RETROSPOT :
GRAPPA BOCCHINO
Gli anni 80/90 erano pregni di spot mitici in cui non si guardava il merdoso political correct ed erano presenti personaggi famosi italiani che si prestavano a queste pubblicità rimaste nell’immaginario collettivo. Oggi parliamo brevemente di GRAPPA BOCCHINO, probabilmente nessuno se la ricorda se non per la presenza si Mike Buongiorno!
LA STORIA
La Grappa dal 1898
Sorta nel 1898, a Canelli, la Distilleria Bocchino è il luogo in cui nascono le nostre grappe, grazie all’esperienza e alla cura dettata da oltre un secolo di attività della famiglia Bocchino.
Ed è al tempo che è affidato, nelle cantine scavate nel tufo della collina, l’affinamento paziente dei grandi distillati, che riposano in piccole botti di rovere e barriques, le uniche capaci di conferire alle grappe Bocchino il colore e le caratteristiche che le rendono uniche.
La Famiglia
Un distillato di passione, di generazione in generazione
Era il 1898 quando Carlo Bocchino, primo in Italia, scelse di utilizzare un solo tipo di vinaccia per la produzione della grappa, anzichè il misto indifferenziato tipico dell’epoca. Creò una piccola distilleria a Canelli, in Piemonte, e decise di utilizzare unicamente le vinacce dei vitigni di Moscato della zona. Dando alla grappa una nobiltà e una qualità fino ad allora sconosciute, elaborò un sistema di distillazione particolare che permetteva di esaltare gli aromi. L’accurata scelta delle materie prime e la geniale innovazione produttiva vennero passati di generazione in generazione, prima al figlio Lazarito, nel 1937, e poi a suo genero Giorgio Micca. Ed è proprio Giorgio, negli anni ’70, a lanciare il famosissimo marchio “Sigillo Nero” e ad avviare la collaborazione con Mike Bongiorno, portando in pochi anni l’azienda ai vertici del mercato.
Dalla scomparsa del padre, nel 1996, è Carlo Micca Bocchino a guidare la Distilleria, affiancato dalle figlie Miranda e Marta che hanno ereditato la passione di famiglia, e a continuare la tradizione di una delle migliori grappe italiane.
Il Territorio
Il segreto dei nostri distillati è racchiuso nel suolo che li ha visti nascere
Un patrimonio unico, protetto dal saper fare dei contadini: così è il suolo da cui nascono le grappe Bocchino. Viti, e viticoltori, che vengono dalle Langhe e dal Monferrato, dal cuore stesso del Piemonte.
Da oltre un secolo, la Distilleria Bocchino s’impegna nella selezione e nella distillazione delle più prestigiose vinacce del territorio, per ottenere grappe dallo stile unico e raffinato; le vinacce distillate sono scelte in base all’unicità della zona Cru di produzione, e offrono ciascuna un ventaglio aromatico ben preciso che conferisce ai nostri distillati una specifica personalità dal punto di vista organolettico e qualitativo.
Rispetto della tradizione e ricerca della qualità sono all’origine della caratteristica aromatica delle nostre grappe.
DISTILLERIA BOCCHINO: LA STORIA DELLA GRAPPA PIEMONTESE
Articolo : Adriano Salvi

Un restyling per bottiglie ed etichette di SIGILLO NERO e GRAN MOSCATO firmate dalla celebre distilleria di Canelli (AT)
Correva l’anno 1898 quando iniziarono a fumare gli alambicchi della Distilleria Bocchino. Prima di allora le vinacce di uva moscato e di altri vitigni ottenute dalle molte cantine che vinificavano in zona, venivano abbandonate e disperse sulle rive del torrente Belbo che attraversa Canelli, senza essere utilizzate.
Il geometra Carlo Bocchino, di ritorno dall’Argentina, dove aveva diretto la costruzione di importanti vie di comunicazione, decise di creare, con un capitale iniziale di 90.000 lire, la distilleria, che avrebbe ben presto segnato un percorso vincente per l’immagine e la qualità della grappa, il più italiano dei distillati, che si può denominare così solo se prodotto nel nostro paese.
