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STREET FIGHTER – RECENSIONE –

( 2026 @ Legendary Pictures )

STREET FIGHTER – RECENSIONE –

( 2026 @ Legendary Pictures )

di LittlePellizza
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STREET FIGHTER

– RECENSIONE –

( 2026 @ Legendary Pictures )

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INFO

Street Fighter è un film del 2026 diretto da Kitao Sakurai.

Basato sull’omonima serie di videogiochi picchiaduro, di cui è la terza trasposizione cinematografica in live action, il film è totalmente slegato dai precedenti adattamenti e si pone come un reboot.

Street Fighter è un film commedia di arti marziali del 2026 diretto da Kitao Sakurai e scritto da Sakurai e TJ Fixman, con una storia di Dalan Musson e Gary Dauberman . È il terzo lungometraggio live-action basato sullaserie di videogiochi Street Fighter di Capcom . Il cast corale include Noah Centineo , Andrew Koji , Callina Liang , Joe “Roman Reigns” Anoa’i , David Dastmalchian , Cody Rhodes , Eric André , Andrew Schulz , Vidyut Jammwal , Orville Peck , Don Lee , Curtis “50 Cent” Jackson e Jason Momoa . La trama segue l’artista marziale Chun-Li , che recluta i combattenti Ryu e Ken Masters per partecipare a un torneo e affrontare il dittatore M. Bison .

Nell’aprile del 2023, Legendary Entertainment ha acquisito i diritti cinematografici e televisivi di Street Fighter, entrando così nella fase di sviluppo attivo del film, con Capcom come coproduttrice. Danny e Michael Philippou furono annunciati come registi, salvo poi abbandonare il progetto nel giugno del 2024, con Sakurai che si unì al cast nel febbraio successivo. Il casting si è svolto tra maggio e giugno del 2025. Le riprese principali sono iniziate nell’agosto del 2025 e si sono concluse a novembre.

Street Fighter è stato distribuito negli Stati Uniti dalla Paramount Pictures il 16 ottobre 2026. Ha ricevuto recensioni contrastanti dalla critica e ha incassato 51 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget di produzione di 81 milioni di dollari.

 

STREET FIGHTER

Titolo originale
STREET FIGHTER
Lingua originale INGLESE
Paese di produzione USA
Anno 2026
Durata 120 min
Genere COMBATTIMENTO – AZIONE
Regia Kitao Sakurai
Soggetto Street Fighter (serie)
Sceneggiatura Dalan Musson

Gary Dauberman

Produttore

Mary Parent

Montaggio Luke Lynch
Casa di produzione
  • Legendary Pictures
  • Capcom
Distribuzione in italiano
  • Eagle Pictures
Fotografia Ken Seng
Effetti Speciali

Daniel Carlisle

Scenografia Joshua Adams
Musiche
  • Leo Birenberg
  • Zach Robinson
Costumi Charlie Aplin
Interpreti e personaggi Doppiatori italiani
  • Andrew Koji: Ryu
  • Noah Centineo: Ken Masters
  • Callina Liang: Chun-Li
  • Roman Reigns: Akuma
  • David Dastmalchian: M. Bison
  • Cody Rhodes: Guile
  • Mel Jarnson: Cammy White
  • Vidyut Jammwal: Dhalsim
  • Hirooki Goto: E. Honda
  • Orville Peck: Vega
  • 50 Cent: Balrog
  • Jason Momoa: Blanka
  • Olivier Richters: Zangief
  • Andrew Schulz: Dan Hibiki
  • Alexander Volkanovski: Joe
  • Rayna Vallandingham: Juli
  • Eric André: Don Sauvage
  • Andrea Mete: Ryu
  • Manuel Meli: Ken Masters
  • Elena Perino: Chun Li
  • Antonino Saccone: Akuma
  • Riccardo Niseem Onorato: M. Bison
  • Fabrizio De Flaviis: Guile
  • Nanni Baldini: Dan Hibiki
  • Giulia Franceschetti: Cammy White
  • Gabriele Sabatini: Dhalsim
  • Maurizio Merluzzo: Vega
  • Simone Leonardi: Balrog
  • Francesco De Francesco: Blanka
  • Emanuele Durante: Zangief
  • Simone Crisari: Joe
  • Alessandro Quarta: Don Sauvage
 
