Home RetroworldStunt Car Racer NES – Il classico gioco di corse sbarca su NES grazie a Cobbpg

Stunt Car Racer NES – Il classico gioco di corse sbarca su NES grazie a Cobbpg

di LittlePellizza
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Stunt Car Racer NES

– Il classico gioco di corse sbarca su NES grazie a Cobbpg –

Stunt Car Racer è uno di quei giochi che fan la storia e rimangono nella mente dei giocatori per sempre

Stunt Car Racer, distribuito come Stunt Track Racer negli Stati Uniti, è un videogioco di guida del 1989, sviluppato da Geoff Crammond per MicroStyle (etichetta creata da Microprose per il mercato britannico) e pubblicato per i computer Amiga, Amstrad CPC, Atari ST, Commodore 64, MS-DOS e ZX Spectrum.

Nel gioco si guidano dei dragster con visuale in prima persona su circuiti automobilistici simili a montagne russe, dotati di salti e paraboliche, dai quali è possibile cadere: dopo ogni caduta l’auto viene rimessa in pista da una gru, a meno che non sia troppo danneggiata per proseguire. Infatti, ogni volta che si cade o si urta contro un avversario, si può vedere una crepa allungarsi sempre di più nell’abitacolo: quando raggiunge la sua massima estensione, l’auto si ferma. Nelle auto è presente un turbo, che può essere utilizzato in maniera limitata dato l’alto consumo di carburante.

Nintendo Nes

Sono presenti due modalità: pratica e campionato. Nella prima si possono percorrere le piste da soli, in modo da prendere confidenza con gli 8 tracciati a disposizione; la seconda permette di partecipare a un torneo a gironi, dove si gareggia contro un avversario guidato dalla CPU. Il campionato è suddiviso in quattro categorie; in ognuna di queste ci sono tre piloti e due piste, di crescente difficoltà. Ad ogni gara vinta si guadagnano dei punti, e al termine della stagione il primo classificato viene promosso nella categoria superiore, mentre l’ultimo in quella inferiore. Scopo del gioco è quello di vincere la prima divisione.

Le versioni per Amiga e Atari ST sono dotate di un maggior numero di colori e di audio digitalizzato; permettono inoltre una modalità multiplayer a due giocatori tramite un cavo null modem. Le versioni per ZX Spectrum e Amstrad CPC sono state programmate da Pete Cooke, specializzato in videogiochi 3D per quelle piattaforme. La versione per Commodore 64 è stata in seguito portata anche per la sfortunata console Commodore 64 Games System, e inserito nella cartuccia dal titolo Power Play insieme a Rick Dangerous e Microprose Soccer.

Ora grazie a Cobbpg  abbiamo anche una versione per Nintendo Nes

Cobbpg ha portato a termine una straordinaria impresa tecnica, riuscendo a convertire sul NES il leggendario Stunt Car Racer, il celebre gioco di corse acrobatiche in 3D firmato da Geoff Crammond. Questo ambizioso adattamento combina il codice della versione originale per Commodore 64 con l’impostazione grafica più evoluta dell’edizione Amiga. Per sfruttare al massimo le potenzialità della console Nintendo, lo sviluppatore ha rielaborato manualmente il materiale di partenza, ricorrendo al mapper MMC3 con 256 KB di PRG-ROM, 16 KB di CHR-RAM e 8 KB di WRAM. Non manca un sistema di protezione della memoria WRAM durante le fasi esterne al gameplay, pensato per salvaguardare i risultati ottenuti, mentre all’avvio vengono ripristinati sia i record dei tempi sia i progressi della carriera. Il progetto è inoltre disponibile in tre versioni distinte, ottimizzate rispettivamente per le configurazioni hardware NTSC, PAL e Dendy.

Realizzare un ambiente tridimensionale con grafica vettoriale a colori rappresenta una sfida tecnica considerevole per il NES. Per aggirare i limiti hardware della console, Stunt Car Racer utilizza un sistema di allocazione dinamica delle tessere grafiche, generate all’occorrenza. Come sottolinea lo sviluppatore, la viewport da 256×128 pixel si estende per tutta la larghezza dello schermo, una scelta studiata per riprodurre fedelmente l’impatto visivo della versione Amiga, evitando anche il problema delle ruote delle vetture tagliate sui vecchi televisori CRT. Una soluzione che non è però priva di compromessi: nelle situazioni più impegnative, con numerosi vettori lunghi e articolati da elaborare, le risorse grafiche possono esaurirsi temporaneamente, dando origine ad alcuni artefatti a blocchi lungo la linea dell’orizzonte. Si tratta comunque di imperfezioni circoscritte, che non incidono sulla fluidità della gara. Il comparto visivo, sincronizzato con precisione al ciclo di clock, è stato ampiamente testato attraverso l’emulatore Mesen e risulta compatibile con entrambe le varianti Sharp e NEC del chip MMC3. Resta invece da verificare il comportamento su una console originale: un banco di prova che potrebbe coinvolgere direttamente gli appassionati e i collezionisti, chiamati a mettere alla prova questa sorprendente conversione.

Dategli un occhio! magari usando il mini nes!

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