In fondo cosa potevamo aspettarci?

Nonostante siano stati riportati a bordo un paio di sceneggiatori del film originale (gli stessi che hanno seguito Eddie Murphy nei suoi film peggiori come Il professore matto e simili) e nonostante sia stato richiamato quasi tutto il cast originale, nessuno nemmeno il regista Craig Brewster, ha dimostrato negli ultimi anni la voglia di faticare per fare un buon film. E il protagonista è il più pigro di tutti, incapace di passare attraverso quel processo di revisione e applicazione che gli consentiva di far ridere quando ebbe successo. Ed è lui, Eddie Murphy, in controllo di tutto.

l risultato lo fa sembrare uno special televisivo a cui mancano gli applausi registrati quando entrano in scena per la prima volta gli attori del film originale, una reunion di vecchi amici che pensano basti mettere insieme i loro talenti per fare un film divertente e non sentono di essere gli unici a ridere a battute scontate.

In questa maniera Il principe cerca figlio riesce a sbagliare sistematicamente tutto. A partire dalla trama per finire con la coerenza : era la storia di un ricco che va tra i poveri, questa la storia di poveri che si trovano tra i ricchi. Il primo prendeva in giro la vita nel Queens, le comunità afroamericane e il loro desiderio di ascesa sociale tra i bianchi. Questo prende in giro non è ben chiaro cosa, i finti re di un finto regno africano?

Probabilmente prova a mostrare un regno d’Africa rappresentato in tutte le sue sfaccettature, sia negative che positive. Chiaramente si tratta di una rappresentazione fatta in superficie,

Gli unici momenti decenti sono i flashback e la parte nel Queens, noiosa invece la parte su Zamunda.Si salva solo lo sciamano.Il film tenta d’aggiornarsi i boomer VS gli hamburger vegani e le principesse che tentano di aggiornare la corte e lo stesso principe Akeem ma il risultato è penoso.Anche le frecciatine tra Arsenio Hall e James Earl Jones strappano qualche risata, così il gioco di riferimenti a Il re leone e la faccenda del funerale faraonico. Peccato che tutto quanto di decente il film abbia da offrire si consumi nel giro del primo quarto d’ora, dopodiché la situazione precipita

Peccato, davvero, perché di roba che avrebbe avuto senso approfondire sul piatto ce n’era anche: dall’origine newyorkese del personaggio di Lisa alla figlia del generale Izzi, Bopoto, forse l’unica vera vittima di tutto il film, fino alla storia d’amore tra il principe e la parrucchiera di corte che, per quanto banale, se gestita con un minimo di criterio avrebbe potuto procurare al racconto il taglio da parabola magica del suo predecessore.

Come detto il film segue le tracce di quelli attuali con il buonismo imperante ( la rivincita delle figlie), la visione di una nuova generazione coraggiosa e vogliosa di cambiare, e promuovere un risveglio.

Toccare certi cult è davvero pericoloso e spesso il risultato disastroso

Riguardatevi “Il principe cerca moglie” fate finta che la storia sia finita lì.

Tremo al brivido di Beverly Hills Cops 4

VOTO: 4