PROTAGONISTI

TRAMA

Nel 1993 i lottatori di arti marziali e un tempo amici inseparabili Ryu e Ken vengono convinti a tornare sul ring dalla misteriosa Chun-Li per partecipare allo spietato torneo di arti marziali noto come World Warrior Tournament. Dietro la competizione battle royal si nasconde però una misteriosa e letale cospirazione che costringerà i lottatori ad unirsi contro un male superiore e a fronteggiare i demoni del proprio passato

AMBIENTAZIONE

Asia 1993


 

COMMENTO

STREET FIGHTER IN BREVE

Mi sono concesso il lusso di andare al cinema dopo tanto tempo, trascinandomi dietro il mio amico Borsina, per vedere quello che, a tutti gli effetti, si presenta come una gigantesca operazione di fan service: Street Fighter.
Del resto, chi non conosce il celebre videogioco di casa Capcom? Penso davvero in pochi. Curiosamente, il successo della serie esplode con il secondo capitolo, mentre il primo rimane praticamente un oggetto misterioso, una sorta di esperimento per testare la reazione del pubblico. Ma non è certo l’unico caso in cui un sequel riesce a imporsi molto più del suo predecessore. Mi vengono in mente Super Hang-On (ma chi si ricorda più di Hang-On e basta?), oppure Super Monaco GP, e tanti altri esempi che appartengono alla storia dei videogiochi arcade.
Quando un videogioco diventa un successo planetario, il passo successivo è praticamente obbligato: arrivano manga, fumetti, anime e, naturalmente, i film live action. Perché, si sa, quando c’è un marchio famoso da sfruttare, Hollywood non si tira certo indietro!
Il primo tentativo cinematografico, Street Fighter – Sfida finale, è un miscuglio di comicità involontaria e trash a livelli stellari, che con il videogioco originale ha davvero poco a che fare. A reggere la baracca ci pensano Jean-Claude Van Damme e il compianto Raul Julia, quest’ultimo probabilmente l’elemento più memorabile di un film che prende la strada del delirio anziché quella della fedeltà al materiale di partenza.
Col passare degli anni, la pellicola è stata persino rivalutata, diventando una sorta di piccolo cult per gli amanti del cinema trash. Ma diciamolo chiaramente: rimane un film demenziale, dove i combattimenti finiscono quasi per fare da contorno a una sequela di situazioni improbabili, personaggi sopra le righe e momenti che oscillano tra il grottesco e il surreale.
Successivamente è arrivato anche il film dedicato a Chun-Li, Street Fighter – La leggenda, un’opera che in pochi ricordano e che, a quanto pare, non ha lasciato poi così tanti rimpianti. Un titolo che possiamo tranquillamente lasciare dov’è: nel dimenticatoio, possibilmente senza cercare di recuperarlo.
Nessuno si aspettava davvero di vedere arrivare un nuovo film dedicato a Street Fighter. Eppure, il discreto successo dei reboot cinematografici di Mortal Kombat deve aver convinto qualcuno che fosse arrivato il momento di riesumare anche il celebre picchiaduro Capcom, nella speranza di riuscire finalmente a realizzare una trasposizione degna del videogioco originale.

A dire il vero, il teaser non mi aveva entusiasmato per nulla. Il trailer, invece, sembrava promettere tutt’altro: personaggi fedeli alle loro controparti videoludiche, mosse iconiche riprodotte sul grande schermo e un’atmosfera che lasciava ben sperare. Insomma, gli ingredienti per un adattamento finalmente convincente sembravano esserci tutti.
Ed è così che, dopo aver stressato a dovere il mio amico Borsina, sono riuscito nell’impresa di trascinarlo al cinema per assistere alla proiezione.
Nel frattempo, le recensioni avevano già provveduto a stroncare il film. Ma, dando un’occhiata veloce ai giudizi della critica, ho avuto la netta impressione che molti non avessero proprio capito quale fosse lo spirito dell’operazione. Le riviste blasonate probabilmente si aspettavano una trama profonda, personaggi adeguatamente approfonditi, intrecci complessi e chissà quali altre finezze narrative

PRODOTTO RIUSCITO O NO?

Ma ehi, è Street Fighter!

