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A Knight of The Seven Kingdoms – RECENSIONE  PRIME 2 PUNTATE –

( 2025 HBO ) 

A Knight of The Seven Kingdoms – RECENSIONE  PRIME 2 PUNTATE –

( 2025 HBO ) 

di LittlePellizza
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A Knight of The Seven Kingdoms

( IL CAVALIERE DEI SETTE REGNI )

– RECENSIONE  PRIME 2 PUNTATE –

( 2025 HBO ) 

INFO

 

A Knight of the Seven Kingdoms è una serie televisiva statunitense ideata da Ira Parker e George R. R. Martin. Prequel de Il Trono di Spade (2011-2019), è un adattamento delle novelle di Dunk e Egg di George R. R. Martin. Vede come protagonisti Peter Claffey e Dexter Sol Ansell e ha debuttato il 18 gennaio 2026 su HBO.

A Knight of The Seven Kingdoms

– STAGIONE 1 –  

Titolo originale A Knight of the Seven Kingdoms
Lingua originale INGLESE
Paese di produzione USA
Anno 2026
Durata 6 PUNTATE
Genere AZIONE FANTASY
Regia

Soggetto Il cavaliere dei Sette Regni di George R. R. Martin
Sceneggiatura Tom McCullagh
Produttore

Lisa Byrne

Montaggio

Casa di produzione

Friendly Wolf Pictures, GRRM,

HBO Entertainment

Distribuzione in italiano HBO Entertainment
Fotografia
Produttore Esecutivo

Ira Parker, George R. R. Martin, Sarah Bradshaw

 Ryan Condal, Owen Harris, Vince Gerardis

Scenografia
Musiche Dan Romer
Costumi Lorna Ó Ríordáin
Trucco
Interpreti e personaggi Doppiatori italiani
  • Peter Claffey: Duncan l’Alto
  • Dexter Sol Ansell: Egg
  • Daniel Ings: Lyonel Baratheon
  • Shaun Thomas: Raymun Fossoway
  • Tanzyn Crawford: Tanselle
  • Danny Webb: Arlan di Pennytree
  • Henry Ashton: Daeron Targaryen
  • Daniel Monks: Manfred Dondarrion
  • Tom Vaughan-Lawlor: Plummer
  • Bertie Carvel: Baelor Targaryen
  • Sam Spruell: Maekar Targaryen
  • Youssef Kerkour: Steely Pate
  • Finn Bennett: Aerion Targaryen
  • Stefano Dori: Duncan l’Alto
  • Gabriele Tonti: Egg
  • Stefano Brusa: Lyonel Baratheon
  • Andrea Di Maggio: Raymun Fossoway
  • Franco Mannella: Plummer
  • Stefano Benassi: Baelor Targaryen
  • Luca Ward: Maekar Targaryen
  • Emanuele Durante: Steely Pate
TRAMA

La serie è ambientata circa 90 anni prima degli eventi de Il Trono di Spade, e descrive le avventure di Ser Duncan l’Alto (“Dunk”) e del suo scudiero Aegon Targaryen (“Egg”)

PROTAGONISTA

Ser Duncan l’Alto, detto “Dunk”, interpretato da Peter Claffey, doppiato da Stefano Dori.
Orfano e scudiero di Ser Arlan di Pennytree, nato a Fondo delle Pulci. Dopo la morte del suo mentore, si autoproclama cavaliere e decide di partecipare al torneo nella città di Ashford.

 È descritto come un ragazzo di meno di vent’anni, esageratamente alto (misura sette piedi meno un pollice, più di due metri) e dalla mente non molto svelta (lui stesso si ripete in continuazione “Dunk dal cervello fino come le mura di un castello”). Dunk fu trovato nel Fondo delle Pulci da ser Arlan di Pennytree, che decise di farne il suo scudiero. Alla morte di ser Arlan si autoproclamò cavaliere, facendo credere a chiunque di essere stato investito ser Arlan in punto di morte, e assunse il nome di ser Duncan l’Alto. Prese come suo scudiero il giovane Egg, destinato a diventare re Aegon V l’Improbabile. Servirà Egg fino alla morte, in qualità di Lord Comandante della Guardia Reale e morirà insieme a lui e al giovane principe Duncan il Basso nell’incendio di Sala d’Estate. Il suo stemma è un cielo color del tramonto attraversato da una stella cadente sul quale si staglia un verde olmo.

