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CULT OF LAMB

di LittlePellizza

IL CULTO DELL’AGNELLO

 


 

Data di rilascio 12 agosto 2022 ( PC STEAM – GOG/NINTENDO SWITCH/ PS4/PS5 /XBOX )
Sviluppatore
Massive Monster
Editore Devolver Digital
Genere  Arcade
Lingua Inglese-Francese-Tedesco-ed altri 7 lingue (no italiano)
Piattaforme PC STEAM – GOG / NINTENDO SWITCH / PS4/PS5 / XBOX
Sito Ufficiale http://cultofthelamb.com

CARATTERISTICHE

 

In Cult of the Lamb hai il ruolo di un agnello posseduto. Un minaccioso sconosciuto ti ha salvato dalla distruzione, e ora tu devi ripagare il debito costruendo un culto in suo nome. Crea la tua setta in una terra di falsi profeti e avventurati in regioni misteriose per costruire una comunità di seguaci del bosco, diffondere il tuo Verbo e diventare l’unica vera fede.

  • CREA IL TUO GREGGE

Raccogli e usa le risorse per costruire nuove strutture, esegui rituali oscuri per placare gli dei e predica per rafforzare la fede del tuo gregge.

  • DISTRUGGI I MISCREDENTI

Esplora un mondo tentacolare generato in modo casuale, combatti orde di nemici e sconfiggi i leader delle sette rivali per assorbire il loro potere e affermare il dominio della tua setta.

  • DIFFONDI IL TUO VERBO

Istruisci il tuo gregge e imbarcati in una missione alla scoperta dei segreti di quattro misteriose regioni. Purifica i miscredenti, diffondi l’illuminazione ed esegui rituali mistici nel tuo viaggio per diventare il potente dio agnello.

  • Cartoon Violence! Pay Attentiont
STORIA

Crea la tua setta in una terra di falsi profeti e avventurati in regioni misteriose per costruire una comunità di seguaci del bosco, diffondere il tuo Verbo e diventare l’unica vera fede.

GAMEPLAY

Cult of the Lamb è un rogue-lite gestionale sviluppato dal piccolo studio indipendente Massive Monster, composto da appena tre sviluppatori, e pubblicato da Devolver Digital, un editore di videogiochi con buona conoscenza della situazione dell’industria  (CARRION , GRIS etc. ) che con un marketing accattivante ed originale , si concentra da sempre sui progetti più originali.

Il gioco di azione e avventura rogue Cult of the Lamb avvolge il grottesco in un affascinante pacchetto di personaggi che sembrano essere stati estratti direttamente da una storia per bambini. 

La grafica di Cult of the Lamb consiste di sprite animati bidimensionali disegnati a mano, inseriti in un ambiente in tre dimensioni, a cui vengono aggiunti effetti come sfocatura, illuminazione direzionale, ecc, con risultati complessivamente impeccabili, e mentre questo genere d’illustrazione potrebbe essere erroneamente scambiato per la famigerata e inflazionata tecnica Cal-Art, lo stile di Cult of the Lamb è in realtà un ancestrale derivato della tecnologia Flash, proprio come One Finger Death Punch e The Binding of Isaac.
In Cult of the Lamb vestiremo il vello di un agnello sacrificale, che immolato di fronte a quattro antiche divinità pagane, scende a patti con Colui che Attende incatenato nell’aldilà, e viene resuscitato dal potere della corona rossa sotto forma di essere divino, con il compito di mettere assieme un culto abbastanza forte da detronizzare i quattro antichi dei, e infine liberare Colui che Attende.

Le animazioni 2D sono semplici, ma scattanti. E nonostante la narrativa generale sia di vendetta, consumo e sacrificio, c’è una sorta di leggerezza qui, con illustrazioni in stile libro illustrato e vivaci sfondi 2D

Ciò è ulteriormente rafforzato dalla partitura quasi stravagante che incorpora una sorta di traccia vocale midi, che emula canti o canti di culto incomprensibili. 

La storia di Cult of the Lamb è un racconto di vendetta sorprendentemente avvincente, molto più di quanto l’aspetto da cartone animato lascerebbe presupporre, così come gli ascetici e bizzarri personaggi che popolano le immediate vicinanze del culto sono scritti e caratterizzati estremamente bene, al punto che sembrano usciti dalle pagine della Divina Commedia, con storie di un passato che punta ad un unico misterioso intreccio della trama, non incredibilmente originale, ma non di meno coinvolgente e squisitamente crudele.

All’inizio, sembra una vendetta, o anche moralmente giusta, rubare i loro devoti seguaci e portarli nel tuo insediamento in erba. Quando sblocchi le dottrine attraverso l’uso di minacciose tavolette sacre, la tua religione inizia davvero a prendere forma.

Il gameplay di Cult of the Lamb è suddiviso tra gestionale d’insediamento e dungeon crawler rogue-lite, ma include anche interessanti distrazioni come il mini gioco con i dadi chiamato Knucklebones.

La parte gestionale si svolge al campo, perché come capi spirituali del Culto dell’Agnello, avrete il compito di accogliere e indottrinare nuovi membri nel vostro gregge, ciascuno con tratti unici, sia positivi che negativi, ma la cosa più importante sarà mantenere alta la fede nel culto, con il lavoro manuale, ma soprattutto con sermoni e rituali apprezzati in maniera variabile, a seconda di come avrete impostato la vostra dottrina.

Ad esempio, il rituale di sacrificio delle carni, se la dottrina lo prevede, per quanto brutale potrebbe essere ben accolto e aumentare la fede nel culto, così come al contrario la donazione di denaro potrebbe far vacillare la fiducia dei cultisti.

