un combattimento con un uomo misterioso , di cui si sa solamente che ha un solo occhio dal momento che il suo occhio di vetro è l’unica cosa che ha lasciato dietro di se. Sanshiro dunque per vendicare la morte del padre ,e l’onore della prestigiosa scuola Kurenai si mette alla ricerca del misterioso formidabile combattente

Sanshiro viaggia e affronta decine di nemici in moltissime puntate autoconclusive, spinto solo dalla sua cieca determinazione e dalla sua (all’apparenza) inestinguibile sete di vendetta.

In ogni episodio (o quasi ) pensa di averlo trovato , ma solo alla fine scoprirà che si tratta di un’altra persona , ma in ogni caso sconfigge un  personaggio malvagio  salvando vittime innocenti .Lo schema degli episodi di Judo Boy è solitamente molto ripetitivo, con il nostro protagonista che arriva in un villaggio per scoprire che uno o più abitanti (spesso di sesso femminile) sono in difficoltà a causa di un uomo malvagio con un occhio solo. Gli incontri sono solitamente spietati, anche se nel cuore di Sanshiro c’è spazio per un profondo senso di onore e giustizia, tipico degli eroi nipponici.

Solitamente il nostro protagonista ha la peggio all’inizio, ma la situazione si ribalta quando indossa il suo Judogi rosso, il kimono da combattimento della sua famiglia, che spesso pare conferirgli davvero una sorta di superpotere in grado di sconfiggere qualsiasi avversario. In realtà anche qui torniamo a un cliché tipico dei prodotti narrativi giapponesi: la sua uniforme è un simbolo, un’idea, l’eredità della sua famiglia che, simbolicamente, combatte con lui dandogli più forza, energia e determinazione.

Quelli nostalgici come me ricorderanno la stupenda canzone (secondo alcuni la migliore in assoluto relativamente agli anime) cantata da Mario Balducci , e il doppiaggio ad opera di Renzo Stacchi , che da la voce anche ad Aran Banjo , pilota del Daitarn III , (e anche quella di Amaso  uno dei cattivi di Geeg Robot D’acciaio)con il suo inconfondibile grido prolungato che  lo contraddistingue da sempre. Certo che rispetto alle  tecniche grafiche di oggi il disegno di Judo Boy può sembrare minimale o approssimativo , ma le inquadrature e regia sono qualcosa che non possono essere ignorate. C’è una vera passione e impegno in tutto ciò, ed è da ricordare che parliamo di un anime andato in onda per la prima volta nel 1969 (In Italia arriva nel 1980).

Disegni ed inquandrature

Nell’episodio 15 “Il Cane Giustiziere” Sanshiro trascina un malvivente via con se mentre e in groppa alla sua mota e lo lancia nel vuoto. La ripresa aerea mostra il tizio che si allontana sempre di più   precipitando nella tromba delle scale , mentre allo stesso tempo Sanshiro girando intorno nel  percorrere i gradini con la moto si avvicina sempre più all’inquadratura , un vero tocco di genialità artistica che oggi molti dovrebbero imparare. Un’altra cosa che mi  è sempre piaciuta a livello tecnico , scenografico ed estetico , è il rallenty che  sottolinea la  mossa particolare che Sanshiro ha estrapolato e improvvisato nello scontro e che in genere pone fine al combattimento.

IN CONCLUSIONE

Vi sono alcuni limiti  evidenti nell’opera. Prima di tutto difetta di una struttura narrativa ripetitiva: In ogni episodio Sanshiro si trova in una nazione differente e crede di aver trovato “l’uomo da un occhio solo” che cerca , per poi scoprire solo nel finale che si tratta di un’altra persona , che però guarda caso è sempre un combattente eccellente. In realtà San combatte con chiunque abbia un occhio solo , persino con una tigre (“Occhio della tigre” episodio 20 e 21).In ogni episodio c’è sempre una ragazza che si invaghisce perdutamente di lui , ma che a lui sembra non interessare più di tanto (anche se gli dimostra affetto) concentrato com’è con la sua vendetta.