PRODUZIONE

Sviluppo

HBO ha annunciato che stava sviluppando una nuova serie televisiva prequel de Il Trono di Spade nel gennaio 2021. La serie segue le avventure di Ser Duncan l’Alto e del giovane Aegon V Targaryen, soprannominato Egg, ed è basata sui racconti di George R. R. Martin che costituiscono le novelle di Dunk e Egg, ambientati 90 anni prima della saga delle Cronache del ghiaccio e del fuoco. La serie ha ricevuto un ordine ufficiale da HBO nell’aprile 2023.[3] A quel punto Ira Parker, uno scrittore della prima stagione di House of the Dragon, aveva già scritto la sceneggiatura per un episodio pilota. Il casting è iniziato nell’ottobre 2023 con l’intenzione di iniziare le riprese nel 2024.A febbraio 2024, il CEO di Warner Bros. Discovery, David Zaslav, confermò che la serie era iniziata la pre-produzione e che Martin avrebbe ricoperto il ruolo di creatore e produttore esecutivo

A maggio, Owen Harris è stato assunto per dirigere i primi tre episodi della serie e ricoprire il ruolo di produttore esecutivo. Nel giugno seguente è stato reso noto che Sarah Adina Smith avrebbe diretto tre dei sei episodi della prima stagione.A  novembre 2025, in vista della première della prima stagione, la serie è stata rinnovata per una seconda stagione, la cui uscita è prevista per il 2027

Casting

Nell’aprile 2024, sono stati resi noti i protagonisti della serie Peter Claffey nel ruolo di Ser Duncan l’Alto e Dexter Sol Ansell in quello di Egg. Nel giugno seguente, Finn Bennett, Bertie Carvel, Tanzyn Crawford, Daniel Ings e Sam Spruell si sono aggiunti al cast come il principe Aerion Targaryen, il principe Baelor Targaryen, Tanselle, Ser Lyonel Baratheon e il principe Maekar Targaryen. Nell’agosto successivo, Edward Ashley, Henry Ashton, Youssef Kerkour, Daniel Monks, Shaun Thomas, Tom Vaughan-Lawlor e Danny Webb sono stati scelti per i ruoli di Ser Steffon Fossoway, Daeron Targaryen, Steely Pate, Ser Manfred Dondarrion, Raymun Fossoway, Plummer e Ser Arlan di Pennytree. ] Nello stesso mese, Ross Anderson e Steve Wall sono stati annunciati nei panni di Ser Humfrey Hardyng e Lord Leo Tyrell.

Riprese

Le riprese della serie sono iniziate nel giugno 2024 a Belfast e si sono concluse nel settembre seguente.  Le riprese della seconda stagione sono incominciate a dicembre 2025 a Belfast.

Colonna sonora

Dan Romer è il compositore della colonna sonora della serie.

Distribuzione

Negli Stati Uniti, la serie è trasmessa su HBO e resa disponibile sulla piattaforma streaming HBO Max dal 18 gennaio 2026. In Italia è pubblicata sulla stessa piattaforma dal giorno seguente.

Edizione italiana

La direzione del doppiaggio è a cura di Sandro Acerbo, su dialoghi di Marco Barbato, per conto della CDC Sefit Group.

Promozione

Il teaser è stato diffuso il 9 ottobre 2025. La serie ha avuto la sua prima mondiale a Berlino il 13 gennaio 2026, all’evento di lancio di HBO Max in Germania.

Critica

La serie ha ricevuto recensioni positive dalla critica. Rotten Tomatoes riporta il 95% delle recensioni professionali positive basato su 81 critiche. Il consenso critico del sito web indica: «A Knight of the Seven Kingdoms è un gradito ritorno a Westeros, che brilla di più nella buddy-comedy che nella semplice eliminazione della concorrenza.» Metacritic, invece, ha assegnato un punteggio di 74 su 100 basato su 35 recensioni, indicando “recensioni generalmente favorevoli”.

Primati

Nei suoi primi tre giorni di disponibilità, A Knight of the Seven Kingdoms ha totalizzato 6,7 milioni di telespettatori statunitensi su HBO e HBO Max. Warner Bros. Discovery ha dichiarato che questo risultato lo colloca tra i primi tre lanci di serie nella storia di HBO Max.