Qui vogliamo combattimenti a go-go, mosse speciali, personaggi iconici e divertimento allo stato puro. Non stiamo parlando di un dramma esistenziale né di un’opera filosofica sulla condizione umana. È un picchiaduro che ha fatto la storia dei videogiochi: cosa vi aspettavate, una sceneggiatura da premio Oscar?
Detto questo, dopo averlo visto, possiamo finalmente tagliare la testa al toro: mega fan service spettacolare, ma con tante idee e un po’ troppa confusione.
Si vede chiaramente la volontà di mettere sul piatto il maggior numero possibile di elementi per accontentare tutti i fan. Personaggi, riferimenti, citazioni e situazioni che strizzano l’occhio a chi conosce a memoria la saga Capcom. Il problema è che, nel tentativo di accontentare tutti, si finisce per esagerare, bruciando troppo presto personaggi e possibili sviluppi narrativi futuri.
Insomma, sembra quasi che si sia voluto giocare tutte le carte subito, senza lasciare abbastanza spazio per costruire qualcosa nel tempo. E quando si ha a disposizione un universo così ricco, con una miriade di personaggi e storie da raccontare, forse sarebbe stato meglio dosare le apparizioni e conservare qualche sorpresa per il futuro.
Perché, diciamocelo, andare a ripescare persino personaggi dimenticati come Joe, direttamente dal primo capitolo, è una scelta che può far sorridere il fan più sfegatato, ma che lascia anche qualche dubbio sulla necessità di voler inserire proprio tutto e subito.

 

 

STREET FIGHTER E’ STREET FIGHTER 

 

È un film pensato soprattutto per i fan, per chi conosce i personaggi, riconosce le mosse e si diverte a cogliere ogni riferimento al videogioco. Da questo punto di vista, il fan service è abbondante e in diversi momenti riesce a regalare soddisfazioni. Tuttavia, il risultato si muove tra alti e bassi, senza mantenere sempre le promesse di un trailer che sembrava aver centrato in pieno lo spirito della saga.
La sensazione finale è quella di un’occasione sfruttata solo in parte: tanta carne al fuoco, qualche intuizione azzeccata e una buona dose di entusiasmo, ma anche la tendenza a strafare, quando forse sarebbe bastato concentrarsi su pochi elementi, sviluppandoli meglio.
Perché, a volte, la semplicità premia più dell’abbondanza. Non era necessario mettere tutto subito sullo schermo: Street Fighter ha abbastanza personaggi, rivalità e combattimenti da poter costruire tranquillamente più film senza dover svuotare l’intero repertorio al primo colpo.
Alla fine, dunque, l’operazione è riuscita a metà: chi cerca una storia articolata e personaggi approfonditi probabilmente resterà deluso; chi invece vuole vedere Street Fighter prendere vita sul grande schermo, tra combattimenti, citazioni e strizzate d’occhio ai fan, troverà pane per i suoi denti.

La trama ruota ovviamente attorno a Bison, intenzionato ad acquisire il potere psichico dei lottatori. Per riuscirci, indice un torneo che, a conti fatti, si rivela poco più di una messinscena.
L’obiettivo finale di Bison è quello di sfruttare l’Hadou Oscuro di Ryu e combinarlo con il suo Psycho Power.
Fin qui nulla di strano: ti aspetti combattimenti a manetta, una serie di sfide memorabili e personaggi pronti a darsele di santa ragione. Ed è proprio qui che il film fallisce, almeno in parte.
Perché il torneo finisce per essere soltanto un contorno, anziché il fulcro della vicenda. Un’occasione sprecata, soprattutto se pensiamo a film come Bloodsport con Van Damme, dove il torneo rappresenta il centro di tutto e ogni combattimento contribuisce a costruire la tensione narrativa.
L’errore più grande, a mio avviso, è però quello di introdurre subito due villain insieme. Non si può vedere Akuma e Bison nello stesso film, così, di botto, senza dare il giusto spazio a entrambi. Il rischio è quello di bruciare prematuramente due personaggi di enorme importanza, e infatti il risultato finisce proprio per andare in quella direzione.
Un’altra cosa che manca è esattamente ciò che tutti si aspettavano di vedere: il torneo! Molti combattimenti vengono soltanto citati o liquidati in pochi secondi (Guile contro Vega, per esempio), mentre alcuni lottatori si ritirano addirittura off screen, senza una spiegazione convincente. Alla fine, tolto lo scontro conclusivo, rimangono appena due veri combattimenti con Ken protagonista.
Per carità, quelli che ci sono sono ben realizzati, godibilissimi e, sotto certi aspetti, quasi perfetti. Le coreografie funzionano e quando il film decide finalmente di menare le mani, il divertimento non manca. Il problema è che si tratta di momenti troppo pochi rispetto a quello che ci si poteva aspettare da un film dedicato a Street Fighter.
Personalmente, avrei risparmiato volentieri quei dieci minuti della rissa al bar, con tanto di Zangief che sfoggia le sue mosse, per investirli in qualche combattimento in più sul ring. Non che la scena sia necessariamente brutta, ma in un film che dovrebbe fare dei duelli il proprio punto di forza, certe scelte lasciano perplessi.
Il film avrebbe guadagnato tantissimo da un torneo più presente e combattimenti sviluppati meglio. Perché, alla fine, quando vai a vedere Street Fighter, vuoi vedere i guerrieri affrontarsi, le mosse speciali prendere vita e le rivalità esplodere sul ring. Tutto il resto può fare da contorno, ma non dovrebbe mai rubare la scena a ciò che conta davvero