Ma sembra si tratti sempre della stessa ragazza , dato che viso e corporatura sono sempre le stesse , cambiano solo capelli , colore degli occhi  e vestiti (solitamente in tema con la posizione geografica). Talvolta quasi con uno spirito alla 007 (“I Super uomini ombra” lo ricorda molto) sembra che si tenda ad infierire in modo particolare su queste povere ragazze , talvolta fatte prigioniere , altre volte addirittura assassinate , e qualche volta sono preda di manipolazioni o pressioni psicologiche da persone di cui si fidano.  Molti di noi inoltre si chiedevano come facesse a girare tutto il pianeta con una motocicletta senza aver bisogno di lavorare e quindi fare benzina o mangiare, ma soprattutto  come faceva a mollare i suoi compagni di viaggio , il piccolo  Ken e il bassotto Bobo in un paese completamente sconosciuto , nonostante fossero solo un bambino e un cane , per poi ritrovarseli come se niente fosse nell’angolo della terra opposto. Ruolo di Ken è anche quello di lanciargli il kimono rosso che indossa poco prima di  affrontare un combattimento difficile (come  quando “Braccio di Ferro” mangia gli spinaci) dato che cucito dalla madre gli dona una forza e una concetrazione fuori dal comune.

Altro difetto evidente di quest’opera creata da Tatsuo Yoshida , è una certa ripetitività anche sei personaggi , che sebbene alcuni di essi siano (o almeno sembrano) stati uccisi da Sanshiro in combattimento , ricompaiono in ruoli minori. Ripetitiva è anche la figura dell’omone corpulento con un fisico alla Arnold Schwarzenegger con una magliettina strettissima che a momenti gli si strappa addosso , con  naso  , mento e dentoni enormi. Inoltre  alcuni episodi sono ricchi di stereotipi e situazioni o scenari tipici dei film degli anni 50 e 60  , come quello in cui il protagonista sembra imbattersi nell’armata tedesca di Hitler , o come quando affronta i guerrieri di Sandoria in un antico Egitto , con mummie e presenze spettrali. In un altro episodio affronta 5 motociclisti con ogni uno un look che ricorda un personaggio differente che stona completamente dal resto del gruppo.

E’ curioso notare come Sanshiro faccia un gesto che per certi versi ricorda quello di Bruce Lee , ossia strusciarsi il pollice contro il viso , gesto che viene enfatizzato nella sigla con Ken e  persino Bobo che lo imitano.

Nel corso degli episodi e negli scontri , un po’ come Tiger Mask (L’uomo tigre), Sanshiro è soggetto a dei processi di maturazione personale , scoprendo di volta in volta nuove  cose di se e sviluppando nuove abilità o mosse.

Il tema stesso della vendetta è fortemente autoctono, come pure la fatica degli allenamenti, estenuanti, che portano lo sportivo a superare sempre i propri limiti, perché il fine ultimo dell’agonismo non è sconfiggere l’avverso ma temprare lo spirito.

Il titolo, il nome del protagonista e il Judo stesso richiamano alla mente il film Sugata Sanshiro di Akira Kurosawa (1943), come ulteriore conferma della profonda radice nipponica dell’opera.

A tal proposito, si può aggiungere come la serie abbia un piglio decisamente cinematografico: ottimo esempio è la scena d’apertura, ma anche gli scontri di Sanshiro e il suo iconico indossare il judogi hanno un dinamismo da Settima Arte.

Peccato che né il manga né la serie tv abbiamo un vero finale: non sapremo mai chi sia il misterioso “uomo con un occhio solo” né quali siano i suoi scopi; allo stesso modo, non viene rivelato neanche perché più di una persona sia interessata ad appropriarsi dell’occhio di vetro.

Dispiace soprattutto non avere la possibilità di vedere cosa avrebbe davvero fatto Sanshiro una volta rintracciato l’assassino: si sarebbe vendicato uccidendo l’uomo, oppure avrebbe deciso di abbandonare i suoi propositi di vendetta? Lo scontro tra suo padre e l’uomo con un occhio solo, infatti, è stato leale, non ci sono state scorrettezze, e la morte durante il combattimento è un’evenienza che ogni lottatore è pronto ad affrontare.

In conclusione, un’opera senza dubbio consigliata, non solo per il valore storico, ma anche per immergersi in quei valori che da sempre contraddistinguono una buona parte del fumetto giapponese.


