Pensavi fosse un anime (o un gioco), invece era un libro:
La storia segreta delle light novel
Se sei cresciuto a pane e MTV Anime Night, o se hai passato le notti sui JRPG della PlayStation 2, probabilmente conosci a memoria storie come Slayers (Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo) o Full Metal Panic!.
Quello che forse non sai, è che nessuno di questi cult è nato come manga o come anime. Erano tutti romanzi. O meglio: light novel.
Oggi sentiamo parlare di Solo Leveling o Sword Art Online ovunque, ma la verità è che questo formato narrativo (metà romanzo, metà manga) è il “motore nascosto” della cultura pop giapponese da oltre trent’anni. E ha un legame fortissimo con il mondo dei videogiochi.
Il “codice sorgente” dei nostri ricordi
Prendiamo Slayers. In Italia lo ricordiamo per l’anime divertente, ma in Giappone l’opera originale di Hajime Kanzaka è una saga letteraria monumentale (iniziata nel 1989) che ha letteralmente inventato il modo di scrivere fantasy “alla D&D”.
Le light novel, infatti, hanno sempre cercato di replicare l’esperienza di un GDR su carta: statistiche, livelli di potenza, party di avventurieri.
Dal libro al videogioco (e ritorno)
Il legame tra narrativa e gaming diventa indissolubile negli anni 2000. Prima arriva il progetto .hack (che molti ricordano su MTV con .hack//SIGN), che unisce anime e videogiochi per raccontare la storia di un MMORPG. Ma è con Sword Art Online che il cerchio si chiude definitivamente. Qui il percorso è netto:
- Nasce come web novel/light novel (scritto da Reki Kawahara).
- Diventa un anime di successo mondiale.
- Diventa una serie di veri videogiochi.
Questo genere, oggi chiamato LitRPG (Literature Role Playing Game), domina le classifiche. Quando leggete una web novel coreana dove il protagonista vede una “finestra di stato” blu con le sue statistiche, state leggendo l’evoluzione diretta di quella cultura videoludica che noi “retro-gamers” abbiamo amato decenni fa.
Dove trovarle oggi (e come crearle)
Per anni, noi fan italiani siamo rimasti all’oscuro, costretti a guardare solo gli adattamenti animati. Ma le cose stanno cambiando. Oggi le light novel arrivano anche in Italia e per orientarsi in questo mare magnum è nato LudoShiro, la prima enciclopedia italiana dedicata interamente a questo mondo.
Ma non ci limitiamo a leggere. Il Giappone ci ha insegnato che queste storie hanno una struttura precisa, quasi matematica (proprio come il level design di un videogioco). Per questo è nato anche Web Novel First, un protocollo di “Ingegneria Narrativa” pensato per gli autori italiani.
L’obiettivo? Applicare un metodo tecnico per progettare e validare una storia prima ancora di scriverla, esattamente come si fa con il prototipo di un gioco Indie. Perché alla fine, che sia un pixel su uno schermo o inchiostro su carta, l’importante è l’emozione. E chissà che il prossimo Slayers non nasca proprio qui in Italia.