COMMENTO

QUALCOSA DI DIVERSO FINALMENTE

E’ innegabile come il Trono di Spade abbia portato una boccata d’aria nuova nel genere fantasy cappa di spada con il concetto che nessuno è immune ed una dose di crudezza nelle scene. Tralasciamo il finale della serie tv a libro ancora in corso. Il successo ha portato a immancabili spin Off parte dei quali poi cancellati ( per fortuna).
Uno di quelli più attesi uscito è stato House Of Dragon che racconta le origini del Targaryen, criticato perché ci son stati cambiamenti qua e là e per la somiglianza inevitabile al Trono di Spade.
A sorpresa invece è uscito in questi giorni un altro spin off tratto dal libro “Il cavaliere dei sette regni ” con protagonista non un nobile di qualche casata, non un Targaryen ma un umile cavaliere nato a fondo delle pulci  che cerca di farsi spazio e con lui un giovanissimo Egg ( futuro Aegon V Targaryen )
Possiamo dire che questo serie è arrivata al momento giusto per dare uno stacco a una trama ormai ripetitiva e logora

Il punto di forza di questo nuovo spin off e’ la visione del mondo di Westeros con gli occhi di un umile persona del popolo. Inoltre il tono è piu leggero e meno drammatico per quanto possibile
Mi sono piaciute le prime due puntate? Direi proprio di si, ovviamente non perfette ma molto godibili

La storia della prima stagione racconta che in seguito alla morte di ser Arlan di Pennytree, un anziano cavaliere errante, Dunk, il suo giovane scudiero, decide di recarsi al torneo della città di Ashford con la speranza di guadagnarsi la stima dei ricchi lord, e di venir preso a servizio da uno di questi. Lungo il cammino il giovane Duncan incontra Egg, un ragazzino calvo e cencioso che si offre di fargli da scudiero.  Da qui si dipano eventi che coinvolgono lui e la casata Targaryan nel torneo e lo porteranno a diventare suo malgrado il mentore del ragazzino futuro Aegon V Targaryen
Dunk è un personaggio diverso dagli altri, è pieno d’ideali, buono, dotato di onore e si molto ingenuo ma che maturerà tanto da venir ricordato con ben 4 pagine a lui dedicate nel libro della storia di Westeros ( pure Joffrey Baratheon è sorpreso da tante pagine nel trono di spade )
Quel che caratterizza la storia è la semplicità con cui si svolgono gli eventi ed un certo tono di realismo con punte discutibili
All’ inizio della prima puntata vediamo Dunk defecare in modo esplicito ( ma esplicito ) e nella seconda vediamo il pene di ser Arlan di Pennytree cosi grande che ironicamente è di piu che la durata delle puntate stesse ( intorno ai 30minuti)


Mi son chiesto se queste scene fossero necessarie ma evidentemente gli autori han pensato che in una storia cosi semplice e senza draghi o squartamenti qualcosa che facesse discutere lo dovevano mettere. 