 

CURIOSITA
  • L’episodio 2, “The Skyscraper with One Eye”, sembra essere stato liberamente ispirato dalla storia di Melange in Mach GoGoGo (e dal suo prototipo Pilot Ace ), con il duo fratello e sorella Vanni e Milly che ricoprono ruoli simili a quelli di Shiro e Yuri Yamanaka, con Vanni che è il fratello maggiore dalla natura più oscura che vuole vendicare il padre morto mentre Milly è la sorella minore più pacifica. Vanni muore anche in modo tragico nel tentativo, senza successo, di sconfiggere l’Uomo con un occhio solo responsabile dell’uccisione del padre.
  • Sebbene inizialmente il manga avesse Mayumi come unico personaggio femminile, l’anime è noto per le varie “Bellezze” disegnate da Eiji Tanaka nel suo lavoro sugli episodi.
  • Kurenai Sanshiro è uno dei primi esempi di anime con arti marziali realistiche.
  • Ha uno stile simile ad altre opere Tatsunoko, come Hurricane Polymar.
  • La sigla giapponese e quella italiana sono molto iconiche per gli appassionati di vecchi anime d’azione.
  • Vi sono comunque altri anime maggiormente incentrati sul Judo. Ad esempio “Ugo il re del Judo” di Noburo Kawasaki e prodotto dalla Tatsunoko ,  offre un anime di ben 104 episodi andati in onda dal 1970 al 1972. Ugo però è un po’ comico , o per lo meno non drammatico , e il protagonista che lascia la campagna per la città è un ragazzo sempliciotto e goffo.   Nel 1989 nacque Yawara la ragazza dello Judo , in cui questa ragazza di nome  Jawara Inokuma  , ha un grande talento per la disciplina , ma inizialmente la odia perché spinta dal nonno a sfruttare questo suo talento. L’anime parte nel 1989 , andando avanti fino al 1992 , ma in Italia , viene chiamata Jenny Moore  invece di Yawara , anche se il titolo scelto è “Yawara – Jenny  la ragazza del Judo”, un ennesimo esempio di anime con protagonista una adolescente (Mimì e le ragazze della pallavolo ; Jenny la tennista , Mimì e la nazionale di pallavolo ecc).
NOTE AGGIUNTIVE
PERSONAGGI

SANSHIRO KURENAI

  • Doppiato da: Ikuo Nishikawa

È un praticante di Judo stile Kurenai e indossa un’uniforme rossa da judo. Sta inseguendo l’uomo con un occhio artificiale che ha ucciso suo padre in un duello.


KENBO (ケン坊)

  • Doppiato da: Kenbo Kaminarimon

Un ragazzino che accompagna Sanshiro e che funge da fratello minore. È basato sul personaggio di Goro del manga, ma è stato rinominato in base al nome del suo attore.

Forse a causa delle difficoltà che ha sopportato, Kenbo è un po’ fuori dal mondo, ma è questo che sostiene Sanshiro nel suo viaggio. Ha una sorella maggiore di nome Mayumi, anche se lei non li accompagna.


BOKE (ボケ)

  • Doppiato da: Hiroshi Otake

Il cane domestico di Kenbo, aggiunto per il progetto anime. Contrariamente al suo aspetto distratto, è intelligente e utile nei momenti difficili. È un esperto nell’attirare le vedette nemiche. Il suo olfatto è particolarmente spiccato.


SHOGORO KURENAI

Il padre di Sanshiro, un judoka. Fondatore del nuovo stile mortale di Kurenai. Ha allenato Sanshiro fin da piccolo, ma ha perso la vita in un incontro informale contro un uomo con un occhio solo. La morte di Shogoro ha quindi spinto Sanshiro a intraprendere il suo viaggio per cercare vendetta.


DIFFERENZE : MANGA VS ANIME

1.Trama e Struttura

  • Manga: La storia nel manga è più dettagliata e varia tra le diverse versioni pubblicate. Alcune versioni approfondiscono il passato di Sanshiro e il suo addestramento.
  • Anime: La serie animata ha una narrazione più lineare e segue principalmente il viaggio di Sanshiro alla ricerca dell’assassino di suo padre.

2. Caratterizzazione dei Personaggi

  • Sanshiro nel manga è rappresentato in modo leggermente diverso a seconda della versione, con sfumature che variano tra più serio e più idealista.
  • Sanshiro nell’anime è un protagonista classico degli anime d’azione: determinato, impetuoso e mosso dal desiderio di vendetta.

