Home Review
FINAL FANTASY RESONANCE – Recensione –

(2026 @ Square Enix ) -  ( PC Steam - Nintendo Switch/2 - Ps4/ps5 )

FINAL FANTASY RESONANCE – Recensione –

(2026 @ Square Enix ) -  ( PC Steam - Nintendo Switch/2 - Ps4/ps5 )

di LittlePellizza
A+A-
Reset

FINAL FANTASY RESONANCE

(2026 @ SQuare Enix ) –  ( PC Steam – Nintendo Switch/2 – Ps4/ps5 )

TRANSLATE OPTION :   

INFO

Torna nel mondo in pixel art di FINAL FANTASY, che si è evoluto dalle sue basi classiche. Viaggia insieme a dei compagni uniti dal destino e invoca delle Vision che ti aiuteranno in battaglia per scoprire la verità dietro a una forza che minaccia di ridurre tutto in rovina.

Final Fantasy Resonance uscirà per PlayStation 5 , Xbox Series , Switch 2 , Switch e PC tramite Steam e Microsoft Store il 22 ottobre.

 

 

 

Header 1 Header 2
   
 
FINAL FANTASY RESONANCE
Data  pubblicazione 22 OTTOBRE 2026
Genere JRPG
Tema FANTASY
Origine JAPAM
Sviluppo Square Enix, LANCARSE Ltd.
Pubblicazione Square Enix
Lingua

Inglese – GIAPPONESE – CINESE

ED ALTRE 10 lINGUE

ITALIANO : NO

Piattaforme
Sito Ufficiale LINK UFFICIALE
CARATTERISTICHE

Ritorna nel mondo in pixel art di FINAL FANTASY, evoluto dalle sue radici classiche. Viaggia con compagni legati dal destino e invoca le Visioni per ottenere aiuto in battaglia e scoprire la verità dietro una forza che minaccia di portare tutto in rovina.

  • Pixel art cinematografica

    E se FINAL FANTASY avesse continuato a spingere i limiti della pixel art? Il primo FINAL FANTASY ad unirsi alla linea HD-2D, FINAL FANTASY RESONANCE offre un’esperienza visiva straordinaria, allo stesso tempo nostalgica e innovativa, arricchita da inquadrature dinamiche e modelli 3D pixelati che rendono ogni momento più drammatico e coinvolgente.

  • Un ritorno alla familiarità

    Un’avventura RPG classica si svolge in un mondo ricco di elementi amati di FINAL FANTASY: dirigibili, cristalli, esper e moogle intrecciati alla trama, e molto altro ancora.

  • battaglie strategiche a turni

    Sfrutta le debolezze del nemico per destabilizzarlo, infrangendo le sue difese per ottenere turni extra e prendere il sopravvento con potenti attacchi di Risonanza in battaglie cinematografiche plasmate da scelte intelligenti.

  • Leggende di FINAL FANTASY

    Potenzia la tua squadra con le Visioni, echi degli amati personaggi di FINAL FANTASY, che combattono al tuo fianco con abilità e capacità uniche per una personalizzazione approfondita del party.

  • Ore di contenuti extra da scoprire

    Il mondo è pieno di segreti, tra cui il maestro di spada errante Gilgamesh, un Colosseo con mostri letali e ricompense altrettanto letali, la Camera delle Armi con formidabili nemici sigillati all’interno di armi leggendarie e uno scontro finale con Ultima Weapon.
EDIZIONE FISICA

Disponibile un edizione standard per le maggiori piattaforme

Disponibile sul tito Square un edizione da collezione

STORIA

Il Regno dei Cavalieri, Grandshelt.
I suoi abitanti vivevano una vita pacifica, benedetti dal potere dei cristalli.

