Alien Breed 35th Anniversary Collection –
(2026 @ Commodore ) – ( PC Steam – Nintendo Switch/2 – Ps4/ps5 )
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Festeggia 35 anni di survival fantascientifico con questa collezione definitiva per PC e console. Con l’ intera serie cult , controlli moderni e nuove modalità di gioco , questo è l’ omaggio definitivo . Immergiti nella storia con interviste esclusive agli sviluppatori e concept art rari ; carica, preparati e rivivi l’ incubo.
CARATTERISTICHE
EDIZIONE FISICA
Non prevista al momento
STORIA
- L’ambientazione: Nel 2191, l’umanità si è espansa nello spazio profondo fondando colonie protette dall’Inter-Planetary Corps (IPC).
- L’invasione: Una stazione spaziale (o una nave come la Leopold nei rifacimenti moderni) viene invasa da una feroce razza di alieni ostili che stermina quasi tutto l’equipaggio.
- La missione: I protagonisti (soldati o marine spaziali) devono esplorare i corridoi bui e claustrofobici della struttura, lottare per la sopravvivenza, cercare eventuali superstiti e trovare il modo di fermare la minaccia aliena prima che sia troppo tard
GAMEPLAY
ALIEN COME DOVEVA ESSERE SU AMIGA
Fa sempre piacere vedere che oltre ai progetti amatoriali per Amiga anche i titoli più blasonati vengano riproprosti sulle piattaforme moderne in versione più o meno riveduta e corretta. Del resto i miglior Team di programmazione su Amiga si son traferiti da tempo sulle console . Uno di questi ( uno dei più blasoanti ) il TEAM 17 ci ha regalato perle indimenticabili come Superfrog, Worms, Project X ma il titolo più famoso rimane indubbiamente Alien Breed. Un gioco con visuale dall’alto dove dovevi blastare orde di alieni tremendamente simili ad Alien . Un successo enorme per l’epoca
Ora viene riproposto come raccolta di quasi tutti i titoli sulle principali piattaforme. In questo caso la domande da porsi sono 2 : Han retto il passare del tempo ? Sono mere e pigre riproposizioni o han fatto un lavoro egregio di ricostruzione e miglioramento ( Tipo Apydia ) ? Scopriamolo
Alien Breed 35th Anniversary Edition è una raccolta dell’iconico franchise originariamente creato negli anni ’90 da Team17 per la piattaforma Commodore Amiga, che nella sua prima era ha dato vita a 6 titoli. Questa release segna la prima volta in cui questi giochi fondamentali saranno disponibili insieme come una collezione definitiva, curata
La Alien Breed 35th Anniversary Collection include versioni completamente emulate di ogni capitolo di Alien Breed creato per la serie di computer Commodore Amiga:
- Alien Breed (1991)
- Alien Breed: Special Edition (1992)
- Alien Breed II: The Horror Continues (1993) (versioni ECS e AGA incluse)
- Alien Breed: Tower Assault (1994) (versioni Amiga e CD32 incluse)
- Alien Breed 3D (1995) (versione CD32)
- Alien Breed 3D II: The Killing Grounds (1996)
- Archivi Digitali In-Game: i giocatori potranno entrare in una stazione spaziale-archivio immersiva e perfettamente integrata nella lore di gioco, ricca di interviste agli sviluppatori, documenti di design inediti, contenuti mai pubblicati e nuovissime modalità di gioco.
Funzionalità moderne aggiornate mantenendo l’anima originale permettono ai giocatori di vivere i formati originali per Commodore Amiga, arricchiti da migliorie quali:
- Meccaniche moderne migliorate: mappatura dei controlli a doppio stick completamente nuova, salvataggi rapidi istantanei, filtri retrò per lo schermo, feedback di vibrazione e meccaniche di gameplay ottimizzate
- Co-op locale e online: multiplayer online peer-to-peer per i titoli che lo supportano
- Nuove sfide nell’universo di gioco: modalità di gameplay inedite e sfide tattiche create appositamente per questa raccolta commemorativa
TUFFO NEI RICORDI O MEGLIO INCUBI
Guardando questi giochi, è lecito pensare che si volesse a tutti i costi creare un gioco di Alien , ma non sia riuscito ad ottenere i diritti di licenza. Tuttavia, Alien Breed è molto più di un semplice ” Alien , ma non proprio”. È una serie che ha generato numerosi sequel, reinterpretazioni di successo e ha persino sperimentato stili di gioco completamente diversi nel corso degli anni.