Azienda di famiglia, oggi è guidata da Carlo Micca Bocchino, che porta il nome del fondatore, affiancato dalle figlie Miranda e Marta. La sede storica è quella in via Lazarito Bocchino, intitolata al figlio del fondatore, che diede grande impulso all’attività. Qui si trovano anche le imponenti cantine di invecchiamento, con le botti di rovere di Slavonia da sempre utilizzate nel ciclo produttivo. Il reparto distillazione è nel vicino comune di Calamandrana.
Restyling è un termine anglosassone ormai entrato stabilmente anche nel nostro vocabolario, significa in sostanza un’innovazione nella continuità, senza stravolgimenti particolari, ma nella ricerca di un’immagine sempre a passo con i tempi ed accattivante per l’acquirente finale.
E’ quanto ha messo in pratica la Distilleria Bocchino, tramite l’apporto di qualificati designer internazionali, che dopo lunghe ricerche hanno “ridisegnato” le storiche fiasche, da almeno un secolo simbolo della sua produzione, mantenendone comunque la particolarità che le contraddistingue sugli scaffali tra le tante proposte del mercato.
Anche le etichette, già oggetto negli anni di graduali modifiche, si propongono ora, dopo accurati studi, in versione ancora più moderna ed elegante.
Le differenze si notano falcilmente vedendo una pubblicità dei primi anni ’80 che riportiamo di seguito, con Mike Bongiorno, celebre testimonial per anni della produzione Bocchino, che innalza un fiasca di Sigillo Nero.
Le due grappe sono storicamente ben presenti, anche nella GDO, sul mercato nazionale ed esportate in molti Paesi. Ottenute dalla distillazione con alambicchi discontinui, con il metodo Carlo Bocchino, rappresentano da sempre la ricerca qualitativa e di origine al centro dell’attività
La grappa Gran Moscato nasce esclusivamente da vinacce selezionate di uve Moscato Bianco di Canelli, affinata per 24 mesi in botti di rovere di Slavonia da 5.000 litri.
Prima tra le grappe uscite dagli alambicchi del fondatore Carlo Bocchino, è certamente uno dei distillati in purezza dalla tradizione più antica. L’inconfondibile aroma del Moscato e la morbidezza esaltate dal sapiente invecchiamento, rendono questa grappa sempre attuale e perfetta per le tendenze di consumo contemporanee.
Sigillo Nero è una grappa che racchiude l’essenza del vigneto Piemonte. Nasce infatti da selezionate vinacce di uve rosse di celebri vini piemontesi:Barbera d’Asti, Nebbiolo, Dolcetto d’Alba, Un perfetto connubio che, dopo un affinamento di 12 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia, offre una grappa delicata, dal gusto secco e pulito, che da decenni è la più diffusa tra quelle firmate Bocchino, ottenendo un costante successo.
Per la prima volta nella sua già lunga storia, la grappa Sigillo Nero aggiunge ai suoi formati abituali da litro e cl.70 quello da cl. 50, che completa l’offerta disponibile per un prodotto leader di mercato, affiancandosi al litro ed al cl.70. Tutte presentate nella bottiglia/fiasca di nuova generazione. Un “mezzo litro” che viene incontro alle nuove tendenze dettate da molti consumatori, orientati verso l’acquisto di questi formati ridotti nel contenuto , specie nell’ambito dei distillati e dei liquori.
Articolo : Adriano Salvi
LA GRAPPA ENTRA NEL MITO CON MIKE BUONGIORNO
L’associazione tra il volto rassicurante e la voce inconfondibile di Mike Bongiorno e la Grappa Bocchino rappresenta un capitolo significativo nella storia della pubblicità italiana.
Sulle note di Un sospero, brano dei Daniel Sentacruz Ensemble, la tv degli anni ’70 e ‘80 trasmetteva uno degli spot più famosi del periodo. Quello della Grappa Bocchino Sigillo Nero, protagonista Mike Bongiorno (1924-2009) il re dei quiz.
Le campagne Bocchino con Mike Bongiorno, principalmente concentrate tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80, si distinsero per un approccio sofisticato e un’ambientazione suggestiva: le maestose montagne italiane.
Lo slogan
In onda su Carosello dal 1974, anche dopo la kermesse pubblicitaria terminata nel 1978, lo spot sdoganò lo slogan Sempre più in alto! unito a Concludendo! entrati nel linguaggio comune e oggetto di numerose parodi
Quel pignolo di Mike Bongiorno
La prima serie intitolata Quel pignolo di Mike Bongiorno, trasmessa fino al 1976, vedeva protagonista il presentatore televisivo cimentarsi in varie imprese sportive senza alcuna controfigura.