Rain, comandante della squadriglia di dirigibili, riceve un decreto reale: indagare sul Santuario della Terra, la cui barriera magica si è indebolita, e scoprirne la causa insieme a Lasswell, suo amico d’infanzia e vicecomandante.
Giunti nella camera più interna del santuario, i due incontrano un misterioso uomo avvolto in un’armatura nera. Sopraffatti dal suo immenso potere, Rain e Lasswell vengono sconfitti e il Cristallo della Terra si frantuma davanti ai loro occhi.
Sebbene Rain e Lasswell sopravvivano a stento, il loro dirigibile è distrutto e i loro compagni sono caduti…

Al loro ritorno, Rain e Lasswell trovano Grandshelt sotto attacco da parte dell’uomo in armatura: Veritas delle Tenebre. Riescono a salvare il re, ma subiscono ancora una volta una schiacciante sconfitta.

Per proteggere i Cristalli rimasti sparsi per il mondo, Rain e Lasswell intrapresero un viaggio alla ricerca di Veritas delle Tenebre, accompagnati da Fina, la misteriosa ragazza che avevano incontrato a Grandshelt.

In quel momento, nessuno di loro avrebbe potuto immaginare il destino turbolento che li attendeva.

E così, la loro missione ebbe inizio…

GAMEPLAY

La speranza risuona all’interno dei cristalli

Un po’ di nostalgia. Ricordo ancora quando avevo l’Amiga e andai dal mio ex amico (ma amico nel momento del bisogno), Riccio, che mi mostrò lo SNES. I primi due titoli che vidi furono Soul Blazer e Final Fantasy II (IV in Giappone). Ne rimasi talmente affascinato che, da quel momento in poi, il mio unico obiettivo fu riuscire a procurarmi uno SNES, rigorosamente americano e non PAL, Gig!
Final Fantasy II fu un colpo al cuore. Non tanto per la grafica, quanto per l’atmosfera, per quel modo così cinematografico di introdurre il gioco e i personaggi, per le musiche strepitose e per il Mode 7. Impossibile non innamorarsene. Il primo gioco originale che acquistai, spendendo una cifra non indifferente, appena presa la console, fu Final Fantasy III (VI in Giappone). Praticamente la perfezione degli JRPG di quel tempo.

   

Final Fantasy: tradizione e innovazione, il dilemma di una saga leggendaria

Final Fantasy rappresenta una delle saghe più longeve e influenti nella storia dei videogiochi, ma mantenere vivo l’interesse dei giocatori capitolo dopo capitolo è una sfida tutt’altro che semplice. Da una parte c’è chi invoca nuove idee, rivoluzioni nel gameplay e cambiamenti capaci di rinnovare la formula; dall’altra, invece, ci sono i fan più legati alle origini, quelli che vorrebbero vedere la serie rimanere il più fedele possibile alla propria identità originale (e sì, faccio parte di questa seconda fazione). D’altronde, sono proprio quelle meccaniche, quell’atmosfera e quegli elementi distintivi ad aver fatto innamorare milioni di giocatori del franchise.
A dire il vero, entrambe le posizioni hanno le proprie ragioni, e trovare un equilibrio tra le due è probabilmente uno dei grattacapi più grandi per gli sviluppatori. Nel corso degli anni, la serie Final Fantasy si è ritrovata più volte al centro di questo dibattito, raccogliendo consensi e critiche da parte di una community tanto appassionata quanto divisa. Ed è proprio in questo delicato equilibrio tra passato e futuro che si inserisce Final Fantasy Resonance, un progetto che punta a mettere d’accordo entrambe le fazioni, mescolando il gameplay classico e gli elementi più iconici della saga con nuove idee e meccaniche. La domanda, naturalmente, è una sola: riuscirà davvero a innovare senza tradire lo spirito di Final Fantasy?
Final Fantasy Resonance rappresenta oggi un momento di chiusura del cerchio, applicando finalmente il consolidato formato HD-2D a uno dei pionieri del genere JRPG. Il gioco si interroga su cosa Final Fantasy sarebbe potuto diventare se avesse continuato a evolversi attraverso la grafica pixel invece che 3d, e il risultato è un gradito promemoria di ciò che ha reso le sue prime avventure così amate.