La raccolata di può suddividere in quattro gruppi specifici: il gioco originale, così come la sua edizione “Gioco dell’anno” pubblicata un anno dopo; i due sequel sempre con visuale dall’alto; il primo tentativo di trasformare Alien Breed in uno sparatutto in prima persona; e il tentativo effettivamente discreto di farlo con il suo sequel diretto.
Alien Breed e Alien Breed: Special Edition ’92
Tutto ebbe inizio con l’originale Alien Breed, una delle killer application più celebri apparse su Amiga nel 1991. Team17 propone uno sparatutto run-and-gun con visuale dall’alto, ambientato in una labirintica stazione spaziale infestata dagli xenomorfi. Il compito è esplorare i livelli, recuperare le chiavi, aprire le porte e raggiungere l’ascensore per il settore successivo, mentre orde di alieni, differenti per caratteristiche e comportamento, cercano continuamente di farci fuori. Per sopravvivere servono riflessi, attenzione e una buona dose di potenza di fuoco.
Il protagonista dispone inizialmente di un fucile mitragliatore, ma durante l’avventura può ampliare il proprio arsenale con nuove armi. Energia e munizioni sono limitate e vanno quindi gestite con attenzione, recuperando le ricariche sparse nei livelli. I crediti raccolti possono invece essere utilizzati nei terminali della stazione per acquistare armi e potenziamenti. Alcune versioni includono nei terminali Intex anche una simpatica versione di Pong. L’obiettivo resta raggiungere l’ascensore, attivando quando necessario l’autodistruzione del settore appena superato. Nei livelli avanzati non mancano inoltre scontri con giganteschi boss alieni, spesso affrontati in spazi particolarmente angusti.
L’ambientazione prende chiaramente ispirazione dalla saga di Alien, soprattutto da Aliens – Scontro Finale, mentre sul piano videoludico si possono riconoscere influenze di Laser Squad e Paradroid. Evidenti anche le analogie con Gauntlet, oltre ai paragoni con Alien Syndrome e Into the Eagle’s Nest. Un mix di azione, esplorazione e atmosfera fantascientifica che contribuì a trasformare Alien Breed in uno dei titoli simbolo dell’Amiga.
ll problema del camminare e sparare contemporaneamente è ora risolto con il supporto per i due stick analogici!C’è persino il supporto per il multiplayer.
È possibile salvare in qualsiasi momento. Modifiche come queste rendono certamente più gestibili gli scontri con le orde di nemici, ma non per questo meno implacabili. E niente può rendere più sopportabile l’assurdamente feroce livello iniziale di Alien Breed II, in cui bisogna prima evitare decine di elicotteri d’attacco automatici in rapido movimento e meteoriti in caduta libera prima di entrare in stretti corridoi pieni di alieni estremamente aggressivi.
Non è però tutto così semplice, perché le munizioni non sono infinite e ogni colpo va dosato con attenzione. Spesso sarà necessario esplorare gli ambienti alla ricerca di nuove armi e risorse, oppure scegliere di evitare gli scontri quando non sono indispensabili. Ed è proprio qui che Alien Breed mostra il suo carattere: dietro la facciata di un classico sparatutto con visuale dall’alto (e, in questa raccolta, anche con supporto al doppio stick) si nascondono meccaniche che anticipano alcuni elementi destinati a diventare fondamentali nel survival horror.
Il gioco era talmente difficile che Team17, in seguito alle recensioni e ai feedback dei giocatori, pubblicò un’edizione economica a prezzo ridotto nello stesso anno. Alien Breed Special Edition perfezionò la curva di difficoltà, ridusse la possibilità di blocchi (nel primo gioco era molto facile rimanere senza chiavi e non poter proseguire) e aggiunse nuovi livelli.
Il secondo capitolo, Alien Breed: Special Edition ’92, riprende sostanzialmente la formula originale senza stravolgerla. Il level design viene rivisto in alcuni punti e la veste grafica beneficia di qualche ritocco, dando vita a un’edizione più rifinita e completa. Una sorta di versione “gioco dell’anno” che, proprio grazie a questi miglioramenti, rappresenta probabilmente il modo più convincente per riscoprire oggi l’originale Alien Breed.
Alien Breed 2 e Alien Breed: Tower Assault
Questi due giochi seguono il principio di riprendere ciò che funzionava nell’originale e di migliorarlo ulteriormente con grafica, controlli, elementi di gioco e level design superiori. Entrambi utilizzano un motore grafico completamente nuovo che ha permesso di creare livelli molto più grandi, pur mantenendo, in linea di massima, lo stesso gameplay.
Un cambiamento significativo è l’inclusione di più uscite per ogni livello, rendendo Alien Breed: Tower Assault molto meno lineare rispetto ai suoi predecessori: la scritta sul retro della scatola vanta più di 276 possibili modi per completare il gioco.