PERSONAGGI E LE LORO STORIE

Da solo Dunk non sarebbe bastato se non fosse stato attorniato da personaggi epici come Lyonel Baratheon …solo lui vale le 2 puntate. Un misto di robert e Renly all’ennesima potenza. Un lord che definire sopra le righe è poco sia nel comportamento che nel mododi vivere
Se la prima puntata è godilmente introduttiva con il nostgro Dunk alla ricerca spasmodica qualcuno che garantisca per lui come cavaliere ( a quanto apre nessuno si ricorda di Arlan di Pennytree ) nella seconda  Targaryen entrano in scena ma come quasi tutto il resto di questa serie, non sono esattamente come ci si aspetta. Parte del motivo è che, in questo particolare momento della storia di Westeros , i Targaryen non se la passano molto bene. Sì, la famiglia è ancora sul Trono di Spade, ma tutti i loro draghi sono morti, e Re Daeron II ha appena dovuto sedare una ribellione del suo fratellastro illegittimo, Daemon Blackfyre. In breve, tutta la storia di Fuoco e Sangue non è più così impressionante come una volta.
Un esempio calzante: il fatto stesso che partecipino a questo torneo. Ammettiamolo, e non c’è ombra di dubbio sulla Casa Ashford o altro, ma nulla di questo evento suggerisce che loro o esso siano abbastanza importanti da giustificare la presenza di così tanti eredi al trono Targaryen. Il seguito include: il Principe Baelor Targaryen (Bertie Carvell), l’erede al Trono di Spade, suo fratello minore, il Principe Maekar (Sam Spruell), e il figlio di Maekar, Aerion (Finn Bennett). Anche altri due figli di Maekar dovrebbero far parte del gruppo, ma al momento sono scomparsi, e tutti sperano solo che non siano morti in un fosso da qualche parte. Ma, a parte i figli attualmente scomparsi, si tratta comunque di un bel po’ di nobili Targaryen per questo particolare torneo. (È Aerion, da parte sua, che in qualche modo sembra almeno esserne consapevole, ed è prevedibilmente arrogante per essere stato costretto a partecipare.)
Il loro arrivo è opportunamente drammatico, con stendardi sventolanti, molta compostezza e diversi membri della Guardia Reale al seguito. Baelor colpisce subito, anche solo per tutti i modi in cui non assomiglia a un Targaryen convenzionale . Capelli scuri e tozzo, piuttosto che biondo-bianco e flessuoso, assomiglia visibilmente alla madre dorniana piuttosto che a suo padre, il re. Ma il suo aspetto non è l’unica cosa che va contro la nostra presunta comprensione di come i Targaryen dovrebbero essere e comportarsi. Perché Baelor è gentile. Quando gli viene data la possibilità di infuriarsi con Dunk per aver origliato o di umiliarlo per la sua richiesta chiaramente disperata, ascolta. È persino comprensivo. Garantisce per Dunk in modo che possa partecipare al torneo, anche se non è del tutto chiaro se si ricordi davvero di Ser Arlan. E, a dire il vero, mi piace un po’ l’idea che abbia scelto di fare un favore a questo ragazzino stupido, sapendo che nessun altro avrebbe ricordato se quello che aveva detto era vero o no. Sarebbe una mossa decisamente fuori dal codice dei Targaryen. 
Ma ora che la sua ammissione al torneo è finalmente assicurata, è tempo per Dunk di prepararsi. Sfortunatamente, strane regole cavalleresche gli impediscono di indossare i colori o l’armatura di Ser Arlan, il che lo costringe a comprarne una sua, cosa che, ovviamente, non può permettersi. (Probabilmente non aiuta il fatto che sia anche gigantesco. Non compra pezzi già pronti.) Poi vende il suo amato palafreno bianco, e il loro addio sembra uscito da un film Disney, con Dunk che promette di riprendersela se riuscirà a vincere, e fa promettere al ragazzo che la compra di dare all’animale avena extra e una mela. Sembra che siamo a pochi secondi dall’esplodere in una specie di canto d’addio. (Non è inefficace, per essere chiari. Se Dunk non recupera quel cavallo, mando una lettera d’odio a qualcuno.)Il lato positivo è che dover ridipingere lo stemma del suo scudo dà a Dunk una scusa per parlare con la graziosa burattinaia che ha ammirato in una delle tende che circondano il campo di giostra. Si chiama Tanselle, e da bambina veniva presa in giro per la sua altezza. (Tanselle Troppo Alta!!) Egg, che ha passato la maggior parte dell’episodio a comportarsi da enorme nerd, si rivela anche un ottimo gregario, ponendo a Tanselle il tipo di domande per conoscersi che Dunk non è davvero in grado di gestire. Facciamo tutti il ​​tifo per te, ser. 


L’episodio si chiude con Dunk ed Egg che vanno ad assistere alle prime gare in campo. L’atmosfera di festa è contagiosa e l’evento in sé è chiassoso e selvaggio. E non assomiglia per niente alle giostre più tranquille a cui abbiamo assistito altrove in questo universo. Sei giostre sembrano svolgersi contemporaneamente, con cavalieri di tutte le grandi casate che portano scudi con stemmi familiari: Targaryen, Tully, Lannister, Baratheon. Le lance si scheggiano selvaggiamente, i cavalli si scontrano tra loro e gli uomini si cavalcano allegramente. Sembra pericoloso e violento, soprattutto quando è ripreso dalla prospettiva della folla di popolani, che applaudono con gioia ogni colpo e ferita. Nessuno sta regalando rose alle belle ragazze tra il pubblico, non questa volta. 
In seguito, Dunk è stranamente malinconico, riflette sulla vita di Ser Arlan .Qual era il senso della sua vita, dell’essere un uomo d’onore? Beh, l’episodio lo chiarisce abbastanza chiaramente: Dunk è il punto. Arlan non era tenuto a farlo, ma ha cresciuto un ragazzo smarrito perché diventasse una brava persona, e questa non è cosa da poco in questo mondo di morte e vipere.
“Sono la sua eredità”, dice Dunk, e sembra una promessa. Quale sarà questa eredità, beh. Immagino che lo scopriremo presto. 