MOLTI PREGI LI HA PERO’

 

Ma ci sono anche tantissimi pregi. Molti personaggi sono riprodotti in maniera maniacale, dai costumi alle mosse, passando per i colpi speciali. Insomma, sotto questo aspetto troviamo davvero di tutto, da Honda a Zangief, passando per Guile e tanti altri. Si vede che dietro c’è la volontà di rispettare il materiale originale, regalando ai fan quei dettagli che hanno reso iconici i protagonisti del videogioco.
Altri personaggi, pur essendo realizzati bene, vengono invece sacrificati, come Vega, Cammy e la stessa Chun-Li, ai quali sarebbe stato opportuno concedere maggiore spazio. E poi ci sono i cosiddetti filler, personaggi ripescati non si sa bene per quale motivo, come Joe o Dan Hibiki, quest’ultimo relegato al ruolo di irritante spalla comica di Ken.
Nel complesso, comunque, il risultato è soddisfacente. Una menzione d’onore va alle musiche originali del videogioco, che spesso accompagnano l’ingresso dei personaggi, regalando ai fan una bella scarica di nostalgia. Sono quei piccoli dettagli che fanno la differenza e che contribuiscono a rendere l’esperienza più coinvolgente.
Ma una delle cose più belle sono senza dubbio le sequenze animate in stile cartoon utilizzate per i flashback dei personaggi. Qui raggiungiamo livelli di animazione altissimi, con scene che si integrano perfettamente nel film, senza risultare fuori posto o spezzare il ritmo della narrazione. Una soluzione stilistica davvero azzeccata, che ricorda quanto visto in Kill Bill e dimostra come, a volte, osare con linguaggi visivi differenti possa dare risultati eccellenti.

Una menzione per Bison è doverosa: anche in questo film viene ritratto come uno psicopatico a tratti comico, caratterizzato dal suo feticismo per i piedi. Una rappresentazione che si discosta dal personaggio del videogioco, dove Bison è pura malvagità, privo di battutine o atteggiamenti grotteschi.
Viene riproposta la celebre battuta del primo film, «Ma per me era solo un martedì», accompagnata da un buon combattimento contro Chun-Li, con tanto di mossa speciale. Purtroppo, però, il personaggio viene sacrificato per lasciare aperta la possibilità di un eventuale sequel.

 

 

IN SINTESI

Nonostante i difetti i critici devono essere pazzi. Il nuovo film di Street Fighter del regista Kitao Sakurai ( The Eric Andre Show, Twisted Metal ) è un adattamento del videogioco sorprendentemente ben riuscito e un ottimo film a sé stante. È elegante, divertente e ricco di sentimento, e il cast è perfetto in ogni sua parte
l film parla apparentemente del torneo e dei buoni che affrontano i cattivi, personaggi sopra le righe, ma in realtà ruota attorno al rapporto tra Ryu e Ken, e il nucleo emotivo della pellicola si sviluppa attorno alla loro amicizia incrinata e alla sua successiva riconciliazione. Il torneo è solo uno sfondo per questo conflitto più profondo, un aspetto che sembra essere sfuggito a molti critici.
Certo, le numerose e fantastiche scene di combattimento contribuiscono sicuramente a rendere questo film godibile e l’umorismo presente si mescola bene con il film senza risultare stucchevole.
Uno dei problemi è che molti critici cinematografici spesso non capiscono i videogiochi, figuriamoci giocarci, e questo rende difficile recensire gli adattamenti cinematografici
Street Fighter è un film dedicato ai fan, ricco di scene di combattimento spettacolari, con un cast eccezionale e tantissimi omaggi ai videogiochi. No, non è un film perfetto. Avrei forse tagliato qualche scena più lenta e le avrei sostituite con un paio di combattimenti in più, oppure avrei accorciato il film di una quindicina di minuti. C’erano sicuramente troppi personaggi secondari, ma è più un dettaglio trascurabile che altro, anche se sarebbe stato utile tagliare qualcosa in un eventuale sequel.
Grazie agli ottimi protagonisti, alle eccellenti coreografie di combattimento, agli ottimi flashback in stile anime, a un divertente senso dell’umorismo e a un Dastmalchian perfettamente malvagio, questo film è imperdibile per i fan dei videogiochi e dei film di arti marziali in generale. Andate a vederlo sul più grande schermo che riuscite a trovare.

