DUNGEON ANTIQUA 2
(2026 @ Shiromofu Factory ) – ( PC Steam – Nintendo Switch/2 – Ps4/ps5 )
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Rivivi l’epoca d’oro dei giochi di ruolo dungeon crawler con Dungeon Antiqua 2! Un dungeon crawler 2D in stile retrò, ricco di nostalgia per il Super Nintendo. Combatti, affetta e sopravvivi a implacabili scontri a scorrimento laterale! Con 10 classi e infinite combo di abilità, crea il gruppo definitivo e conquista gli abissi
Dungeon Antiqua 2 è un RPG dungeon-hack-and-slash 2D caratterizzato da grafica e sonoro in pixel art in stile SNES.
Ti aspetta un’avventura dal sapore retrò, che unisce l’esplorazione strategica a un sistema di creazione del personaggio estremamente flessibile.
CARATTERISTICHE
EDIZIONE FISICA
Non prevista al momento
STORIA
Questo gioco si svolge centinaia di anni dopo gli eventi di Dungeon Antiqua.
Potreste persino incontrare alcuni personaggi familiari del gioco precedente…
Da allora, sono trascorse innumerevoli lune…
Mentre le generazioni si intrecciavano,
lei continuava silenziosamente a compiere il suo dovere.
Ma alla fine, giunse il momento e il silenzio fu rotto.
Vecchia e stanca, raccolse le sue ultime forze
e spiegò le ali per trovare l’eroe…
GAMEPLAY
I BUON VECCHI JRPG DI UNA VOLTA
Non ho avuto modo di giocare il primo capitolo ma mosso dalla curiosità che lo descrivevano come un piccolo (anzi, piccolissimo) DRPG realizzato con il motore “Pyxl” da Shiromofu Factory, incentrato su un’idea geniale, ho recuperato con sommo ritardo il secondo Il primo capitolo era una sorta di mix di Wizardry con Final Fantasy dell’era Famicom, sfruttando quest’ultimo per rendere il primo più accessibile ai giocatori occasionali? È stato un tentativo affascinante, e giustamente han prodotto un sequel uscito a gennaio 2026, che riprende il concetto originale in una direzione simile, ma decisamente diversa.
FINAL FANTASY INCONTRA WIZARDRY
Proprio come nel primo gioco, la trama è piuttosto scarna. Molti anni dopo gli eventi precedenti, la fata ormai anziana guida un nuovo gruppo di avventurieri per sconfiggere un mega cattivo che si nasconde dietro una serie di lugubri dungeon. La novità, questa volta, è che lo stile del Nes è stato aggiornato al Super Nes, e in particolare si ispira a Final Fantasy 5. È proprio quest’ultimo che piace ai più poiché il suo umorismo bizzarro lo distingue dal motivo per cui la maggior parte delle persone apprezza la serie (il melodramma), e il sistema delle classi è un magnifico esempio di come il gameplay possa essere impostato e di come il turbogrinding sia fondamentale. Dungeon Antiqua 2 mette in secondo piano gli elementi di Wizardry, concentrando l’energia in eccesso sul sistema delle classi. È un ottimo gioco.
In Final Fantasy 5, il multiclasse era una questione di scelta deliberata ma semplice, dato che si aveva a disposizione uno slot per trasferire un’abilità. In Dungeon Antiqua 2, invece, si hanno ben tre slot, il che significa che i vostri tentativi di multiclasse potrebbero facilmente trasformarsi in un miscuglio alla Frankenstein di diverse classi, dando vita a una formazione di gruppo bizzarra ma incredibilmente potente. Questo rende il grinding ancora più divertente! Se, insomma, vi piace questa particolarità di gioco fine a se stesso. Ma a differenza di Final Fantasy 5, questo gioco non vi consegna le chiavi del regno delle classi. Dovete guadagnarvele.