Altri miglioramenti includono la modalità Ritirata, che consente al giocatore di sparare con la propria arma e camminare all’indietro allo stesso tempo, anche se a una velocità leggermente inferiore.
Se cerchi qualcosa di più simile a un vero e proprio gioco d’azione, ti consiglio Tower Assault . Indipendentemente da quale sceglierai, direi che questi due giochi sono i migliori che la serie ha da offrire.
Alien Breed 3D
È il 1995. Sono trascorsi appena due anni dall’arrivo di uno dei titoli più rivoluzionari della storia dei videogiochi: Doom. Il successo dello sparatutto id Software è ormai incontenibile e l’industria si lancia a capofitto nella produzione dei cosiddetti “Doom clone”, termine con cui venivano allora identificati gli FPS prima che il genere trovasse una definizione ufficiale. Anche Team17 decide di cavalcare questa nuova ondata, trasformando Alien Breed in uno sparatutto in prima persona. Sulla carta, l’idea appare decisamente interessante: prendere l’universo di Alien Breed e costruire una sorta di Doom fantascientifico, rinunciando però alla frenesia e all’azione esasperata in favore di un’atmosfera più cupa, opprimente e ricca di tensione.
Ma Alien Breed 3D non è risultato così. A causa della potenza molto limitata dell’Amiga (che, ricordiamolo, NON era in grado di far girare Doom nativamente), il gioco soffriva di un frame rate, prestazioni generali e risoluzione atroci. Anche se gli sviluppatori di questa raccolta rimasterizzata fossero riusciti ad aggiungere un’opzione per estendere la risoluzione dello schermo a un corretto rapporto d’aspetto 4:3, Alien Breed 3D ha un aspetto orrendo. È come cercare di far girare Quake su un Game Boy Advance, riducendo la risoluzione a livelli quasi miopi. Si tratta di una curiosità interessante, che vale la pena giocare per una decina di minuti, e niente di più.
Tuttavia il gioco , è afflitto da un level design ripetitivo e da un gameplay macchinoso
Alien Breed 3D II: The Killing Grounds
Qui siamo di fronte a un autentico salto di qualità. Se Alien Breed 3D aveva lasciato l’amaro in bocca, Alien Breed 3D II: The Killing Grounds dimostra quanto Team17 abbia saputo fare tesoro degli errori commessi, confezionando in appena un anno un sequel decisamente più convincente sotto praticamente ogni aspetto. La risoluzione aumenta, il frame rate risulta finalmente più gestibile e il comparto grafico compie un deciso passo avanti. L’introduzione del salto e della mira libera completa poi un’evoluzione evidente, mostrando come gli sviluppatori siano riusciti a recuperare rapidamente terreno nei confronti di mostri sacri del genere come Quake e Duke Nukem 3D.
E’ un buon gioco? Direi di sì. Non è minimamente paragonabile ad altri sparatutto più famosi della stessa epoca, ma è decisamente più giocabile. Gli sviluppatori della versione rimasterizzata sono anche riusciti a creare un sistema di controllo completamente nuovo per questa specifica versione, con accesso ai comandi a doppio stick e altri miglioramenti che ne ottimizzano l’esperienza di gioco. Rimane comunque una novità, ma è di gran lunga più divertente del pessimo Alien Breed 3D.
CONTENUTI EXTRA
Antstream apre le danze con una sequenza di titoli di testa dal tono solenne, perfettamente in sintonia con l’atmosfera teatrale della serie. Il menu principale è affidato a una robusta e vissuta console che richiama chiaramente i terminali Intex Systems, trasformandosi in un vero e proprio hub dal quale consultare manuali “selezionati”, comandi, slot di salvataggio e modalità single player e multiplayer. A completare il quadro troviamo anche piacevoli infografiche dedicate alle principali informazioni di ogni gioco.
Molti titoli permettono inoltre di scegliere la versione da utilizzare: Alien Breed II, ad esempio, può essere avviato sia con chipset AGA sia con OCS. Non mancano poi piccoli dettagli che fanno la gioia degli appassionati, come le cornici personalizzate e una ricca selezione di filtri video sempre più convincenti. Personalmente, non ho avuto alcuna intenzione di rinunciare alla splendida e abbondante modalità “Mega CRT”, capace di restituire quel caratteristico look da vecchio monitor. Per i quattro capitoli 2D è inoltre disponibile il cooperativo online a scorrimento, mentre la modalità Orda aggiunge un’ulteriore variante all’esperienza: spettacolare da vedere, ma destinata a diventare piuttosto ripetitiva dopo qualche partita.