Street Fighter è un film di combattimenti, un omaggio minuzioso al videogioco. Non perfetto perchè han voluto strafare con troppa carne al fuoco ma c’e’ tutto quello che un amante del videogioco cerca. Le critiche sono ridicole e mosse dai soliti radichal chich del cinema che manco sanno cosè il videogioco. Insomma è come lamentarsi se in un film porno ci sono troppe scene di sesso e poca storia. Assurdo. Fidatevi di me , di un boomer di un nerd di un videogiocatore, se amate Street Fighter questo film vi piacerà. Se amate invece I cinemarvel, i film di Zalone e/o mattoni di 3 ore introspettivi lasciate perdere… Adatto anche ai vostri figli se volete farli divertire

 


 


NOTE  AGGIUNTIVE

 

CURIOSITA
  • Il personaggio El Fuerte appare interpretato da Christian Valle.
  • Sagat fa un cameo tramite animazione nel prologo e nella scena a metà dei titoli di coda. Inoltre, gli streamer Maximilian Dood , LazarBeam , Lachlan e Bubbell, i giocatori professionisti di videogiochi di combattimento Justin Wong e IFC Yipes, l’artista BossLogic e la personalità di internet Nathan Lust fanno delle apparizioni cameo come detenuti di Bison. Danny e Michael Philippou , che erano stati originariamente ingaggiati per la regia, hanno dei cameo come versioni fittizie di se stessi.
  • Joe e’ uno dei combattenti del primo Street Fighter ed e’ quello che rompe il muro nella schermata dei titoli
  • Nel film viene introdotto Evil Ryu (la versione di Ryu consumata dal “Satsui no Hado” o intento assassino), un elemento preso direttamente dai manga e dai giochi spin-off come Street Fighter Alpha 2 e Alpha
  • Il regista Kitao Sakurai ha tratto ispirazione dallo stile visivo da “fumetto vivente” di Joel Schumacher, inserendo sequenze uniche in animazione 2D dedicate ai flashback dei personaggi
  • 6 settimane di allenamento intensivo per eseguire gran parte delle acrobazie e delle mosse iconiche (tra cui il Hundred Hand Slap di E. Honda) in prima persona. [1, 2]
PRODUZIONE

Legendary Pictures ha acquistato i diritti cinematografici e televisivi della serie di videogiochi Street Fighter da Capcom ad aprile 2023. Danny e Michael Philippou erano inizialmente in trattative per occuparsi della regia del film, a cui hanno però rinunciato a causa di altri impegni a giugno 2024. Il ruolo di regista è passato quindi a Kitao Sakurai a febbraio 2025.

La lavorazione del film è iniziata il 18 agosto 2025 in Australia, con il titolo provvisorio “Punch“. Le riprese si sono concluse il 12 novembre

PUBBLICAZIONE

Il film è stato distribuito nelle sale italiane da Eagle Pictures dal 15 ottobre 2026 e in quelle nordamericane da Paramount Pictures dal giorno dopo

La data d’uscita inizialmente prevista in Nord America era il 20 marzo 2026, con la distribuzione affidata a Sony Pictures Entertainment come parte del precedente accordo di Sony con Legendary, scaduto però a novembre 2024.Tiratasi indietro Sony, Paramount è entrata in trattative con Legendary ad agosto 2025, ottenendo ufficialmente i diritti di distribuzione del film a settembre.

l’11 dicembre 2025 è stato pubblicato il primo teaser trailer. Il trailer ufficiale del film è stato pubblicato il 16 marzo 2026.

RICEZIONE

Incassi

Il film ha incassato 30775377 $ in Nord America e 20100000 $ nel resto del mondo, per un totale di 50875377 $.

Critica

Il film è stato accolto tiepidamente dalla critica: su Rotten Tomatoes 113 critici esprimono un indice di gradimento del 40% con un voto medio di 4.8 su 10, su Metacritic 26 critici un voto medio di 44/100.

 


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