Prima di addentrarci nel vivo di questa recensione, è doveroso fare una precisazione: Final Fantasy Resonance non è un capitolo completamente inedito della saga, bensì una rielaborazione di Final Fantasy Brave Exvius, il titolo per dispositivi mobili originariamente pubblicato nel 2015. Attenzione, però, perché definirlo una semplice conversione sarebbe decisamente riduttivo.
Gli sviluppatori hanno infatti scelto di rimettere mano all’esperienza originale in maniera significativa, eliminando completamente le microtransazioni e le meccaniche gacha che caratterizzavano il gioco mobile. Una decisione che, almeno sulla carta, rappresenta già un ottimo punto di partenza per offrire un’avventura più appagante e accessibile.
Ma le novità non si fermano certo qui. La narrazione è stata rivista e semplificata per garantire un ritmo più scorrevole, mentre i personaggi ricevono maggiore approfondimento e nuove trame ampliano l’intreccio narrativo. Anche il mondo di gioco è stato oggetto di un’importante espansione, con mappe più vaste e città decisamente più grandi da esplorare. A completare il pacchetto troviamo, infine, un comparto grafico profondamente rinnovato, pensato per dare nuova vita all’avventura.
Insomma, Final Fantasy Resonance sembra voler andare ben oltre la semplice operazione nostalgia, proponendosi come una versione riveduta, corretta e arricchita dell’esperienza originale. Di conseguenza, anche chi ha già trascorso ore e ore su Final Fantasy Brave Exvius potrebbe trovare in questa nuova edizione parecchi motivi per tornare a esplorare il suo mondo. La quantità di modifiche e contenuti aggiuntivi, infatti, promette un’esperienza sensibilmente più ricca, capace di sorprendere persino i veterani del titolo mobile.

 

Trama e personaggi di Final Fantasy Resonance

La storia e’ a se stante rispetto agli altri capitoli della saga .
Resonance è ambientato a Lapis, un mondo di nazioni dove maestosi cristalli sono all’avanguardia della civilta
Una di queste nazioni, il Regno di Grandshelt, introduce il protagonista, Rain, un abile cavaliere a capo della divisione di aeronavi dell’esercito. Al suo fianco c’è Lasswell, suo fratello adottivo e vicecomandante. Insieme, i due sono fonte di immenso orgoglio per i Cavalieri di Grandshelt.

Quando il Re ordina loro di indagare sull’indebolimento della barriera magica che protegge il Santuario della Terra, scoprono un misterioso e imponente uomo in armatura nera, la Veritas dell’Oscurità ( uno dei sei Sworn ) . Questi distrugge il cristallo e i due sopravvivono a stento allo scontro, riuscendo a tornare dal Re, prima di essere sconfitti ancora una volta. Consapevoli di dover salvare la terra di Grandshelt e oltre dalla distruzione, recuperando i cristalli rimanenti, si mettono sulle tracce della Veritas dell’Oscurità insieme a Fina, una ragazza senza memoria che incontrano lungo il cammino.

Tuttavia, il gruppo non rimarrà piccolo a lungo. Durante il loro viaggio, Rain e Lasswell incontreranno diversi nuovi personaggi che si uniranno a loro. Lid è un’ingegnera grintosa che lavora sui dirigibili e ha creato un Chocobo meccanico, Mechabo. Nichol è un guardiano del Santuario dell’Acqua, chiamato il Custode delle Acque. È un abile stratega che può potenziare i membri del suo gruppo utilizzando diverse formazioni di battaglia. Jake è il leader armato di una fazione ribelle che cerca di liberare l’Impero Zoldaad dal suo dominio tirannico. Sakura è una saggia di Mysidia con notevoli abilità magiche ed è l’ultima a unirsi alla squadra.
Ma che dire della prima arrivata nel gruppo, la misteriosa Fina? Beh, a parte il suo incrollabile ottimismo, si scopre che è in grado di comunicare con gli Esper ( tipo terra di Final Fantasy VI ), un elemento ricorrente nei giochi di Final Fantasy . Dopo aver trovato il covo di un Esper e averlo convinto a unirsi al gruppo, ovviamente dopo averlo sconfitto in combattimento, Fina può invocarlo in battaglia quando necessario. Gli Esper sono notoriamente potenti e possono fare la differenza negli scontri più difficili.

