SOTTOZERO
Jerry urla ad Infanti: resti qua? Ti scrivo..va bene?? E lui…mboh…e chennesó, tu prova..
Luigi è un operaio specializzato, con tanto di moglie e casa in provincia. Ha un sacco di problemi e sogna di fare un po’ di soldi per comprare un bar e far vita un po’ più comoda. Proprio per questo parte per la Norvegia, per una piattaforma petrolifera sperduta nel freddo Mar del Nord, dove si lavora in condizioni disagiate ma si guadagnano molti soldi. Qui giunto si ritrova con un bel po’ di problemi, perché è difficile integrarsi col mondo che lo circonda, non conosce la lingua e inoltre fa un freddo cane… tutto finché non scopre che al circolo polare vive un altro italiano. E’ l’inizio di una bella, solida amicizia, che si sviluppa e cresce in mezzo ai ghiacci e a quel dannato freddo che paralizza i due italiani, calati in un paese con costumi e paesaggi tanto lontani dai nostri.
AMBIENTAZIONE
Epoca contemporanea in Norvegia
CURIOSITA
- La piazza dove Calà chiede ad un vigile se ha visto arrivare l’auto dell’assicuratore che stava inseguendo è Piazza Balbi Valier a Pieve di Soligo (TV).
- La villa in Norvegia dove Luigi (Calà) partecipa, suo malgrado, ad una festa gay è la fattoria Austad, situata in Styrmoes vei 33 a Drammen (Norvegia).
- La piattaforma petrolifera nel mare di Norvegia dove va a lavorare Luigi (Calà) è la Gullfaks Oil, effettivamente nel Mare del Nord al largo di Bergen (Norvegia)
PRODUZIONE
Il film è stato girato in Norvegia nel comune di Alta.La scena iniziale con i titoli di testa è girata a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso.
ACCOGLIENZA
CRITICA
Sottozero è stato accolto dalla critica nel seguente modo: su Imdb il pubblico lo ha votato con 7.0 su 10
USCITA HOME VIDEO
Il film è uscito sia su Vhs che Dvd ma non Blu ray
MUSICHE
LA colonna sonora e’ di Umberto Smaila ma non esiste un cd
COMMENTO
Mentre dormivo, ho allungato le mani e ho sentito il tepore delle tue cosce, ma erano quelle di un sommozzatore norvegese
Il regista Polidoro aveva già portato le nevi del nord al cinema con un film per qualche verso simile a SOTTOZERO: si intitolava IL DIAVOLO, con Alberto Sordi, disavventure di un italiano tra i ghiacci. Qui c’è Jerry Calà che, sorprendentemente, abbandona l’abituale umorismo caseraccio per gettarsi in un’interpretazione ottima, al top delle sue possibilità, coadiuvato oltretutto da un Angelo Infanti in gran forma e credibilissimo nella solita parte dell’amicone romano. In questa pseudo-odissea dell’italiano costretto al lavoro sottozero pur di racimolare i soldi per comprare un bar, accadrà di tutto, ma ogni cosa è descritta con eccellente realismo senza cercare la battuta ad ogni costo. Tanto che, per una volta, le difficoltà linguistiche del protagonista non si palesano attraverso facili incroci italo-inglesi dai risultati ormai scontati ma attraverso una sincera incomunicabilità, ben resa da Calà. E per una volta il tema dell’omosessualità è affrontato senza le solite battutacce. C’è insomma il tentativo di spiegare un mondo nuovo, impensabile, usando anche immagini naturalistiche di grande effetto e ottenendo un quadro apprezzabile che sa anche divertire, quando è il momento, ma soprattutto che lascia in noi un profondo senso di umanità intesa come intensità di sentimenti.
Lo sguardo basso, il broncio, la rassegnazione e la voglia di tornare a vivere… Calà al suo meglio, con più tormenti che tormentoni, per una volta.
Il film è maliconico e ruota intorno alla lontanza dei lavoratori da casa ( basti pensare a tutti quelli emigrati in Germania) ed alla solitudine connessa. Jerry Calà , attore comico popolare, ci regala un personaggio diverso senza dimenticare il tipico umorismo e le battute che lo caratterizzano
Parabola (discendente) di un vero perdente che alla fine si rialza. Non si ride sguaiatamente ma si affrontano temi di un certo spessore quali amicizia, rapporto di coppia e realizzazione lavorativa. Non mancano i siparietti simpatici tra Calà e Infanti ( (il Manuel Fantoni di Borotalco) Il protagonista ossessionato dal suo sogno sacrifica tutto pur d’ottenerlo. Nel suo viaggio all’estero capisce l’errore ed è pronto anche a tornare a casa a mani vuote. Tutto il film è caratterizzato da una malinconia di fondo nonostante qualche battuta canonica di Calà.
Sicuramente non un capolavoro della commedia italiana ma SOTTOZERO è capace di intrattenere bene senza scadere nella banalità. Nota di merito per la qualità estetica a Antonella Interlenghi.
Molto bella la scena finale con Calà che pur sapendo ma essendo consapevole d’esser la causa, vuole lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare.
Molti attori comici provano a cimentarsi in ruoli drammatici o comunque che si distaccano dalla commedia frivola.Jerry Cala ci regala un ruolo dolce amaro senza dimenticare la sua comicità di fondo.