Attento ad ogni minimo particolare
Si racconta che Mike Bongiorno fosse cosi pignolo – da qui il titolo della serie – che per ogni spot girato ci volesse una giornata intera.
Incurante del pericolo
Amante della montagna e incurante del pericolo, il conduttore tv si lanciava con gli sci dal trampolino, saliva sul ghiaccio con ramponi e piccozza. Si dedicava poi allo skijoring ossia sci alpino con cavallo che traina lo sciatore.
Sul Cervino
L’8 giugno 1976, Mike Bongiorno per girare la pubblicità della grappa venne portato in elicottero a 4 mila metri sulla cima più alta del Cervino.
La bufera
⦁ Mike Bongiorno sul Monte Cervino – m. 4478 – 08 giugno 1976. “Vai più in alto… Troverai Bocchino!”. Pare che una bufera di neve lo abbia costretto a restare sulla cima per circa un’ora prima di riuscire a farsi recuperare. E che chi lo riportò a valle abbia raccontato che Mike Bongiorno fosse spaventato e ubriaco a causa della grappa ingerita per scaldarsi.
A quel punto una bufera di neve lo costrinse a restare sul posto per tre ore prima che lo spot fosse terminato.
Chi lo portò a terra raccontò che Mike Bongiorno oltre a essere spaventato da quella esperienza, era visibilmente ubriaco di grappa ingerita per mantenersi al caldo.
Sempre più in alto!
Non pago di quell’esperienza non proprio positiva, il presentatore tv fu protagonista di altri messaggi pubblicitari, questa volta in cima al Monte Rosa a 4633 metri e al Monte Bianco a 4810 metri. Inoltre, sorvolò il Piemonte a bordo di una mongolfiera.
Cervinia mon amour
Tra il 1957 e il 2009 Cervinia rappresentò per Mike Bongiorno la meta ideale dove rilassarsi, tanto da essere considerata una seconda casa. Infatti, ogni volta che gli impegni glielo permettevano si recava lì.
I fattori del successo
Questa scelta non fu casuale, ma mirava a veicolare un’immagine di purezza, tradizione e qualità intrinseca al prodotto, divenendo un elemento narrativo chiave, suggerendo la genuinità delle materie prime e l’artigianalità della produzione Bocchino, un’azienda con radici profonde nel territorio piemontese fin dal 1898.
Negli spot, Mike Bongiorno si trovava sulle vette più alte d’Italia, , nello specifico il Cervino, il Monte Rosa e il Monte Bianco, vestito con abiti sportivi invernali, sullo sfondo di paesaggi alpini incontaminati. Il suo tono di voce indimenticabile e autorevole trasmetteva affidabilità e invitava a un momento di piacere autentico, in sintonia con la degustazione di una grappa di alta qualità. L’assenza di effetti speciali (Mike veniva calato con l’elicottero, come si vedeva anche negli spot) o di un linguaggio pubblicitario aggressivo sottolineava la fiducia nella qualità del prodotto e nel carisma del suo testimonial.
La scelta di Bongiorno fu ovviamente strategica. Il presentatore godeva di una credibilità e di una popolarità trasversale, rappresentando un volto familiare e rassicurante per milioni di italiani. La sua associazione con un prodotto di eccellenza come la Grappa Bocchino contribuì a rafforzare l’immagine del brand come simbolo di tradizione e qualità “made in Italy”. Ma non solo.
A fare la differenza anche i due claim che si ripetevano in ogni spot. Il primo era “la Grappa Bocchino la trovi sempre più in alto!”, il secondo, al termine della pubblicità, era “Concludendo!” esclamati entrambi con il timbro e il tono di voce inconfondibili di Mike Bongiorno.
Anche la colonna sonora rimase impressa nella mente dei telespettatori e fu scelta “Un sospero” dei Daniel Sentacruz Ensemble, con una melodia rilassante e che richiamava alla purezza e alla spiritualità, perfettamente coerente con l’ambientazione montana degli spo
SEMPRE PIU IN ALTO RAGAZZI!!!!!!!!!!!!!!
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