Rain e Lasswell sono personaggi particolarmente affascinanti perché, nonostante la loro stretta relazione e le circostanze condivise, non si limitano a perseguire gli stessi obiettivi. Entrambi hanno aspirazioni e motivazioni distinte che influenzano le loro decisioni, pur rimanendo i loro percorsi strettamente intrecciati. La loro evoluzione funziona particolarmente bene perché la loro relazione non oscura mai completamente la loro individualità, né le loro ambizioni personali sminuiscono l’importanza del loro legame.

Nel frattempo, Lid, appassionato di dirigibili, e l’enigmatico Jake brillano grazie ai loro rispettivi trascorsi e motivazioni. Il cast, in generale, si completa a vicenda in modo eccellente e le relazioni risultano sempre più naturali. Un utile sistema ricorda le scenette presenti in tutta la saga di Tales of. Durante l’esplorazione, è possibile imbattersi in conversazioni opzionali tra i membri del gruppo che approfondiscono le loro personalità, le loro relazioni e le loro reazioni all’ambiente circostante.

Queste interazioni sono costantemente piacevoli e contribuiscono notevolmente a far sì che il gruppo sembri un vero e proprio gruppo di compagni, piuttosto che un insieme di personaggi che comunicano solo quando la trama principale lo richiede. Se proprio devo trovare un difetto, avrei preferito che alcune di queste conversazioni durassero di più, dato che alcune si interrompono proprio quando i dialoghi iniziano a diventare particolarmente divertenti.
Purtroppo, Fina, uno dei personaggi principali, è il punto debole del film. È un personaggio intrigante e la sua personalità allegra si integra bene con il resto del cast, eppure non diventa un punto focale della storia se non molto, molto più avanti. Tuttavia, non ha rappresentato un vero e proprio ostacolo, e il suo sviluppo finale ha sicuramente i suoi meriti.
Per fortuna, la trama generale è perlopiù coerente. A parte il ritmo nella seconda metà, che non mi ha convinto del tutto, ogni tappa del viaggio introduce in modo eccellente nuove ambientazioni e personaggi che si integrano perfettamente in questo mondo sfaccettato

Poi ci sono i cattivi, i Sei Sworn . Inizialmente appaiono come forze malvagie quasi comiche, che fanno ben poco per meritare un vero interesse, ma nel giro di pochi capitoli rivelano sfumature più complesse. I colpi di scena che li riguardano non sono esattamente sottili, eppure il dramma che ne consegue è, nella maggior parte dei casi, avvincente.
Detto questo, alcuni sviluppi importanti non ricevono le reazioni che meriterebbero. I personaggi possono reagire a rivelazioni significative o eventi drammatici con una sorprendente mancanza di urgenza, il che fa sì che certi momenti sembrino meno rilevanti di quanto la storia chiaramente intenda. L’occasionale discrepanza di tono diventa evidente quando la narrazione circostante si prende altrimenti sul serio.

Resonance si presenta come un’avventura completa e originale che sfrutta efficacemente i suoi personaggi e la sua ambientazione. Pur avendo origini simili a Brave Exvius, risulta autentico e accessibile anche ai giocatori meno esperti del genere gacha, come me.

 

GAMEPLAY

Il game system di Resonance funziona in modo più coerente, grazie alla crescita continua dei personaggi e a numerose attività secondarie avvincenti. Le battaglie vedono la partecipazione di quattro membri del party attivi che operano come ci si aspetterebbe da un JRPG tradizionale a turni. Ognuno ha un ruolo ben definito in combattimento, plasmato da statistiche, equipaggiamento e abilità apprese nel tempo e in continua evoluzione.

Si torna alle origini della saga con un classico sistema di combattimento a turni basato sulle debolezze elementali e sulle meccaniche di stordimento, introducendo però una novità interessante: i Santuari della Luce, disseminati nelle diverse regioni del mondo di gioco. Visitandoli, sarà possibile ottenere nuove Visioni che richiamano alcuni dei personaggi più iconici del franchise, tra cui Tidus, Cloud, Terra, Clive e il Guerriero della Luce.
Ogni Visione possiede un potere d’attacco unico e un’animazione estesa.