È qui che entra in gioco l’esplorazione dei dungeon. La parte di Wizardry del primo gioco era quanto di più tradizionale si potesse immaginare. La visuale all’interno dei dungeon era in parte oscurata e le mappe avevano un’intelligente meccanica di scorrimento infinito che rendeva la navigazione opportunamente confusionaria. Il sequel è un po’ più indulgente, aumentando leggermente il campo visivo e abbandonando lo scorrimento in favore di una struttura labirintica più classica. Ciò che viene oscurato sono elementi come porte e nemici, che non si potranno vedere finché non ci si avvicina, rendendo il giocatore vulnerabile agli attacchi sui fianchi. La parte interessante, però, è la possibilità di muoversi lateralmente, tenendo premuto un pulsante per rimanere fermi e guardare in avanti, schivando così gli sprite dei nemici che si muovono a scatti. È bizzarro da vedere in movimento, considerando che il tutto si svolge nello stile grafico dei primi giochi per SNES, ma è interessante vedere un tentativo di qualcosa di diverso.
QUALCHE SQUILIBRIO NEL GAMEPLAY
Dovrete affrontare questi dungeon non solo per progredire nella storia, ma anche per sbloccare elementi importanti per la formazione del gruppo, come incantesimi di alto livello. Dovrete inoltre conquistare dungeon sfida speciali per sbloccare le classi, alcune delle quali limitano le vostre azioni (come ad esempio la possibilità di usare solo la magia per sbloccare il Vescovo). Questi dungeon sono impegnativi, e ciò è comprensibile dato che rappresentano il fulcro del fascino di questo gioco. Ogni piccolo dettaglio in un gioco di queste dimensioni è importante, e ogni nuova difficoltà che incontrerete sarà ben ponderata e parte integrante di un’esperienza coerente. Considerando quanti omaggi sono presenti nella serie Dungeon Antiqua, la sua identità emerge chiaramente nelle scelte intelligenti fatte dagli sviluppatori nel trasporre le idee da un’ambientazione all’altra, e nel modo in cui le sue meccaniche di gioco si integrano nel design complessivo.
Per quanto ben progettato, Dungeon Antiqua 2 perde slancio sorprendentemente presto. In parte, questo sembra essere un effetto collaterale dell’abbandono della rigidità tipica di Wizardry. Ci sono meno restrizioni (ad esempio, nessun allineamento), i dungeon sono più facili da esplorare e, almeno fino alle fasi avanzate del gioco, anche il combattimento è molto più semplice, a patto di mantenere un livello adeguato. Non si ricomincia nemmeno dal livello uno quando si cambia classe, quindi l’aspetto rischioso del multiclasse è sparito. E con una tale enfasi sul sistema delle classi, sembra che 10 classi in totale siano un numero un po’ troppo basso per sfruttare appieno le differenze di questo gioco rispetto a Final Fantasy V. E a proposito di varietà, il bottino e l’equipaggiamento sembrano decisamente incompleti, con lunghi tratti di gioco che passano senza miglioramenti significativi oltre al semplice aumento di livello. Tutto questo insieme dà l’impressione che, forse, gli spigoli del primo gioco siano stati smussati un po’ troppo aggressivamente.
La combinazione tra le meccaniche di Wizardry e la grafica e il sistema di combattimento di Final Fantasy in Dungeon Antiqua è un concetto innovativo, che ha chiaramente il potenziale per dare vita a una nuova serie nel panorama degli RPG indie. Aspettavo Dungeon Antiqua 2 da mesi, soprattutto perché l’aggiunta di un sistema di classi in stile Final Fantasy V sembrava un modo perfetto per introdurre una novità nel sequel. Tuttavia, per quanto l’esperienza sia complessivamente divertente, c’è un eccesso di “correzione” sul lato Wizardry, un elemento che non credo fosse richiesto da chi ha apprezzato il primo capitolo. Senza questa componente di attrito, il gioco risulta un po’ più generico, perdendo parte della sua forte identità. Rimane comunque un’esperienza fantastica, soprattutto per i fan di giochi come Bravely Default o Etrian Odyssey. Speriamo che il terzo capitolo abbia un’altra possibilità di raggiungere quel perfetto equilibrio a cui il secondo punta chiaramente.
GRAFICA E SONORO
Il gioco offre una grafica in pixel art stile snes colorata e piacevole e le musiche ricordano a tratti sia quelle di Final fantasy ma anche quelle di Estopolis (Lufia )
Nessun filtro presente quindi riviviamo nel bene o nel male i 16bit ! Con tutti i limti del caso.Possibilità di mettere sfondi mantendo la grafica 4:3
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- Pixel Art a 16-Bit: Personaggi, mostri e ambienti sono realizzati interamente con sprite bidimensionali curati nei minimi dettagli, che ricreano l’atmosfera nostalgica dei vecchi dungeon crawler.