CONCLUDENDO

Siamo qui per l’amicizia nascente tra cavaliere e scudiero, anche se non è sempre chiaro – data la conoscenza molto più approfondita di Egg di come funziona il mondo rispetto a quella del caro vecchio Dunk – come vengano distribuiti questi ruoli, e un livello di coinvolgimento emotivo nella coppia.
Non è esattamente edulcorato ci sono parolacce, ed eventi rudi (anche se più spesso descritte graficamente che mostrate nei dettagli completi e granulari come da tradizione), più un po’ di nudità maschile frontale che… solleva interrogativi. Ma è una serie molto, molto più delicata di Game of Thrones o House of the Dragon. Invece di matrimoni sanguinolenti o decapitazioni abbiamo notti mediamente ubriache nelle taverne. È molto più rilassante. E non c’è Ramsay Bolton, salvo che nei vostri incubi.
ll che fa piuttosto sorgere la domanda su chi sia il pubblico di riferimento. Non i bambini, che altrimenti potrebbero appassionarsi a questa storia di un adulto imbranato periodicamente salvato dal bambino saggio che lo segue. Non i fan del fantasy epico impazienti di leggere il prossimo capitolo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (sebbene i draghi esistano a memoria d’uomo, quest’epoca dei primi Westeros è priva di magia e stregoneria). E sebbene affronti questioni più ampie, come la corruzione dell’innocenza e i pro e i contro della mentalità feudale, non le approfondisce né ha abbastanza
Ma piuttosto un pubblico che vuol godersi una sana serie cappa e spada senza troppi fronzoli divertendosi nel vedere le gesta del protagonista e dei personaggi correlati.
Non vuol dire che non ci sarà sangue, chi ha letto il libro saprà di un epilogo diciamo alla vecchia maniera ma nel complesso questa serie è davvero una piacevole sorpresa.
Non abbiamo un grande eroe da seguire ma uno di noi che cerca di farsi strada nel mondo. Un viaggio on the road nella sua vita. Dunk non è altro che un umile e ambizioso cavaliere errante
In questo senso, la serie appare sorprendentemente contemporanea. Dopo anni di antieroi celebrati come unica forma di complessità, Dunk rappresenta una figura quasi controculturale: un uomo buono che non confonde la consapevolezza del male con il desiderio di imitarlo. Accanto a lui, Egg porta una malinconia precoce e una fame di senso che vanno oltre l’infanzia, suggerendo di senso che vanno oltre l’infanzia, suggerendo che la speranza, in Westeros, non nasce da profezie o lignaggi, ma da un’educazione morale fatta di piccoli gesti.
Inoltre questa semplicità è ulteriormente confermata dalla mancanza di una sequenza di titoli di testa , con solo il titolo della serie che appare da solo.

Con questa affascinante prima puntata di stagione, A Knight of the Seven Kingdoms inizia in modo piacevole e promettente, presentando agli spettatori una coppia di personaggi simpatici e coinvolgenti, Dunk e Egg, e offrendo abbastanza sentimento e umorismo da coinvolgere in una storia senza draghi o altri elementi fantastici che ci si aspetta di trovare a Westeros.

 

IN SINTESI

Il nuovo e affascinante spin-off di ‘Game of Thrones’ di HBO dimostra che più piccolo può essere meglio. Un brillante duetto di interpretazioni che conducono gli spettatori in una storia che ha il sapore epico delle leggende medievali, ma anche il calore dei racconti di crescita e formazione. A cui si accompagna un sentore di familiarità che lega il prodotto a narrazioni tramandate su principi e cavalieri contenente  la stessa fiamma indomita

Con queste affascinanti prime puntate di stagione, A Knight of the Seven Kingdoms inizia in modo piacevole e promettente, presentando agli spettatori una coppia di personaggi simpatici e coinvolgenti, Dunk e Egg, e offrendo abbastanza sentimento e umorismo da coinvolgere in una storia senza draghi o altri elementi fantastici che ci si aspetta di trovare a Westeros. Non posso che consigliarlo


 


 


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