Le Visioni non sono semplici omaggi al passato: i loro poteri possono essere assegnati ai membri del gruppo, introducendo una sorta di sistema di classi che permette di sperimentare diverse strategie in base ai nemici affrontati. Stordendo l’intero gruppo avversario, sarà inoltre possibile scatenare un potente attacco di Risonanza, unico per ogni Visione e accompagnato da una sequenza animata dedicata. Ogni attacco può infliggere danni elementali o fisici, rendendo fondamentale scegliere la Visione più adatta per sfruttare le debolezze nemiche e massimizzare i danni.
Potete immaginare quanto le Visioni possano trasformare radicalmente le build dei personaggi, sia che si tratti di amplificare un punto di forza esistente, sia di conferire a qualcuno un ruolo aggiuntivo in combattimento. Ad esempio, Clive e Squall sono Visioni di fuoco incredibilmente potenti, in grado di decimare i nemici vulnerabili a questo elemento. Equipaggiarne una può incrementare drasticamente l’attacco di un personaggio, soprattutto contro avversari le cui debolezze elementali coincidono con le abilità della Visione.
I giocatori possono anche potenziare le Visioni più volte con oggetti di potenziamento dedicati, sbloccando abilità sempre più potenti. Influiscono anche sulla progressione generale del personaggio, poiché i membri del gruppo e le Visioni salgono di livello separatamente e apprendono nuove abilità. Tuttavia, l’esperienza delle Visioni è legata a ciascuna coppia di personaggi, quindi non è possibile potenziare una Visione e averla completamente sviluppata per ogni membro del gruppo.
L’intelligente scelta di design incoraggia decisioni più ponderate sulla composizione del gruppo. Le opzioni disponibili dipendono in parte da chi hai utilizzato e da come lo hai utilizzato, rendendo la sperimentazione un investimento significativo. In alternativa, potresti sempre dedicarti al grinding, ma non è pratico se vuoi sviluppare al massimo ogni possibile combinazione di Visione e personaggio


Oltre alle classiche meccaniche di potenziamento, indebolimento e cura, nelle prime ore di gioco prenderete subito confidenza con il gioco. È davvero impressionante quanto intuitivi risultino gli scontri di Resonance, pur offrendo sufficiente profondità e possibilità di scelta da evitare la monotonia. Capire le affinità dei nemici è abbastanza semplice, ma capire come sfruttarle efficacemente mantenendo il gruppo pronto richiede molta più riflessione.
La modalità difficile accentua tutti questi aspetti, offrendo diverse impostazioni di difficoltà tra cui è possibile passare in qualsiasi momento e, se avete familiarità con i giochi di ruolo a turni o con i classici Final Fantasy, vi consiglio vivamente di provare la modalità difficile.
Sebbene alcuni scontri con i boss possano risultare un po’ lunghi, la maggiore difficoltà rende la composizione del gruppo, le combinazioni di Visione e l’attenta gestione delle debolezze un’esperienza appagante. Non ci si può sempre affidare all’attacco diretto, e gli scontri più impegnativi spingono a sfruttare appieno le potenzialità del sistema di combattimento.

 