Oltre ai numerosi giochi e alle build disponibili in questa raccolta, la Alien Breed 35th Anniversary Collection include anche un archivio aggiuntivo ricco di concept art e contenuti extra. L a modalità multiplayer online è stata aggiunta ai giochi inclusi nella collection. Si tratta senza dubbio di una notevole quantità di contenuti, a dimostrazione della cura profusa nella realizzazione dell’intero pacchetto.
È un viaggio brillantemente divertente attraverso la storia di Alien Breed, che contestualizza le ispirazioni, le sfide e le personalità che hanno dato vita a una delle serie più memorabili per Amiga.
IN CONCLUSIONE
Non tutti i titoli raccolti in questa compilation possono essere considerati autentiche pietre miliari. Anzi, alcuni capitoli mostrano inevitabilmente il peso degli anni e risultano tutt’altro che memorabili. Detto questo, Alien Breed 35th Anniversary Collection rappresenta un’interessante occasione per ripercorrere l’intera saga, riscoprendone anche gli episodi più dimenticati grazie a controlli più moderni, prestazioni migliorate e alcune utili aggiunte pensate per rendere l’esperienza più piacevole. Gli appassionati della vecchia scuola e chiunque ami riscoprire la storia dei videogiochi troverà quindi pane per i propri denti. Un’unica raccomandazione: affrontate Alien Breed 3D con cautela. Il suo seguito resta decisamente più interessante. LA raccolta è incompleta dato che mancano
- Alien Breed Evolution (PlayStation 3, Xbox 360 2009)
- Alien Breed: Impact (PlayStation 3, Xbox 360, Microsoft Windows 2010)
- Alien Breed 2: Assault (PlayStation 3, Xbox 360, Microsoft Windows 2010)
- Alien Breed 3 Descent
VERDETTO
Fate un tuffo nel vostro passato ed immaginate una mostra allestita con una cura quasi maniacale. Ogni dettaglio è perfettamente a tema, persino i bagni, e basta un’occhiata per capire quanto gli organizzatori abbiano a cuore ciò che stanno mostrando. O, perlomeno, quanto lo abbiano avuto un tempo. Perché c’è un piccolo particolare: tutte le installazioni interattive sono dedicate ai momenti più nostalgici del vostro passato. Un’esperienza affascinante, sulla carta, ma decisamente meno piacevole quando dovete riviverla.
In una sala vi ritrovate a camminare a piedi nudi su un pavimento disseminato di trappole per topi, illuminato da una luce soffusa che rende il tutto ancora più inquietante. Un’altra espone soltanto mattoncini Lego abbandonati e tappi per le orecchie rovesciati. In una terza potete mettervi pazientemente in fila per ricevere inutili iniezioni, con tanto di ago, mentre la sala più affollata ospita assistenti armati di martello, incaricati di colpire senza pietà il vostro senso dell’umorismo. Alla fine è impossibile negare che la mostra abbia qualcosa di importante da dire sulla natura umana, ma dopo aver provato alcune delle sue attrazioni, il dubbio diventa inevitabile: siamo davvero sicuri di voler vedere tutto ciò che ha ancora da offrire?
Ecco com’è giocare ad Alien Breed 35th Anniversary Collection. Si tratta di una raccolta celebrativa, ricca di omaggi ai fan, riferimenti storici e miglioramenti pensati per rendere l’esperienza di gioco più piacevole. Ma la spesso incurante mancanza di equilibrio, il ritmo e la curva di difficoltà tipica della serie Alien Breed non sono invecchiati bene. È divertente scoprire questi dettagli, certo, ma riviverli? Non ne sono del tutto convinto.
I primi due capitoli sono uno sparatutto dall’alto accessibile, facile da imparare e da giocare, ma incredibilmente difficile da completare grazie al suo sistema di inventario limitato. Davvero divertente per sessioni di gioco brevi. Inoltre, ha una grafica piuttosto buona per gli standard odierni. Le sue due versioni sono praticamente identiche.
In sostanza, questi sequel sono praticamente identici agli originali, solo migliorati dal punto di vista tecnico. Tower Assault è un po’ più aperto, mentre Alien Breed 2 può essere considerato tecnicamente il miglior gioco della collezione.
Alien Breed 3d è un clone disastroso di Doom che, sia nell’aspetto che nella giocabilità, sembra un tentativo di far girare Quake su un Game Boy Advance. Questo gioco è una novità, non un’esperienza divertente.
Il sequel 3d pur rimanendo inferiore ad altri sparatutto in prima persona dell’epoca, per il 1996 è davvero notevole. È molto più giocabile, ha una tecnologia migliore e un level design più curato.
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