3. Tono e Atmosfera

  • Manga: Alcune versioni del manga presentano un tono più maturo, con maggiori approfondimenti psicologici.
  • Anime: Pur essendo un’opera d’azione, mantiene un tono più avventuroso e dinamico, con un’enfasi maggiore sui combattimenti.

4. Stile Grafico

  • Manga: Lo stile del manga cambia in base alla versione e al disegnatore, con tratti più classici e dettagliati rispetto all’anime.
  • Anime: L’animazione della Tatsunoko è caratterizzata da uno stile più stilizzato, con colori vivaci e scene di combattimento dinamiche.

5. Episodi e Sviluppo della Storia

  • Manga: La storia è più compatta e sviluppata in un numero limitato di capitoli.
  • Anime: Con i suoi 26 episodi, introduce personaggi secondari e sottotrame che non sempre appaiono nel manga.

6. Conclusione

  • Manga: A seconda della versione, può avere un finale più chiuso o lasciare più spazio all’interpretazione.
  • Anime: La serie lascia una certa ambiguità sul destino dell’antagonista e sul futuro di Sanshiro.

In sintesi, mentre il manga offre una visione più approfondita e diversificata della storia, l’anime è diventato più famoso grazie alla sua animazione fluida e alle spettacolari scene di lotta. Entrambi hanno il loro fascino, dipende da cosa cerchi


CREDITI COMPLETI

  • Opera originale: Tatsuo Yoshida
  • Pianificazione: Jinzo Tirumi
  • Sceneggiatura: Jinzo Toriumi, Osamu Jinno, Haruya Yamazaki, Yoshitake Suzuki, Sumiko Hayashi
  • Direttore generale: Ippei Kuri
  • Musica: Nobuyoshi Koshibe
  • Effetti: Ishida Sound Pro (ora Fizz Sound Creation)
  • Produttori: Kenji Yoshida, Hitoshi Sakai, Motoyoshi Maezato
  • Impostazioni artistiche: Akira Shima
  • Fotografia: Shoji Kato
  • Redattore: Tetsuo Nakamizo
  • Avanzamento della produzione: Masashi Nagai, Mitsuo Sato
  • Produttore della registrazione: Yasunori Honda
  • Direttore della registrazione: Kan Mizumoto
  • Suono: Masaru Hirano
  • Cooperazione di produzione: Fuji Television
  • Prodotto da: Tatsuo Yoshida, Tatsunoko Productions
EPISODI
Titolo italiano
Giapponese 「Kanji」 – Rōmaji
In onda
Giapponese
1 L’invincibile nemico
「紅の風雲児(嵐の風雲児)」 – kurenai no fūunji (arashi no fūunji)
2 aprile 1969
2 L’uomo del grattacielo
「摩天楼の片目」 – matenrō no katame
9 aprile 1969
3 La sfida dei gatti selvaggi
「猫魔族の挑戦」 – nekoma zoku no chōsen
16 aprile 1969
4 Il sigillo del re
「燃ゆる大平原(燃える大平原)」 – moyu ru daiheigen (moe ru daiheigen)
23 aprile 1969
5 Il momento della verità
「荒野の暴れん坊」 – kōya no abarenbō
30 aprile 1969
6 La mortale “stella a croce”
「必殺!紅十字星」 – hissatsu! kurenai jūji hoshi
7 maggio 1969
7 L’oro spagnolo
「海の虎・ハリマオ(海の虎(ハリマオ)」 – umi no tora. harimao (umi no tora (harimao)
14 maggio 1969
8 I super uomini ombra
「魔の超人マシン」 – ma no chōjin mashin
21 maggio 1969
9 Duello sulla neve
「白銀の対決」 – hakugin no taiketsu
28 maggio 1969
10 Il castello di Sandoria
「幻の独眼帝王」 – maboroshi no dokugan teiō
4 giugno 1969
11 I guerrieri del Kilimangiaro
「キリマンジャロの戦士」 – kirimanjaro no senshi
11 giugno 1969
12 Duello al tramonto
「夕陽の決闘(夕陽の決斗)」 – yūhi no kettō (yūhi no ketsu to)
18 giugno 1969
13 Appuntamento con la morte
「紅脱出作戦」 – kurenai dasshutsu sakusen
25 giugno 1969
14 Gli allievi dei killers
「殺し屋オリンピック」 – koroshiya orinpikku
2 luglio 1969
15 Il cane giustiziere
「決死の復讐犬」 – kesshi no fukushū inu
9 luglio 1969
16 Sul fondo del mare
「地獄の三四郎」 – jigoku no sanshirō
16 luglio 1969
17 Il generale Guercio
「片目の鬼将軍」 – katame no oni shōgun
23 luglio 1969
18 Il fantasma del castello
「墓場をあばけ」 – hakaba woabake
30 luglio 1969
19 Il denaro o l’amicizia
「裏切りの報酬」 – uragiri no hōshū
6 agosto 1969
20 L’occhio della tigre (prima parte)
「片目の白虎(前編)」 – katame no byakko (zenpen)
13 agosto 1969
21 L’occhio della tigre (seconda parte)
「片目の白虎(後編)」 – katame no byakko (kōhen)
20 agosto 1969
22 Gli abitanti del sottosuolo
「必殺マグマ流」 – hissatsu maguma ryū
27 agosto 1969
23 La forca o la verità
「三四郎絶体絶命」 – sanshirō zettaizetsumei
3 settembre 1969
24 Il colpo mortale
「極意 天地崩し(極意天地崩し)」 – gokui tenchi kuzushi (gokui tenchi kuzushi)
10 settembre 1969
25 Il villaggio delle scimmie
「狼人殺法(猿人殺法)」 – ookami nin sappō (enjin sappō)
17 settembre 1969
26 La ragazza intrepida
「秘剣美少女」 – hi tsurugi bishōjo
24 settembre 1969
SIGLA ITALIANA