MISSIONI SECONDARIE

Oltre alla storia principale, Final Fantasy Resonance offre una buona quantità di contenuti secondari. Potrete esplorare ogni regione alla ricerca dei Santuari della Luce e sbloccare tutte le Visioni, affrontare avversari sempre più temibili nel Colosseo per ottenere ricompense preziose e scoprire la Camera delle Armi, nascosta su una delle isole e contenente equipaggiamenti leggendari per ogni personaggio. Per conquistarli, dovrete superare prove specifiche legate a ciascuna arma, fino ad arrivare allo scontro con la temibile Ultima Weapon. Buona fortuna!
Una volta raggiunto un certo punto dell’avventura, si sbloccheranno anche missioni opzionali dedicate ai compagni, che permetteranno di potenziarne le statistiche, rafforzare i legami e approfondire il loro passato e le rispettive motivazioni. Personalmente, alcune di queste missioni si sono rivelate tra le mie preferite dell’intero gioco, un risultato notevole considerando quanto abbia apprezzato anche la maggior parte degli incarichi legati alla storia principale.
La cosa più strana è la disinvoltura con cui queste conversazioni rivelano eventi e colpi di scena significativi di altri titoli di Final Fantasy. Per i fan di lunga data, questi riferimenti potrebbero essere piacevoli richiami a personaggi familiari, ma per i nuovi giocatori rappresentano un’introduzione davvero bizzarra a storie che non hanno mai vissuto. Capisco il fascino di celebrare la storia del franchise, ma avrei preferito che queste sequenze mostrassero maggiore moderazione nel trattare rivelazioni importanti.
Il loro scopo sembra inoltre alquanto limitato al fanservice, soprattutto perché le conversazioni stesse non sembrano avere molta rilevanza a livello di meccaniche di gioco. Le missioni secondarie sono un’altra attività frequente e, nella maggior parte dei casi, svolgono un ottimo lavoro nell’espandere il mondo di gioco.

In questo gioco Gilgamesh è al tempo stesso un potente spadaccino errante e un bambino capriccioso

Le missioni secondarie più memorabili si ricollegano direttamente agli eventi della storia principale o si concentrano su specifici membri del gruppo, aggiungendo un contesto che rende i luoghi e gli abitanti dell’avventura più interconnessi. In parte, vorrei che tutte le missioni secondarie seguissero questo approccio, dato che alcune sparse per il mondo si riducono a semplici e noiose commissioni che avrebbero potuto essere condensate in dialoghi opzionali con i PNG.
In ogni caso, i successi sono di gran lunga superiori agli insuccessi. Le tavolette collezionabili chiave sono sparse per il mondo, e il raggiungimento di determinati traguardi offre ricompense sempre più preziose attraverso una principessa autoproclamata affetta da amnesia. Avrei preferito che ci fossero meno tavolette e che fossero nascoste in modo più creativo. Un numero sorprendente di esse si trova in bella vista, il che rende il loro ritrovamento meno appagante rispetto alla scoperta di un percorso segreto o di un luogo

 

ESPER

È possibile reclutare queste entità per l’evocazione sconfiggendole in prove dedicate, generalmente situate in aree distinte della mappa del mondo. La loro distribuzione rende la scoperta di nuove regioni particolarmente emozionante, poiché ogni capitolo offre la possibilità di incontrare un’altra potente evocazione. Gli Esper sono inoltre estremamente utili in battaglia perché è possibile evocarli ripetutamente finché si dispone di sufficienti MP.
Considerata la forte enfasi che il sistema di combattimento pone sulle affinità elementali, i loro attacchi possono rivelarsi preziosi quando si cerca di sfruttare una particolare debolezza o di volgere a proprio favore uno scontro difficile.


I dungeon sono probabilmente l’aspetto che mi ha sorpreso di più. Non si tratta di labirinti grandiosi e intricati, ma, proprio come la personalizzazione del personaggio e il combattimento, trovano un delicato equilibrio tra la necessità di scelte significative e la loro accessibilità.

 

GRAFICA E SONORO

Sul fronte grafico, Final Fantasy Resonance si discosta dai capitoli precedenti adottando uno stile HD-2D, già apprezzato in titoli come Octopath Traveler II. Una scelta azzeccata per un gioco che punta a preservare il fascino classico della saga, proiettandolo al tempo stesso nella modernità. Gli sprite dei personaggi sono ricchi di dettagli e animazioni, mentre le splendide illustrazioni disegnate a mano accompagnano efficacemente le finestre di dialogo.
Purtroppo, non tutte le sperimentazioni visive convincono. Le sequenze animate, che mescolano inquadrature particolari, sprite bidimensionali e modelli tridimensionali in stile pixel art, risultano spesso poco riuscite, dando vita a un insieme piuttosto bizzarro che ricorda una combinazione maldestra di CGI e animazione stop-motion. Fortunatamente, queste scene sono relativamente rare e non compromettono più di tanto l’esperienza. Per il resto, Final Fantasy Resonance è visivamente splendido e riesce a rendere l’esplorazione dei suoi mondi un autentico piacere.