Per evitare che muoiano di stenti o che se ne vadano, i seguaci vanno nutriti con piatti preparati con verdure di prima scelta prese direttamente dall’orto, pesce fresco pescato al porto, prelibati tagli di carne… o carne umana, sempre se la dottrina lo consente.

I seguaci sono una risorsa preziosa, ma sacrificabile, che una volta raggiunto un livello adeguato possono essere tramutati in demoni pronti ad aiutarci in combattimento nella porzione dungeon crawler del gioco.

Alle porte dell’accampamento, sul limitare della foresta, si trova l’ingresso di quattro dungeon, da completare quattro volte ciascuno prima di poter combattere faccia a faccia e ottenere vendetta sulle quattro divinità che hanno condannato l’agnello all’inizio del gioco.

Il combattimento in Cult of the Lamb è molto ordinario, e in maniera non troppo ispirata include un attacco corpo a corpo sferrato con una limitata selezione di armi da mischia, con diversi valori di livello, velocità e potenza, un manciata di maledizioni che usano una risorsa simile al mana, chiamata fervore, e una capriola utile per togliersi velocemente da situazioni di pericolo, mentre modificatori come abiti e le carte dei tarocchi aggiungono una certa varietà tattica al combattimento, che per quanto rudimentale risulta fluido e appagante, anche se gli scontri sono forse troppo semplici per offrire una vera sfida, così che il gioco risulta essere complessivamente un po’troppo facile per un tipico rogue-lite.

Una volta completati i dungeon e sconfitte le quattro divinità, sarà possibile addentrarsi nel profondo della foresta, per combattere nuove e più potenti versioni dei boss, scoprire segreti e incontrare nuovi strambi personaggi, ma anche se fino all’ultimo vi aspetta sempre qualcosa di nuovo, in Cult of the Lamb manca un vero e proprio endgame che allunghi la vita del gioco, e come se non bastasse, credo di poter affermare di non aver mai incontrato tanti bug e problemi come in nessun altro gioco prima d’ora… e ho giocato parecchi titoli Ubisoft.

Detto questo, Cult of the Lamb consente ai giocatori di virare direttamente nell’assurdo o nel comicamente bizzarro.

Puoi giocare d’azzardo con il vecchio Ratau (un topo che una volta aveva occupato la tua stessa posizione) al Lonely Shack, o pescare al Pilgrim’s Passage in cerca di cibo. Alcuni dei personaggi che incontri in queste aree sono davvero interessanti, con i loro retroscena per lo più offuscati e migliorati dai loro affascinanti disegni da libro illustrato.

In particolare, Cult of the Lamb soffre di un grave problema di stuttering, che sembra legato alle smisurate dimensioni del file di salvataggio, che tiene traccia di ogni oggetto e personaggio, inclusi quelli deceduti e che peggiora con l’avanzare del gioco. Il risultato è che di ritorno al campo e ad ogni nuova alba, il gioco si pianta per diversi secondi.

Un episodio del genere è certamente fastidioso, ma non penalizzante, se non fosse che la stessa cosa succede quando è il momento di preparare i pasti, il che rende imbroccare il minigioco piuttosto complicato, e come se non bastasse, a volte lo stuttering si presenta nei momenti meno opportuni anche durante i combattimenti nei dungeon, cioè quando diventa davvero un problema.

E poi ci sono i vari bug che capitano durante il normale gameplay, come gli oggetti della scenografia che vengono caricati con secondi di ritardo, come i seguaci che al termine di un sermone rimangono bloccati all’ingresso del santuario, senza lavorare né mangiare, come i bozzoli di ragno appesi al soffitto che non si schiudono, impedendo di completare la stanza e avanzare nel dungeon, come i boss che se battuti troppo velocemente svaniscono nel nulla senza animazioni, o come quando capita per sbaglio di selezionare un cadavere in modalità allestimento e il gioco si blocca completamente.

Questo è solo una piccolo assaggio dei problemi in cui mi sono imbattuto, ma anche se c’è da dire che gli sviluppatori sono molto attivi nell’aggiornare il codice e sistemare i bug, una quantità del genere di problemi non avrebbe dovuto farsi strada nella versione finale del gioco, al punto che sembra che non sia stato fatto nessun beta testing. Un vero peccato, ingiustificabile anche per un piccolo studio indipendente, soprattutto quando ci si può avvalere delle risorse di Devolver Digital.

Nonostante i numerosissimi problemi tecnici e anche se i difetti più gravi rimangono la mancanza di sfida e di un endgame, per le indiscutibili qualità dimostrate da questo titolo, si vorrebbe continuare a giocare ben oltre la sua conclusione, un’eventualità che si concretizzerà forse dopo vari aggiornamenti e possibili espansioni, quando sono certo che Cult of the Lamb uscirà dalla informale fase di accesso anticipato in cui è stato lanciato e diventerà una degna alternativa ai rogue-lite più affermati.

Indipendentemente dal culto che scegli di creare, ruoterà attorno al consumo, all’adorazione e al sacrificio. Tutto ciò che fai, lo fai per più potenza e più controllo. Mentre tu, l’agnello, funge da piacevole e ovvia ironia, Cult of the Lamb pone la domanda su che tipo di leader sarai. Condurrai il tuo gregge alla rovina? Permetterai loro una falsa autonomia dalle catene della religione che hai coltivato in ore di faticoso lavoro? O li porterai al macello, diventando lo stesso dio che hai attaccato e detronizzato?

 

 

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