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The Legend of Zelda – Il Jrpg Nintendo arriva su Commodore 64 grazie a Goldfinger

di LittlePellizza
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The Legend of Zelda

– Il Jrpg Nintendo arriva su Commodore 64 grazie a Goldfinger

Un altra notizia bomba! The Legend of Zelda sbarca su Commodore C64! 

La prima domanda che ci pone è quanto tempo Nintendo impiegherà a sguinzagliare i suoi legali per farlo rimuover edla web con una bella denuncia?

Ma detto ciò, parliamo del gioco!

The Legend of Zelda rappresenta il capitolo inaugurale di una delle saghe più celebri e influenti della storia dei videogiochi. Ideato e diretto da Shigeru Miyamoto, il titolo venne sviluppato e pubblicato da Nintendo, dando vita a un universo destinato a lasciare un segno indelebile nel panorama videoludico. L’ispirazione nacque anche dai ricordi d’infanzia di Miyamoto, legati alle sue esplorazioni nei boschi e nei dintorni della propria abitazione.

Il debutto giapponese avvenne il 21 febbraio 1986 su Famicom Disk System, mentre il pubblico occidentale dovette attendere il 1987, quando il gioco arrivò su Nintendo Entertainment System (NES). Nel 1995 venne realizzata anche una versione modificata, denominata BS Zelda, distribuita esclusivamente in Giappone attraverso il servizio Satellaview per Super Famicom. Le indimenticabili musiche furono composte da Kōji Kondō, autore di una colonna sonora destinata a diventare iconica.

L’avventura si svolge in una delle prime rappresentazioni del regno di Hyrule e vede protagonista il giovane Link, chiamato a intraprendere una missione per salvare la Principessa Zelda dalle grinfie del malvagio Ganon. Per riuscire nell’impresa, il nostro eroe dovrà recuperare gli otto frammenti della Triforza, un antico e misterioso artefatto dotato di enormi poteri. Ha così inizio un viaggio attraverso terre inesplorate, dungeon, insidie e numerosi avversari.

Una delle caratteristiche più interessanti della prima edizione giapponese fu proprio il supporto utilizzato. The Legend of Zelda venne infatti concepito come titolo di lancio del Famicom Disk System, la nuova periferica di Nintendo che utilizzava dischetti al posto delle tradizionali cartucce. Questa soluzione offriva un vantaggio fondamentale: la possibilità di salvare i progressi della partita, una novità particolarmente importante per un’avventura di tale portata. Quando il gioco raggiunse il mercato americano ed europeo nel 1987, venne invece distribuito su cartuccia, integrando per la prima volta nella storia delle console una batteria interna dedicata al salvataggio dei dati. Nel 1994 questa edizione arrivò anche in Giappone con il nome di The Legend of Zelda 1.

Nel corso degli anni il titolo è stato riproposto su numerose piattaforme Nintendo, tra cui GameCube e Game Boy Advance, oltre ad approdare sui servizi Virtual Console di Wii, Wii U e Nintendo 3DS, permettendo a nuove generazioni di giocatori di riscoprire questa storica avventura.

Il successo commerciale fu straordinario: The Legend of Zelda superò i 6,5 milioni di copie vendute, affermandosi come uno dei maggiori successi della casa di Kyoto. Ma il suo valore va ben oltre i risultati di vendita. Le meccaniche di esplorazione, la struttura aperta dell’avventura e la libertà concessa al giocatore contribuirono a definire nuovi standard per il genere, influenzando profondamente le produzioni successive. Nel 2009 Game Informer lo inserì addirittura al primo posto nella classifica dei 200 videogiochi più importanti di sempre.

Un debutto memorabile, dunque, che non soltanto consacrò una nuova formula di gioco, ma diede origine a una delle serie più amate, longeve e acclamate dell’intero universo videoludico

ORa grazie a Goldfinger sbarca su Commodore C64

Basato sul codice sorgente Assembly commentato da Aldo Núñez e disponibile su GitHub, il progetto punta a racchiudere l’intera, imponente avventura Nintendo all’interno di una cartuccia EasyFlash 3. L’attuale versione di Goldfinger supera ancora leggermente il limite dei 128 KB previsto per l’edizione originale NES, ma gli sviluppatori sono al lavoro per ottimizzare il codice e recuperare spazio prezioso in memoria durante le successive fasi di sviluppo.

La conversione è già sorprendentemente completa: riconosce automaticamente gli standard video NTSC e PAL, ripropone l’intera mappa di Hyrule, include dungeon, ambienti a scorrimento e schermate degli oggetti perfettamente funzionanti. Ciliegina sulla torta, non manca nemmeno il sistema di salvataggio dei progressi, direttamente sulla cartuccia!

Nonostante lo stesso sviluppatore definisca ironicamente la grafica retrò come “scadente”, Goldfinger offre già un comparto piuttosto ricco, con musiche, effetti sonori, un’autentica sequenza introduttiva in modalità demo e la gestione completa dei personaggi attraverso i file di salvataggio. Tra gli obiettivi futuri figura anche il supporto nativo ai floppy disk 1541, così da riprodurre sul C64 l’esperienza originale del Famicom Disk System.

Restano naturalmente alcuni piccoli bug da sistemare nei prossimi playtest, ma i primi risultati sono decisamente incoraggianti: la velocità di gioco risulta infatti molto vicina a quella della versione NES. Anzi, secondo lo sviluppatore, il Commodore 64 potrebbe persino riuscire a far girare l’avventura senza i rallentamenti presenti sulla console Nintendo!

L’ultimo ostacolo, tuttavia, potrebbe non essere di natura tecnica, bensì legale. Il creatore vorrebbe rendere disponibile il codice sorgente completo, consentendo alla community di contribuire allo sviluppo e riutilizzarne il motore, ma le possibili questioni legate al copyright e alla proprietà intellettuale di Nintendo rendono ancora incerta la data di una distribuzione pubblica ufficiale.

Secondo CSdb, Goldfinger NON contiene contenuti generati dall’intelligenza artificiale.

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