Il sound design è superbo sotto ogni aspetto. Il doppiaggio di ogni personaggio è fantastico, e riesce a trasmettere tutta la gamma di emozioni in questa esperienza adrenalinica. Come in ogni gioco di Final Fantasy , la colonna sonora è un punto di forza, con Final Fantasy Resonance che fonde melodie nuove e familiari in un connubio tra stile moderno e retrò. Ho solo una piccola perplessità: non capisco perché tutte le Visioni abbiano solo le loro voci giapponesi, anche quando si gioca in inglese. Hanno le licenze per tutti gli audio degli altri giochi del franchise, quindi perché non includere le rispettive lingue? Non è un difetto insormontabile, solo una stranezza che ho notato.

IN CONCLUSIONE

In un’epoca in cui i videogiochi sono spesso fonte di divisione e accontentare tutti sembra impossibile, Final Fantasy Resonance  potrebbe essere il gioco che più si avvicina a questo obiettivo da molto tempo a questa parte. Ha una storia meravigliosa che va ben oltre la formula originale “i cristalli sono vita, un cattivo generico li minaccia e un gruppo di giovani deve salvare il mondo”, pur includendo certamente questi elementi. Ciò che ho apprezzato di questo gioco è il modo in cui riesce a sovvertire alcuni dei suoi stessi cliché, mantenendo un senso di familiarità pur rimanendo un’opera a sé stante. È una splendida fusione di vecchio e nuovo, con tanto cuore, emozioni e un umorismo sorprendente. Consiglio vivamente a tutti i fan della saga di provare Final Fantasy Resonance  per vivere in prima persona la sua magia. 

 

VERDETTO

Final Fantasy Resonance si presenta come un convincente ritorno alle origini più classiche del franchise, ma il suo vero punto di forza risiede nella capacità di rinnovare una formula storica con idee fresche, integrate con naturalezza nelle meccaniche e nell’identità della saga.
La sua trama ambiziosa e un cast di personaggi carismatici non sempre riescono a mantenere il giusto equilibrio, soprattutto nelle fasi finali dell’avventura. Nonostante qualche eccesso narrativo, i momenti più riusciti testimoniano una fiducia incrollabile nel potenziale di questo approccio a Final Fantasy, dimostrando quanto abbia ancora da offrire.
Probabilmente continuerò a guardare al futuro di Final Fantasy con lo stesso entusiasmo e la stessa trepidazione di sempre, ma Resonance ci ricorda che l’essenza che ha reso questa serie un punto di riferimento per gli RPG non è svanita: è ancora viva, pronta a emozionare vecchi fan e nuovi avventurieri.
. 

 

Final Fantasy Resonance è tornato alle origini o quasi ed è capace di mescolare un sistema di combattimento a turni bello solido, una personalizzazione del party che lascia parecchio spazio alla sperimentazione e un’esplorazione che invoglia a ficcare il naso in ogni angolo. Il tutto è confezionato in una gustosa veste HD-2D, che strizza l’occhio al passato senza rinunciare a qualche idea fresca. A dare una bella scossa all’avventura ci pensano un cast di personaggi memorabili e l’interessante sistema Vision, anche se qualche inciampo nella narrazione, un ritmo non sempre azzeccato e una presentazione a tratti altalenante frenano la corsa. Qualche sbavatura, insomma, c’è, ma Resonance centra comunque il bersaglio e ci ricorda perché i JRPG di una volta, quando girano come si deve, sanno ancora regalare grandi soddisfazioni! Peccato che fra mille lingue manca l’italiano anche se c’e’ una patch amatoriale per Pc

 


 


PLAYRETRO IS ON FACEBOOK! JOIN THE GROUP!

FOLLOW US! JOIN GROUP ON FACEBOOK!
FOLLOW US! JOIN GROUP ON FACEBOOK!

DONATE WITH PAYPAL

🔝🔝🔝🔝🔝🔝🔝🔝🔝🔝🔝🔝🔝🔝🔝🔝🔝

 

Lascia un commento!

* By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

PLAYRETRO.IT