  • Sono due le sigle italiane dell’anime. La prima, scritta da Andrea Lo Vecchio su musica e arrangiamento di Detto Mariano, ha per titolo Judo Boy ed è stata eseguita dai Judo Boy. La seconda, anch’essa intitolata Judo Boy e usata solo ed esclusivamente per la replica su TMC, è stata invece cantata da Antonio Galbiati, su testo scritto da Fabrizio Berlincioni e musica composta da Silvio Amato.
Sulla mia moto corro prestolo troverò quel maledettoe con un colpo mio mortalevedrai gliela farò pagareragazzo tu non mi seguirerispetta questo mio dolore Judo Boy Judo Boy sappiamo che per te ha importanzaJudo Boy Judo Boy ma non usare la violenzaJudo Boy Judo Boy il tuo dolore ti ha accecatoJudo Boy Judo Boy non diventare come lui Lo ucciderò con tutti i mezziquell’uomo voglio fare a pezzie certo non avrò pauraqualunque sia la mia avventuraragazzo tu non mi seguire
rispetta questo mio dolore
Judo Boy Judo Boy sappiamo che per te ha importanzaJudo Boy Judo Boy ma non usare la violenzaJudo Boy Judo Boy il tuo dolore ti ha accecatoJudo Boy Judo Boy non diventare come lui

SIGLA GIAPPONESE ( INIZIALE & FINALE )


MANGA
Autore Ippei Kuri, Yutaka Arai
Disegni Tatsuo Yoshida
Editore Shūeisha
Rivista Shōnen Book
Target shōnen
1ª edizione gennaio 1961 – marzo 1962
 La scuola Kurenai fonde il judo con altre discipline marziali a mani nude: facendo uso di queste tecnica, Sanshiro Kurenai si mette sulle tracce dell’uomo con un occhio solo, l’assassino di suo padre, vagando per il Giappone… e per il mondo intero!
Di fronte a lui, uno dopo l’altro, si parano i combattenti più forti di ogni angolo del globo, pronti a intralciare il suo cammino.
.Kurenai Sanshiro (紅三四郎Kurenai Sanshiro’?) è un manga creato da Tatsuo Yoshida e pubblicato da Shueisha su Shōnen Jump. Consta in totale di 26 volumi.

Kurenai Sanshiro è stato pubblicato in diverse versioni nel corso degli anni:

  1. 1961-1962: Una prima versione del manga, creata da Ippei Kuri e Yutaka Arai, è stata pubblicata sulla rivista Shōnen Book di Shūeisha da gennaio 1961 a marzo 1962.