- Prospettiva Isometrica: L’esplorazione e i combattimenti si svolgono con una visuale dall’alto (isometrica), ideale per gestire le formazioni del tuo gruppo e studiare i movimenti dei nemici.
- Sistema di Luce Dinamico: Nonostante lo stile retrò, il gioco utilizza un sistema dinamico per la gestione della visibilità (la cosiddetta Fog of War). La mappa viene svelata solo man mano che il cono di luce dei tuoi personaggi illumina i corridoi bui dei sotterranei.
IN CONCLUSIONE
Il sequel di Dungeon Antiqua sembra meno un’evoluzione dell’originale e più una lettera d’amore ai sequel realizzati tra l’era a 8 bit e quella a 16 bit. E non fraintendetemi, questo è senza dubbio un pregno. La grafica è migliorata, con più colori, eppure i design familiari sono rimasti per lo più invariati rispetto all’originale. Il sistema di gioco è lo stesso nel concetto, ma si è evoluto in modi che cambiano completamente il paradigma di come si gioca. La musica è molto più ricca, con una strumentazione che può contare su pianoforti e archi rispetto alle onde sonore del NES. Credo che per apprezzare appieno ciò che Dungeon Antiqua 2 riesce a fare, giocare all’originale sia quasi obbligatorio prima di affrontare questo, almeno quanto basta per comprendere la visione degli sviluppatori. L’influenza di Final Fantasy V è evidente praticamente ovunque, persino nell’utilizzo dello stesso soundfont del classico per SNES, ma il gioco mantiene comunque l’identità dell’originale.
VERDETTO
Il sequel è un’opera a sé stante. Il concetto di incrocio tra Wizardry e Final Fantasy rimane invariato, ma con una profondità decisamente maggiore. Invece di un singolo dungeon, ce ne sono ben sei da esplorare, e gli oggetti trovati in un dungeon possono sbloccare aree in un altro, rendendo il gioco più vario e avvincente. Il gioco è anche molto più corposo in generale: la mia partita è durata 12 ore, contro le 4 ore del primo capitolo.. Gli incontri casuali sono stati eliminati e sostituiti da sprite di campo che permettono di aggirarli per un attacco a sorpresa, oppure ci si può ritrovare alle spalle di un nemico ben nascosto mentre si esplora uno dei tanti dungeon. Più equipaggiamento, più musica, più storia e un sistema di guarigione post-battaglia non dissimile da quello di Chrono Cross: questo gioco appare pienamente realizzato, persino un po’ in anticipo sui tempi per l’epoca che cerca di emulare.
Tuttavia, mentre l’originale aveva una struttura molto più definita, che non dava il tempo di annoiarsi con il grinding o la monotonia prima della fine, ho la sensazione che questo possa risultare un po’ troppo lungo, con i combattimenti che rallentano il ritmo e consumano risorse. Le battaglie, persino quelle contro i boss più difficili, non sembrano mai rappresentare una vera sfida; non ci sono molti “enigmi” da risolvere e molti incantesimi o abilità non sembrano proporzionati alle minacce che si affrontano. C’è stato solo uno scontro con un boss da cui ho dovuto ritirarmi per cambiare l’intero gruppo e affrontarlo, e non era nemmeno il boss finale. Anche i dungeon diventano un po’ ripetitivi, di nuovo, solo uno dei sei dungeon ha una meccanica diversa e non era particolarmente divertente. Credo che si sarebbe potuto dedicare più tempo a rendere i dungeon o i combattimenti più unici, ma questa critica è sorta solo dopo l’undicesima ora di gioco.
Nel complesso, lo consiglio vivamente, soprattutto se avete intenzione di giocare a entrambi i capitoli. Devo ammettere che mi incuriosisce l’idea di vedere mai Dungeon Antiqua 3 con una grafica in stile PS1/N64, anche se probabilmente è chiedere troppo a uno sviluppatore indipendente, ma mi piacerebbe comunque molto.
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