  2. 1968: Successivamente, una nuova versione scritta da Tatsuo Yoshida e illustrata da Mamoru Uchiyama è apparsa su Weekly Shōnen Sunday di Shōgakukan dal 28 luglio al 17 novembre 1968.

  3. 1969: Un’ulteriore versione, sempre di Tatsuo Yoshida, è stata pubblicata su Weekly Shōnen Jump di Shūeisha dal 22 maggio al 10 luglio 1969.

Edizioni Internazionali

Il manga è stato tradotto e pubblicato anche in altre lingue. Ad esempio, in Francia è stato edito da Isan Manga con il titolo Kurenai Sanshiro – Judo Boy, rendendo l’opera accessibile al pubblico francofono.

La J-pop ha incredibilmente portato in italia questo manga di nicchia

Il volume portato in Italia dalla J-pop comprende sia l’opera originale, pubblicata su Weekly Shōnen Sunday prima della messa in onda dell’omonima serie tv del 1969, sia la versione serializzata su Weekly Shōnen Jump in contemporanea all’anime.

Abbiamo così una “prima avventura” (che occupa più della metà del volume) con una trama  solida,  articolata e lineare: si inizia con l’evento che segnerà la vita di Sanshiro, ossia l’omicidio del padre, e si prosegue con i suoi primi tentativi di rintracciare l’assassino, grazie al solo indizio dell’occhio di vetro; l’incontro/scontro con altri cultori delle arti marziali è un’occasione di crescita, sia come affinamento della tecnica e arricchimento della Scuola Kurenai, sia perché fa maturare Sanshiro, rafforzando il suo spirito.

In tal senso, Kurenai Sanshiro è il classico spōkon giapponese degli anni ’60-’70, contrassegnato da sangue e sudore.

Le successive avventure sono episodi autoconclusivi, con Sanshiro in giro per il mondo, dall’America a fittizi paesi esotici alle prese con lotte intestine: l’eroe arriva, salva gli innocenti e punisce i malvagi.

La seconda parte risulta così molto meno pregnante, ed anche meno originale (sebbene comprenda l’ottimo Un mantello rosso intriso di sangue), ma probabilmente il suo ruolo era semplicemente di accompagnamento alla serie tv.

 

Se con MachGo!Go!Go! la Tatsunoko Production si mostra molto filo-occidentale, con Kurenai Sanshiro si rifà alla tradizione tutta giapponese delle arti marziali: nella prima parte, infatti, sono frequenti i riferimenti ad episodi storici ben conosciuti, ma anche ad usanze e costumi tipici del Judo (il Dojo Yaburi, ad esempio).

Il concetto di famiglia e il dovere di portare avanti una tradizione sono altri soggetti tipici, facilmente rintracciabili nella produzione fumettistica (e non solo) del Sol Levante.


EDIZIONE BLU RAY

Come oramai da tradizione per quanto riguarda i blu-ray editi da Anime Factory (Koch Media) anche Judo Boy – La Serie si presenta in una confezione amaray con slipcase, con tre dischi blu-ray e un booklet incluso.

Questa edizione di Judo Boy – La Serie è un’edizione limitata che contiene un booklet da 32 pagine, all’interno del quale potete trovare decine e decine di bozzetti originali che spaziano dal protagonista Sanshiro Kurenai agli antagonisti, i comprimari e persino i veicoli (come la moto rossa del nostro eroe). Una vera chicca per gli appassionati.

La versione blu-ray di Judo Boy gode del nuovo transfer in versione 16:9 HD da negativo originale, realizzato molto bene. C’è però da sottolineare che i difetti dovuti all’usura della pellicola originale sono purtroppo rimasti anche qui. Inoltre, come segnalato da Yamato Video, le sequenze iniziali degli episodi 11 e 25 sono particolarmente deteriorate. Un vero peccato. L’audio invece è il solito DTS HD Master Audio, che anche qui presenta alcune novità. Alcune parti dell’anime non erano doppiate in italiano, poiché originariamente censurate; questi ora hanno ricevuto nuove registrazioni per rendere più coerente la visione.

I contenuti extra comprendono tutte le opening dell’anime, oltre che i trailer originali. Fa però effetto (e da conoscente di vecchia data dell’anime ancora di più) non vedere la famosissima sigla italiana cantata da Mario Balducci. Una mancanza che brucia, specie in un prodotto così curato.

Fonte : Gamesoul.it

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